E’ durata quasi 8 ore la Camera di Consiglio della Corte presieduta da Carlo Garbellotto e con i giudici a latere Maurizio D’Abrusco e Davide Paladino per il verdetto in primo grado relativo al processo sulla gestione dei ritiri di calcio e dell’attività dell’assessorato regionale del Turismo. La sentenza è arrivata ieri sera alle 18,30. Il Tribunale di Aosta ha così condannato per truffa ad un anno e 150 euro di multa l’ex assessore regionale al Turismo e ora consigliere regionale, Claudio Lavoyer (assolto però dall’accusa di corruzione), a 8 mesi di carcere e 100 euro di multa la sua ex segretaria particolare, Patrizia Carradore, ora vice presidente del Consiglio comunale di Aosta, e per corruzione Silvia Patruno, titolare della Nikema, ad un anno e ad un risarcimento alla Regione pari a 17.680 euro.
Sono stati invece assolti “perché il fatto non sussiste” l’ex presidente della Regione, Dino Viérin che a seguito della vicenda si era dimesso, e la sua ex segretaria particolare, Adriana Viérin, attualmente consigliere regionale. Erano accusati di omessa denuncia di reato e favoreggiamento.
La condanna per Lavoyer è legata a quattro delle 19 ospitalità offerte dall’assessorato al Turismo e contestate dalla procura aostana. Non hanno pesato alla fine le ospitalità relative a giornalisti e vip ma quelle relative ad ex dirigenti del Valle d’Aosta calcio e loro familiari, e quella a favore di alcuni conoscenti di Patrizia Carradore, che è stata condannata solo per questo episodio. L’ex assessore al turismo Claudio Lavoyer esce pulito tuttavia dall’accusa di aver intascato una tangente di 1.500 euro che l’ex capo ufficio stampa della Regione, Paolo Maccari, che ha patteggiato un anno e due mesi per corruzione, truffa aggravata e tentata concussione, aveva detto di avergli versato. Nessuno ha voluto rilasciare commenti e la più colpita dalla sentenza è stata la Silvia Patruno, in lacrime all’uscita.
A rilasciare un lapidario commento è stato l’avvocato Claudio Soro, legale di Lavoyer e Carradore che ha detto “Ricorreremo in Appello”. L’avvocato difensore della Patruno, Marcello Taglioli ha ribadito il ricorso in secondo grado. E proprio il ricorso annunciato dagli avvocati difensori apre la strada della prescrizione, i cui primi termini scatteranno nella prossima primavera.
