L’emozione c’era in chi la guardava, da casa o a bordo pista, figuriamoci per lei con il primo pettorale addosso – il numero 13 – dopo 10 mesi. Al cancelletto di partenza del gigante di Kronplatz Federica Brignone era quella di sempre: carica, grintosa, concentrata, con la voglia di essere protagonista e non di fare una comparsata. La sciata, quella non poteva essere quella di sempre, e ci mancherebbe: qualche sbavatura e indecisione, qualche momento che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Ma meglio di così non poteva fare, anzi, ha fatto più del dovuto, portandosi a casa uno splendido settimo tempo dopo la prima manche anche perché, come lei stesso aveva detto ieri, il risultato era l’ultima cosa che contava.
E anche perché la Erta – dove Brignone ha vinto la prima edizione nel 2017, con due terzi posti nel 2018 e 2023 – è una delle piste più difficili del circuito di Coppa del Mondo, ed il tracciato di oggi ancora di più: “Gira tanto”, è il mantra di tutte le atlete prima della gara. Infatti ha fatto molta selezione, con distacchi consistenti e l’uscita di scena di Sofia Goggia, scesa appena prima di Brignone.
“In questi giorni ero tranquilla, poi quando ho messo i bastoni fuori dal cancelletto mi sono detta ‘Non so se sono pronta’. Sono partita un po’ rigida, mi sono ricordata di respirare che ero già dopo il primo intermedio, e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, è stato un ottimo test. Ho rotto il ghiaccio, ora voglio tornare a sciare come so, spero di farlo già dalla seconda manche”, ha detto la Tigre di La Salle ai microfoni Rai.
A fare la voce grossa è stata Sara Hector, pressoché perfetta al traguardo in 1’13”54 con 15 centesimi su Camille Rast e 39 su Julia Scheib. Poi i ritardi crescono, con Shiffrin quarta a 89 centesimi. Brignone è a 1”18, ad una manciata di centesimi da Stjernesund e Gasienica-Daniel. Insomma, niente è impossibile, ma comunque andrà la seconda manche alle 13.30 sarà un grande passo avanti verso un recupero che, quello sì, sembrava davvero impossibile.
Esce a metà manche Giorgia Collomb.
