“Verso spreco zero”, Valle Virtuosa passa dalla protesta alla proposta

Impianti a freddo, riciclaggio e riuso, compost e mezzi elettrici: dal convegno organizzato ieri dall’associazione sono emersi tanti spunti che l’associazione spera siano “messi in pratica e fatti propri dall'amministrazione stessa”.
Fabrizio Roscio
Società

Valle Virtuosa non si adagia sugli allori della vittoria referendaria del 18 novembre e bada dritta al sodo, alle soluzioni e alle proposte concrete, per cercare di fare della Valle d’Aosta un’eccellenza in fatto di gestione dei rifiuti. L’occasione è “Verso Spreco Zero – Nuove strategie di gestione dei rifiuti in Valle d’Aosta”, il primo convegno post referendario dell’Associazione presieduta da Fabrizio Roscio, tenutosi ieri pomeriggio in un salone delle conferenze di Palazzo Ragionale che ha fatto registrare il tutto esaurito.

Ed è proprio lo stesso Roscio a tracciare le linee guida di questo incontro. “La Valle non ha una situazione di eccellenza – ha spiegato – la discarica ha un’autonomia che durerà ancora pochi anni e ci sono diversi problemi con la frazione organica. Questo convegno vede Valle Virtuosa cercare di collaborare con l’amministrazione per trovare la soluzione migliore per lo smaltimento dei rifiuti, con l’ambizione di condurre la Valle a un atteggiamento virtuoso, sperando che gli spunti che usciranno da qui siano messi in pratica e fatti propri dall’amministrazione stessa”.

Spunti che effettivamente non sono mancati, a partire dall’aspetto preventivo: “Nelle politiche di gestione dei rifiuti – spiega Arnaldo Cirillo, Responsabile settore rifiuti di Legambiente per il Piemonte e Valle d’Aosta – si parte sempre dalla coda, ovvero dal problema dello smaltimento, mentre bisogna partire dagli aspetti preventivi: dal potenziamento della raccolta differenziata a politiche serie di riciclaggio e riuso”.

Politiche che hanno dimostrato di funzionare nelle scelte amministrative di Franco Bonesso (Presidente Consorzio rifiuti TVTRE, che gestisce 25 comuni della provincia di Treviso) che ha puntato tutto sulla “Tariffa puntuale” che commisura la tassa per il servizio sui rifiuti all’effettiva produzione del singolo cittadino. “Abbiamo la raccolta domiciliare – spiega Bonesso – e un Ecocentro ogni 10mila abitanti, per i rifiuti difficili da trasportare. Gli oggetti e i vestiti ancora utilizzabili vengono donati alla Caritas e al Mercatino Solidale del Riuso, abbiamo contenitori per rifiuti che vengono a loro volta triturati e riutilizzati, mentre abbiamo avviato una sperimentazione con l’Arpa per i pannolini biodegradabili”. Iniziative i cui risultati sono sotto gli occhi di tutta la comunità del trevigiano: un calo vertiginoso della produzione dei rifiuti pro capite, un aumento esponenziale della percentuale di differenziata e un modello già esportato anche in Val di Fiemme e Val Agordina.

Soluzioni simili sono poi state spiegate anche dall’Assessore all’Ambiente di Capannori (in provincia di Lucca, primo comune italiano ad adottare la strategia “Rifiuti Zero”) Alessio Ciacci: “Capannori ha raggiunto l’80% di differenziazione dei rifiuti, coinvolgendo di continuo la comunità. Oltre al riciclaggio (con molti prodotti “alla spina”) e al riuso abbiamo dato degli incentivi per il compostaggio familiare e quello collettivo, con l’apertura di una compostiera. La nostra tariffa puntuale si realizza tramite sacchi forniti di codice e microchip, un sistema di lettura che permette di fare pagare ad ognuno per quanto produce, e che di fatto non ci farà vivere la Tares come un salasso eccessivo. Abbiamo piccoli mezzi elettrici per il recupero dei rifiuti che ci hanno fatto risparmiare 2 milioni di euro l’anno, utilizzati per pagare e assumere nuovi operatori”.

Una riflessione importante per il futuro della Valle d’Aosta e dell’Europa intera, un futuro che, nelle parole del Vice Presidente dell’European Compost Network, Enzo Favoino: “Deve basarsi sulla società del riciclaggio che oltretutto permette l’aumento occupazionale e fa fronte al progressivo scarseggiare delle risorse. Valle Virtuosa è passata dalla protesta alla proposta e lo fa basandosi su esempi di comuni virtuosi e impianti a freddo che portano minori costi, flessibilità e convertibilità al compostaggio, settore nel quale la Valle d’Aosta è ancora molto indietro”. 

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