Valentina Cutano, da Cogne a Praga per la ricerca sul cancro

Valentina Cutano, originaria di Cogne, vive nella capitale della Repubblica Ceca dove coordina due ambiziosi progetti progetti di ricerca sul cancro all'ovaio e al seno.
Valentina Cutano in laboratorio
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Valentina Cutano, originaria di Cogne, sin da ragazza ha sempre avuto le idee chiare sul suo futuro: il suo grande sogno nel cassetto era, infatti, diventare ricercatrice. Da qui la scelta di iscriversi al Liceo Scientifico Bérard di Aosta e di proseguire il suo percorso a Torino, dove consegue prima la laurea triennale nella neonata facoltà di Biotecnologie, poi la magistrale in Biotecnologie Molecolari.

Nel corso dei suoi studi, Valentina si appassiona alla ricerca oncologica: concluso il percorso universitario, partecipa quindi con successo ad un concorso per un dottorato di ricerca presso l’Università di Udine. Il sogno si realizza: il progetto di dottorato si occupa della ricerca sul tumore al seno ed, in particolare, dell’utilizzo di una nuova tecnologia (CRISPR) per la sua cura. I quattro anni trascorsi nel capoluogo friulano non fanno che accrescere la sete di scienza e, questa volta, Valentina cerca una nuova avventura all’estero.

La scelta si concentra sui progetti scientifici più che sulla meta di destinazione ed è così che vola a Praga, in Repubblica Ceca, dove presso l’Istituto di Chimica organica e Biochimica (IOCB) si presenta la possibilità di lavorare con una ricercatrice che ha maturato un’importante esperienza negli Stati Uniti a fianco di uno dei migliori specialisti nella ricerca oncologica. Qui Valentina trova un ambiente internazionale ed inizia ad occuparsi di due progetti molto ambiziosi: uno sui meccanismi molecolari che promuovo lo sviluppo del tumore all’ovaio ed uno relativo allo studio di molecole di nuova sintesi per un futuro utilizzo chemioterapico per la cura del tumore al seno.

“Appena arrivata a Praga mi sono scontrata e confrontata con la cultura e soprattutto con la lingua ceca  – racconta Valentina – fortunatamente il grande sviluppo della capitale ha fatto sì che l’inglese sia diffuso e compreso dalla larga maggioranza”. Un problema, quello della lingua, che non esiste in ambito lavorativo: il mondo scientifico parla inglese e la presenza di ricercatori provenienti da tutto il mondo ne impone un utilizzo generalizzato.

Nonostante a Praga vivano tanti italiani, la curiosità di confrontarsi con altre culture ed esperienze portano Valentina a frequentare persone provenienti dalle diverse aree del mondo e, nel suo tempo libero, dedica molto tempo a conoscere la città che, pur essendo piccola, offre un patrimonio culturale enorme e tantissime attività. “I cechi mi ricordano molto la gente di montagna – spiega Valentina – subito sembrano mettere delle barriere e tendono ad avere un approccio un po’ freddo, con noi stranieri, ma una volta che hai conquistato la loro fiducia ti danno il cuore”.

Il 2020, con l’avvento del Covid ed il conseguente stop del turismo, ha permesso a Valentina di conoscere la città da una diversa prospettiva e, in qualche modo, di diventarne parte, anche partecipando a ricorrenze nazionali, come la giornata in memoria della “Rivoluzione di velluto”, che le ha permesso di capire come, nel paese, la storia sia ancora viva e come abbia profondamente segnato il popolo.

Il legame con la sua terra d’origine è però rimasto sempre saldo: a Cogne Valentina ha i suoi genitori e, per sentirsi sempre a casa, ha “arredato” la propria postazione di lavoro con tante fotografie del Gran Paradiso e dei suoi amati Prati di Sant’Orso; in più, per far conoscere a tutti il suo paese, alla conclusione delle proprie presentazioni in occasione di riunioni e convegni in giro per il mondo, la pagina di commiato contiene sempre una foto di Cogne nella stagione in cui si trova in quel momento.

Nonostante questo forte legame, Valentina, al momento non ha intenzione, di rientrare in patria: “Mi sto occupando in prima persona di due progetti importanti che mi impegneranno ancora tanto e per parecchio tempo”. La Repubblica Ceca investe molte risorse nella ricerca e ciò permette di affrontare il lavoro con una relativa tranquillità, al contrario di quanto accade in Italia, dove però, sottolinea Valentina, le poche risorse disponibili portano i ricercatori italiani a trarre il meglio da ogni opportunità: “in Italia – spiega – con le risorse che si hanno a disposizione si fanno miracoli e posso garantire che come preparazione non abbiamo nulla da invidiare al resto del mondo, nemmeno ai tanto rinomati ricercatori statunitensi”.

Un grande merito che Valentina riconosce alla terra che oggi la ospita è quello della grande considerazione e sostegno che rivolge alle donne nel mondo del lavoro e, in particolare nel settore scientifico: “Molti posti apicali sono ricoperti da donne e questo è possibile grazie a misure di sostegno per la conciliazione di lavoro e famiglia. Qui non si deve scegliere tra carriera e famiglia”.

In ultimo, Valentina rivolge un pensiero a questo particolare momento storico ed al conflitto che si sta consumando poco distante proprio dalla Repubblica Ceca: “In città è tutto tranquillo, è solo stata intensificata la presenza di Polizia, ma ho molti colleghi ricercatori originari dell’Ucraina e con loro condividiamo grande preoccupazione per le famiglie e per tutti i loro connazionali. Nel 2022, questa situazione rappresenta una grande sconfitta per tutti”.

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