Rotto il ghiaccio nella prima manche, per Federica Brignone il tempo non sembra essere passato. Nella seconda frazione del gigante di Kronplatz la valdostana ha sfoderato una sciata delle sue, portando a casa un risultato che quasi nessuno avrebbe pronosticato fino a questa mattina. Un posto in top ten al limite dell’irreale, guadagnando addirittura una posizione nella seconda manche e chiudendo con uno strepitoso sesto posto a 1”23 di ritardo da Julia Scheib, che ha ribaltato la situazione vincendo in 2’19”85 davanti a Camille Rast e Sara Hector, prima nella prima manche.
“Sono stati nove mesi difficili, tostissimi e sono proprio orgogliosa“, dice Brignone alla FISI. “Tutti quelli che mi sono stati vicini sanno cosa è stato arrivare fino a qua. È stato tutto nuovo per me oggi a livello di emozioni: in genere quando ti presenti ad una gara sai dove sei e quali sono i tuoi obiettivi, anche a livello di performance. Invece oggi è stato tutto nuovo, un test: anche tenere la tensione per tante ore, con le attenzioni. Sono proprio contenta di aver gareggiato oggi, avessi aspettato i Giochi sarebbe stato forse troppo. Nella prima manche ero un po’ bloccata, magari faccio tre curve bene e poi mi blocco un po’, ma è quella fiducia che si crea con l’allenamento, serve proprio a quello. Mancano passaggi, manca condizione: questa pista è tosta, per me è stato un ottimo test, anche per la mia testa”.
La valdostana non sarà a Splinderuv Mlyn per un altro weekend di gare tecniche. “Ora vado a Cortina d’Ampezzo per migliorare in velocità e capire come sto. Il programma continuerà ad essere definito giorno per giorno. Se mi troverò a mio agio sui salti e nei passaggi sui dossi con gli sci lunghi, valuteremo per Crans Montana che è un’altra pista molto esigente. Mi mancano passaggi e la fiducia nel tenere giù il piede nei momenti difficili: da qui ai Giochi la mia strada sarà quella che mi fa fare più passi avanti per tornare veloce”.
Brignone non ha perso il suo spirito perfezionista e battagliero: “Questa è una specie di ripartenza e sto già pensando a come andare più veloce. Sono molto contenta di oggi, è stato un po’ rompere il ghiaccio ma di certo non mi accontento. Con tutta l’adrenalina e l’emozione di oggi, confesso che il male è stato meno del solito: sono quasi riuscita a partire bene dal cancelletto, cosa che mi fa molto male. Ma nel pomeriggio faremo il bilancio; la neve era bella, quindi benissimo così”.
Federica Brignone è tornata: splendida prima manche nel gigante di Kronplatz

L’emozione c’era in chi la guardava, da casa o a bordo pista, figuriamoci per lei con il primo pettorale addosso – il numero 13 – dopo 10 mesi. Al cancelletto di partenza del gigante di Kronplatz Federica Brignone era quella di sempre: carica, grintosa, concentrata, con la voglia di essere protagonista e non di fare una comparsata. La sciata, quella non poteva essere quella di sempre, e ci mancherebbe: qualche sbavatura e indecisione, qualche momento che ha lasciato tutti col fiato sospeso. Ma meglio di così non poteva fare, anzi, ha fatto più del dovuto, portandosi a casa uno splendido settimo tempo dopo la prima manche anche perché, come lei stesso aveva detto ieri, il risultato era l’ultima cosa che contava.
E anche perché la Erta – dove Brignone ha vinto la prima edizione nel 2017, con due terzi posti nel 2018 e 2023 – è una delle piste più difficili del circuito di Coppa del Mondo, ed il tracciato di oggi ancora di più: “Gira tanto”, è il mantra di tutte le atlete prima della gara. Infatti ha fatto molta selezione, con distacchi consistenti e l’uscita di scena di Sofia Goggia, scesa appena prima di Brignone.
“In questi giorni ero tranquilla, poi quando ho messo i bastoni fuori dal cancelletto mi sono detta ‘Non so se sono pronta’. Sono partita un po’ rigida, mi sono ricordata di respirare che ero già dopo il primo intermedio, e da lì è andata meglio. Mi sono sentita bene, è stato un ottimo test. Ho rotto il ghiaccio, ora voglio tornare a sciare come so, spero di farlo già dalla seconda manche”, ha detto la Tigre di La Salle ai microfoni Rai.
A fare la voce grossa è stata Sara Hector, pressoché perfetta al traguardo in 1’13”54 con 15 centesimi su Camille Rast e 39 su Julia Scheib. Poi i ritardi crescono, con Shiffrin quarta a 89 centesimi. Brignone è a 1”18, ad una manciata di centesimi da Stjernesund e Gasienica-Daniel. Insomma, niente è impossibile, ma comunque andrà la seconda manche alle 13.30 sarà un grande passo avanti verso un recupero che, quello sì, sembrava davvero impossibile.
Esce a metà manche Giorgia Collomb.

2 risposte
Ma è possibile che a quasi sessant’anni quando scia sta ragazza mi scende la lacrimuccia? Grande Fede… Sei una dura!
Tutti con lei!!