Tampone per entrare in Italia, Presidente Adava: “Difficile lavorare a queste condizioni”

Adava chiede di rimodulare l'ordinanza per "consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi". Proteste anche dalla Federazione associazioni imprese viaggio e turismo. Fabbri: "Si affossa la ripresa".
Turisti in seggiovia a Pila
Turismo

Non piace agli albergatori e agli operatori del settore turistico la nuova ordinanza nazionale che impone il tampone ai cittadini europei in ingresso in Italia per arginare i contagi in previsione delle vacanze natalizie.

“Nonostante tutti gli alberghi e le strutture ricettive della Valle d’Aosta abbiano deciso di riaprire in un contesto comunque non facile e anche se ogni imprenditore è solitamente dotato di una innata dose di entusiasmo, risulta veramente difficile lavorare in queste condizioni” sottolinea il Presidente degli albergatori valdostani Filippo Gérard.

Sulla stessa linea Chiara Fabbri Presidente Fiavet (Federazione associazioni imprese viaggio e turismo) VdA: “E’ una situazione di difficoltà che affossa maggiormente la possibilità del comparto di riuscire nuovamente ad emergere da una situazione a dir poco disastrosa. Il turismo e la fruibilità dei territori e spostamenti vengono nuovamente messi a dura prova. Dall’inizio della pandemia il nostro settore e tutto il comparto turistico è sicuramente stato quello maggiormente colpito e meno sostenuto”.

L’ordinanza emanata ieri dal Ministro della Salute Speranza, valida dal 16 dicembre al 31 gennaio, prevede l’obbligo del test negativo in partenza per tutti gli arrivi dai Paesi dell’Unione Europea. Per i non vaccinati oltre al test negativo è prevista la quarantena di 5 giorni, con un tampone obbligatorio al termine del periodo di isolamento.

“Come ha avuto modo di dire in maniera chiara il Presidente di Federalberghi nazionale Bernabò Bocca, non comprendiamo proprio le ragioni che inducano il Governo a definire per l’ingresso dei cittadini stranieri in Italia le restrizioni più rigide d’Europa, nonostante il buon esito della campagna vaccinale, che ha portato l’Italia ad ottenere i risultati migliori d’Europa” prosegue Filippo Gérard.

“Nei giorni scorsi, le nostre strutture ricettive hanno aperto sostenendo l’ennesimo sforzo, adeguandosi alle nuove indicazioni sul Green Pass e sul Super Green Pass, con il presupposto che il contributo di tutti avrebbe realizzato le condizioni per consentire il sereno svolgimento della stagione invernale in corso. Tutto ci saremmo aspettati tranne questa cattiva sorpresa, che riporta indietro le lancette e respinge i turisti stranieri, dirottandoli verso i Paesi concorrenti”.

Il Presidente Adava mette, quindi, in fila alcuni dati per ricordare il peso del turismo straniero nella nostra regione: nella stagione invernale 2018/2019 le presenze turistiche totali sono state oltre 1 milione e 700 mila e di queste 931 mila di soli turisti stranieri. 

Gli albergatori contestano quindi le tempistiche di adozione del provvedimento, che non hanno tenuto conto “del fatto che nell’economia dei viaggi e del turismo le decisioni vengono prese con largo anticipo. Le imprese hanno già assunto il personale e rifornito le scorte per la stagione invernale, i turisti hanno prenotato il viaggio, l’alloggio e i servizi complementari”.

La richiesta, quindi, di Adava che verrà rilanciata domani, in occasione dell’Assemblea generale  in programma al Forte di Bard, è di rimodulare l’ordinanza per “consentire alle imprese e ai turisti di riorganizzarsi, oltreché ad auspicare vengano inserite in legge di bilancio adeguate misure di sostegno del settore, a partire dall’esonero dei costi fissi che gravano sulle imprese del settore (seconda rata IMU e credito imposta affitti) e proroga della Cassa integrazione, per sostenere imprese e lavoratori che sono allo stremo”.

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