Da alcuni anni a questa parte le sigle sindacali della Valle d'Aosta, Cgil, Cisl, Uil e Savt, spesso divise sui problemi del lavoro e dell'occupazione, si uniscono per ricordare e celebrare insieme l'8 marzo, la Giornata internazionale della donna. "Crediamo – ha spiegato in conferenza stampa Katya Foletto in rappresentanza della CGIL – che sui problemi delle donne e sulle politiche di genere ci sia unità di vedute e di intenti". Da qui la proposta di prendere l'8 marzo come un'occasione di riflessione sui problemi che vivono quotidianamente le donne italiane alle prese con il lavoro, la cura dei figli, l'assistenza agli anziani e così via.
In Italia, e anche in Valle d'Aosta, è ancora vero che le donne hanno stipendi più bassi degli uomini, fanno meno carriera, non sempre vedono tutelata la loro maternità, sono ancora assenti dai vertici delle istituzioni, dai luoghi che contano come la politica e, aggiungiamo noi, il sindacato. "Le leggi danno in teoria una tutela forte dei diritti – afferma Cristina Praz della Cisl –poi però in pratica le cose vanno in maniera diversa".
Alla riflessione i sindacati hanno voluto poi aggiungereun gesto concreto di solidarietà: i soldi che, in passato, venivano spesi per acquistare le mimose da regalare alle ospiti delle microcomunità, sono stati devoluti alla Caritas diocesana. I Mille euro, questa è la cifra, sono stati consegnati oggi, venerdì 5 marzo, a Don Aldo Armellin, direttore della Caritas e saranno spesi per far funzionare "Casa Nostra", una struttura che ad Aosta accoglie donne in difficoltà, che hanno subito violenza o che sono in situazione di povertà o di disagio anche psicologico.
Dal 2000 Casa Nostra ha accolto 44 donne e 23 bambini di paesi diversi che vanno dal Marocco, all'Ucraina, da Santo Domingo al Sud Africa o al Vietnan. "Sono storie e culture molto diverse – ha spiegato Maria Agostina Semino, volontaria di Casa Nostra – quelle che in questi 10 anni abbiamo incontrato ma tutte accomunate da una grande solitudine, dall'assenza di relazioni. Noi volontari cerchiamo di essere i punti di riferimento che a loro mancano duranteil periodo in cui sono accolte".

