Viérin: “la Valle ha vincolato il proprio territorio rispetto al dissesto idrogeologico”

L’assessore regionale alle Opere pubbliche è intervenuto a Roma al convegno “Salviamo il territorio”. “In questi ultimi anni, più dell’80 per cento delle risorse lo abbiamo destinato al miglioramento della sicurezza del territorio valdostano”.
Marco Viérin - Stella Alpina
Società

“Valle d’Aosta è una delle poche regioni che, da oltre dieci anni, ha vincolato il proprio territorio rispetto al dissesto idrogeologico (frane, inondazioni e valanghe) e che, nello stesso tempo, si è dotata di una legge sulla delocalizzazione che prevede l’intervento pubblico, pari al 75 per cento di finanziamento per la delocalizzazione della prima casa”. E’ quanto ricordato a Roma dall’Assessore alle Opere pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale pubblica, Marco Viérin, intervenuto nel dibattito a margine del convegno Salviamo il territorio, organizzato giovedì scorso nella capitale dall’Associazione nazionale costruttori edili, dal Consiglio Nazionale degli architetti pianificatori, paesaggisti e conservatori, dal Consiglio nazionale dei geologi e da Legambiente, al quale ha preso parte anche il Ministro dell’Ambiente e tutela del paesaggio Andrea Orlando.

L’assessore ha poi sottolineato come l’Assessorato alle Opere pubbliche abbia destinato, in questi ultimi anni, più dell’80 per cento delle risorse assegnategli al miglioramento della sicurezza del territorio valdostano, “dimostrando, con fatti concreti, di credere nella priorità del governo del territorio”.
Tra le altre riflessioni messe in campo da Marco Viérin anche il ruolo della scuola nell’educazione ambientale e il primario ruolo dell’agricoltura per la preservazione del territorio. In merito alla questione ribadita durante il convegno e relativa al fatto che l’8 per cento del territorio sia cementificato e che la popolazione continui ad investire sul nuovo anziché sul recupero, l’Assessore ha evidenziato come quest’ultimo risulti più oneroso per i cittadini rispetto alle nuove edificazioni e in più sia gravato da regole troppo rigide che si scontrano con la vivibilità desiderata dal cittadino.
 

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