Shiffrin è nella Storia, Brignone sul podio nel gigante di Plan de Corones

L’americana diventa la sciatrice più vincente con 83 successi in Coppa del Mondo, nel mirino Stenmark con 86. Per Brignone, terza, è il podio numero 53.
Federica Brignone gigante Plan de Corones Mikaela Shiffrin foto Gabriele Facciotti Pentaphoto
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Ho sbagliato tutto”, ma non abbastanza da compromettere il podio. Le parole urlate da Federica Brignone al traguardo della seconda manche del gigante di Plan de Corones sono state eloquenti: una discesa complicata nella prima parte, con tanti rischi corsi, ma poi, da campionessa rodata, ha saputo reagire e portare a casa un ottimo terzo posto. Il 53° podio, il 28° in gigante, ed il terzo a Plan de Corones, dove aveva ottenuto una vittoria nel 2017 ed un terzo posto nel 2018.

“Ne ho combinate di tutti i colori, un disastro, ma poi mi sono detta di non mollare e sono contenta di non averlo fatto”, ha detto Brignone alla Rai. Domani si replica alle 10.30 e alle 13.30: “Sul quel podio ci sono numeri importanti. A me non piace pensare ai miei numeri, non ho ancora terminato la mia carriera e i conti li faremo alla fine. Ero con Mikaela già alle 82 vittorie, oggi per lei sono 83, spero non arrivi subito la numero 84 perché mi piacerebbe fare qualcosa di meglio domani. Questa è la cosa bella di queste gare: già domani c’è un’altra opportunità, con una neve che mi piace, e intendo sfruttarla al massimo”.

A festeggiare è infatti soprattutto Mikaela Shiffrin: vittoria numero 83 per l’americana, che stacca la connazionale Lindsey Vonn e diventa la sciatrice più vincente della Storia. Nel mirino c’è Ingemar Stenmark con 86.

Al traguardo Shiffrin è arrivata in 2’00”61, lasciando dietro di sé Lara Gut-Behrami (a 45 centesimi, dopo essere stata vicinissima alla rivale), e Brignone più lontana, a 98 centesimi dalla svizzera e con 22 centesimi su Petra Vlhova. Qui la classifica.

Nella prima manche Brignone aveva chiuso terza in 58”99, in cui solo l’aliena Mikaela Shiffrin (58”72) e la sempre competitiva Lara Gut-Behrami (58”85) avevano saputo fare meglio.

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