La finale del Mondiale tra Argentina e Spagna, vinta dagli spagnoli ai tempi supplementari grazie al gol decisivo di Ferran Torres, non ha acceso Aosta come ci si poteva aspettare per un appuntamento di questo livello. Niente piazze piene, festeggiamenti nel centro o cori da stadio: la serata è trascorsa in un clima tranquillo, con pochi gruppi di tifosi riuniti per seguire la partita.
In un locale del centro erano stati predisposti i televisori per trasmettere la finale ed era pieno di persone che seguivano la partita. Tra i presenti, però, solo un tavolo era occupato da tifosi spagnoli, con la maglia della Roja. Anche tra gli altri presenti il tifo sembrava essere rivolto soprattutto alla Spagna. Al gol decisivo e al fischio finale sono partiti gli applausi e l’esultanza dei tifosi spagnoli, che poco dopo hanno lasciato il locale in tranquillità.
Anche facendo un giro per il centro storico la situazione era la stessa. Tra piazza Chanoux, l’Arco d’Augusto e via Croce di Città non si respirava l’atmosfera delle grandi finali: le strade erano quasi deserte e non si sono visti gruppi di tifosi festeggiare o seguire insieme la partita.
È stata quindi una notte mondiale piuttosto sottotono ad Aosta. Nonostante l’importanza della finale, la partita è passata quasi senza lasciare il segno, con pochi festeggiamenti e nessun vero punto di ritrovo affollato. Probabilmente ha pesato anche l’assenza dell’Italia, rimasta fuori dal Mondiale: senza gli Azzurri in campo, anche una finale tra due grandi nazionali ha richiamato meno interesse del previsto. Ora l’appuntamento è tra quattro anni, con la speranza di rivedere anche l’Italia protagonista.
La Club House dello Stade Valdôtain si tinge di albiceleste, ma cala il gelo
di Orlando Bonserio

Sarebbe andata sicuramente in maniera diversa se a vincere fosse stata l’Argentina. Nella Club House dello Stade Valdôtain il giallonero lascia il posto all’albiceleste, e si fa fatica a trovare posto a sedere (“avremmo dovuto togliere i tavoli”, dice ripetutamente qualcuno). Merito dei tanti argentini presenti nella squadra di rugby – dagli allenatori German e Luis ai giocatori Facundo, José, Liam e Jero (che però era in vacanza) – e delle loro famiglie (qualcuno punta sulla scaramanzia: vestirsi nello stesso modo, avere la presenza delle stesse persone delle altre volte, spazzare le scale), e del senso di comunità che hanno saputo creare: davanti alla TV a Sarre ci saranno state quasi cento persone, tra argentini e simpatizzanti.
Per l’occasione è stato chiamato un furgoncino per preparare panini e crêpes, anche per non pesare su chi lavora dietro al bancone, già parecchio sollecitato tra birre, Fernandito (Fernet&Coca, bevanda tipica argentina) e spritz. Le premesse sembrano buone, i cori iniziano a crescere e raggiungono l’apice con l’inno nazionale.
La partita, però, non è all’altezza. Anzi, è una gran noia per buona parte, con l’Argentina, stanca dopo aver giocato tanti supplementari e rinunciataria perché Messi è imbrigliato, autrice di tanti errori nei disimpegni, passaggi e stop (i “porqué? porqué?” urlati a gran voce si sprecano). La Spagna non riesce ad approfittarne, e le uniche esultanze argentine sono per i salvataggi del Dibu Martinez. Per scacciare la paura si canta, ma serve a poco. Purtroppo al New Jersey Stadium si canta anche nella quasi mezz’ora dello show di metà tempo, un momento kitsch di cui non si sentiva proprio il bisogno.
La svolta arriva alla fine dei tempi regolamentari, con l’espulsione di Enzo Fernandez che rischia di condannare una squadra già indirizzata verso la sconfitta (zero tiri in porta, zero azioni nell’area avversaria). Eppure nel primo tempo supplementare l’Argentina regge e sembra si possa arrivare alla lotteria dei rigori, ma il malcontento tra i tifosi per il mancato ingresso in campo di Lautaro Martinez – che aveva deciso la semifinale con l’Inghilterra – fa rumoreggiare la Club House. Dopo pochi minuti del secondo tempo supplementare, cala il gelo per il gol spagnolo di Ferran Torres che pesa come un macigno. Allo scadere l’Argentina si accende, così come il calore dei tifosi, ma è troppo tardi e la mestizia la fa da padrone. I tifosi se ne vanno subito, silenziosamente: il sogno del bis mondiale è svanito. Se l’Argentina avesse vinto, probabilmente la Club House non avrebbe retto l’onda d’urto della festa.

5 risposte
e si gode di brutto
Ma che atmosfera ci doveva essere ad Aosta?? Mica siamo a Madrid o a BuenosAires 🤣🤣🤣
strano … pensa… Forse con l’Italia in finale …
si vinceva l’Argentina te assicuro che vedevi tanta festa
Don’t Cry for Me Argentina