Olimpiadi Milano-Cortina: gli atleti dell’Esercito raccontano emozioni e medaglie

Gli atleti del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur premiati alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 hanno raccontato la loro esperienza olimpica in un incontro coi media al Palazzo regionale.
Centro Sportivo Esercito
Sport

Ricordi di gioia mista a fatica, paura di non farcela e voglia di mettercela tutta. È stata ricca la tavolozza di emozioni e riflessioni condivise oggi al Palazzo regionale dagli atleti del Centro Sportivo Esercito premiati ai recenti Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina. 

Delle 30 medaglie italiane vinte, sono 11 quelle targate Esercito, poco più di un terzo. Un buon motivo per il Centro, che ha sede a Courmayeur, per organizzare un momento di condivisione dei risultati con i media valdostani.

Centro Sportivo Esercito

Un’Olimpiade tutta italiana: la gioia e la pressione di gareggiare vicino a casa

Dietro ogni medaglia, una storia. Come quella di Riccardo Lorello, bronzo nel pattinaggio di velocità sui 5000 metri. Lui che, dopo le Universiadi 2023, ha spiccato il volo, in quelli che ha definito “quattro anni di ascesa, in cui non mi sarei mai aspettato di arrivare così in alto, staccando il biglietto per le Olimpiadi e salendo addirittura sul podio”.

Per il giovane atleta, che abita nella periferia di Milano, era già un sogno il fatto di poter pattinare vicino a casa, dopo tutti gli allenamenti da una sede all’altra, e spesso all’estero. “Non vedevo l’ora di gareggiare davanti ai miei amici e alla mia famiglia e non ho sentito nessun tipo di pressione”. 

Una tranquillità estranea a tanti altri atleti che, invece, arrivavano alle Olimpiadi con un carico di aspettative notevole. Come Verena Hofer, bronzo nello slittino mixed team. A lei, proprio il fatto di avere una pista vicina a casa imponeva di dare il cento per cento. 

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Una pressione condivisa, quest’ultima, anche dalle regine della disciplina, Andrea Voetter e Marion Oberhofer, oro nello slittino doppio femminile e bronzo in quello mixed team. “In un certo senso spettava a noi restituire qualcosa a chi aveva tanto lottato per avere la pista”, racconta Andrea.

Ora, proprio il buon risultato olimpico fa ben sperare per una maggiore attenzione nei confronti di questo sport di nicchia. “Speriamo che più giovani possano provare questa disciplina”, aggiunge Marion, che si è definita quella più tranquilla del team.

In questa specialità, come in tutte quelle di coppia, si tratta infatti anche di trovare un equilibrio tra caratteri e modi di gareggiare diversi. “Il nostro progetto di gareggiare insieme è iniziato quattro anni fa”, conferma Andrea. “Scendere insieme con due teste diverse non è facile, ma con alti e bassi abbiamo lavorato tanto e i risultati ci hanno ripagate”. 

La medaglia sudatissima del ‘valdostano importato’ Lorenzo Sommariva

È stato un bel successo di coppia anche quello del nostro ‘valdostano importato’ Lorenzo Sommariva e di Michela Moioli, argento nello snowboard cross mixed team. L’unico secondo posto sul podio dell’Esercito, insieme a quello nello sci freestyle ski cross di Federico Tomasoni, assente all’evento.

Per Sommariva, il desiderio di correre con Michela c’era già nelle scorse Olimpiadi invernali 2022 in Cina, dove però, complici anche alcune complicanze legate al covid, non era arrivato abbastanza in alto nella classifica.

Sommariva Moioli
Sommariva e Moioli

Questa volta, a fargli dare il massimo nel mixed team è stato anche il rimpianto di una gara individuale andata male, con un errore grave in semifinale che gli ha precluso la corsa al podio. “Sapevo che con Michela non potevo prendere rischi. Ho cercato di portarla il più possibile vicina alle avversarie. Sono stato toccato tre volte rischiando di cadere, ma avevo come obiettivo quello di arrivare in piedi. Poi Michela per fortuna è riuscita a tappare il buco del divario che avevo creato”. 

Un’infanzia e adolescenza tra il mare genovese dov’è nato e le montagne di Chamois dove passava i weekend, Sommariva è valdostano d’adozione da quando ha diciotto anni. Nel piccolo paese senz’auto — da cui ci si chiede se, per caso, preferisca scendere con la sua tavola da snowboard per evitare la funivia — il campione ha ricevuto dei festeggiamenti speciali al suo ritorno a casa da Cortina.

“È stato bello poter condividere la mia esperienza con tanti giovani. Spero di aver trasmesso il messaggio più importante per me, cioè quello di avvicinarsi allo snowboard e allo sport in generale”. Un obiettivo che Sommariva vuole perseguire, senza troppe pressioni, anche con la sua bambina. “Sicuramente le farò provare gli sport invernali, ma senza forzare la sua strada. La prossima sfida è vederla crescere”. 

Gli incidenti e la voglia di rialzarsi che fa dare il massimo: Michela Moioli e Flora Tabanelli

La compagna di squadra di Sommariva è stata forse l’atleta che si è messa più a nudo nel racconto delle sue Olimpiadi. Per Michela Moioli, argento con Sommariva e bronzo nello snowboard cross individuale, le medaglie a cinque cerchi sono arrivate dopo sette anni di attesa, durante i quali molte volte è arrivato il pensiero di mollare. “Poi però sentivo che avevo ancora quel fuoco che mi diceva di andare avanti, perché c’era ancora qualcosa che mi aspettava”. 

Una speranza che sembrava doversi spegnere quando, nelle prove a Livigno, ha rischiato di fermarsi ai box ancora prima di iniziare, dopo una facciata traumatica nella neve. Un incidente che, però, ha avuto l’effetto inaspettato di sciogliere l’ansia da prestazione.

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“Se Riccardo è arrivato tranquillo in gara, io invece sono la regina delle pressioni. A 31 anni e dopo quattro Olimpiadi, posso assicurarvi che l’ansia non è mai scesa e, anzi, giocare in casa peggiorava ulteriormente le cose. Sono state tante le notti insonni e i momenti di difficoltà ma, dopo quel trauma a quarantott’ore dalla finale, ha prevalso il desiderio di esserci a prescindere da tutto. In gara sentivo che ero dove volevo essere, senza più pensare ai risultati, cosa che invece mi aveva fregata quattro anni fa”. 

Paradossalmente, sono proprio i momenti di crisi che a volte danno uno slancio per raggiungere traguardi inaspettati. Lo conferma l’esperienza di Flora Tabanelli, diciottenne che ha iniziato a fare sci freestyle nell’Appennino emiliano dove i suoi genitori gestiscono un rifugio.

Per lei il sogno olimpico arriva prestissimo, ma è subito messo alla prova da un infortunio al crociato in autunno. A rialzarsi dall’incidente la aiutano però tante persone, tra cui anche l’ortopedico valdostano Gabriele Thiébat.

“Quando mi ha detto che c’era la possibilità di rimettermi in sesto per partecipare alle Olimpiadi, non ci ho pensato due volte. Quello che è successo dopo è stato assurdo. Avevo ripreso a saltare solo due settimane prima della gara, per me era bellissimo già solo partecipare. Ma essendo un’atleta poi cerchi di dare il massimo e, quando sono atterrata, ho capito che ci ero riuscita, anche se non sapevo che avevo vinto il bronzo”. Ora la aspetta il rientro a scuola per gli esami di maturità. E la continuazione di una carriera promettente, ancora tutta da scrivere. 

Un evento vincente nello sport e nell’organizzazione: le congratulazioni dei rappresentanti istituzionali

Accanto alle storie degli atleti, sono stati condivisi anche i numeri e le testimonianze di chi ha seguito i campioni e le gare, da più vicino o lontano.

“L’Italia ha ‘dato il la’ a qualcosa che non si era mai visto nell’organizzazione olimpica”, ha affermato Jean Dondeynaz, presidente del CONI Valle d’Aosta. “Per la prima volta, le Olimpiadi sono state diffuse su tre regioni, su una superficie di 22 000 chilometri quadrati”. 

Jean Dondeynaz
Jean Dondeynaz

Un ottimo risultato organizzativo che si affianca, quindi, a quello sportivo. “Sarà difficile replicare questi risultati tra quattro anni”, ha commentato Flavio Roda, Presidente della Federazione italiana sport invernali.

Flavio Roda
Flavio Roda

“I record”, però, come ha detto Patrick Farcoz, Comandante del Centro Sportivo Esercito di Courmayeur, “sono fatti per essere battuti. L’Italia ha dimostrato un altissimo livello sia sportivo sia organizzativo. Girando tra un impianto e l’altro con i mezzi militari, ho percorso 3906 chilometri e posso confermare che nessun atleta si è lamentato della gestione dell’evento”. 

Patrick Farcoz
Patrick Farcoz

A congratularsi per il lustro che i successi olimpici hanno dato al territorio valdostano, è stato anche l’Assessore al Turismo, Sport e Commercio Giulio Grosjacques. “È un onore ospitare nella nostra Regione il Centro Sportivo Esercito, che è una delle tante eccellenze valdostane. Le prestigiose medaglie portate a casa premiano il lavoro fatto in questi anni”. 

Giulio Grosjacques
Giulio Grosjacques

I festeggiamenti, continuati con la serata di gala Stelle di Cristallo 2026 riservata agli atleti al castello Generale Cantore di Aosta, non sono finiti nella giornata di oggi. Il 30 maggio, ha anticipato Grosjacques, “ci sarà un momento per festeggiare non solo chi ha fatto guadagnare alla Valle d’Aosta delle medaglie, e quindi oltre a Sommariva anche Brignone e Pellegrino, ma a tutti gli atleti, i tecnici e gli allenatori che hanno dato il loro contributo, perché l’Italia ottenesse risultati così straordinari”. 

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