Una protesta davanti a Palazzo regionale per difendere le stalle nei centri storici di villaggi e paesi

Se la stalla non sarà dissequestrata, entro giovedì 27 settembre alle ore 11, sarà organizzata una protesta davanti a Palazzo Regionale ad Aosta. Questa la decisione assunta dal Comitato costituitosi per impedire la chiusura...
Società

Se la stalla non sarà dissequestrata, entro giovedì 27 settembre alle ore 11, sarà organizzata una protesta davanti a Palazzo Regionale ad Aosta. Questa la decisione assunta dal Comitato costituitosi per impedire la chiusura della stalla del sig. Cimberio a St.Christophe e più in generale delle stalle nei centri storici dei villaggi e paesi valdostani. La stalla in questione, chiusa a seguito delle continue proteste dei residenti nelle immediate vicinanze, è stata messa sotto sequestro e il signor Cimberio ha ricevuto un avviso di garanzia.

?L’avviso di reato – spiega in una nota il Comitato – fa riferimento all’articolo 674 del Codice Penale che recita: ?Chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altri usi, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino ad un mese o con l’ammenda fino a 206 euro.? Tanto per fare un confronto: se lo stesso articolo fosse usato nei confronti della Cogne o degli aerei sulla nostra testa? Ma si sa Cimberio non è la Cogne. Di sicuro la stalla di Cimberio come centinaia di altre in Valle danno fastidio agli interessi immobiliari e allora si utilizzano le ?moderne? norme igienico-sanitarie per fare scomparire stalle che non hanno mai dato fastidio a nessuno e con esse e intorno ad esse sono cresciute generazioni e generazioni di valdostani?.

La polemica del Comitato e le accuse vengono suffragate da alcuni dati evidenziati nella nota alla stampa ?Per avere una dimensione di quando sia preoccupante il fenomeno basta dare un’occhiata ai nuovi Piani Regolatori: si continuano a restringere le aree agricole; oramai tutti vogliono fare soldi senza lavorare trasformando le zone agricole in edificabili, in barba alla retorica sulle mucche, e l’agricoltura di montagna. Due dati per confermare la speculazione in atto: dal 1997 al 2006 il numero dei bovini sono diminuiti da 43.000 a 37900 e il numero delle stalle da 1992 a 1340?.

La questione sarà discussa mercoledì 26 settembre nella terza Commissione Consigliare dove verranno ascoltati sindaci, veterinari, associazioni, dirigenti e, nel pomeriggio, anche il Comitato Pro Cimberio.

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