Basta un po’ di educazione di Licia Coppo |

Ultima modifica: 2 Dicembre 2019 16:40

Natale, tempo di regali: tecnologici o tradizionali?

Aosta - Oggi Licia Coppo ci parla delle festività in arrivo e si chiede "ma non abbiamo forse aperto un po’ troppo la diga alla presenza della tecnologia e del digitale nella vita dei nostri figli?".

Natale tecnologico

Ormai non possiamo più far finta che ci sia ancora tanto tempo: Natale è alle porte, qualcuno ha già fatto l’albero (ma una volta non si faceva all’8 dicembre?), e i bambini ormai da settimane stanno certamente stressando i genitori con richieste varie. Nella speranza che i bambini ancora scrivano una bella letterina a Babbo Natale (perché il volantino con le offerte dei supermercati “cerchiate” dai bambini come selezione, o peggio l’acquisto tutto on-line insieme ai bambini togliendo ogni magia al Natale, mi fa tanta tristezza), vorrei che ci fermassimo tutti un momento a chiederci: ma non abbiamo forse aperto un po’ troppo la diga alla presenza della tecnologia e del digitale nella vita dei nostri figli?

E non parlo di ragazzi, badate bene, parlo di bambini. Quelli che ormai vediamo sempre di più tecno-narcotizzati ai bar, in pizzeria o, addirittura, sui passeggini! L’altra volta ho fatto un viaggio in pullman, e una mamma ha lasciato per tutto il tempo le sue due bimbe in balia di “mamma tecnologia”, prima insieme davanti al tablet a guardarsi un cartone, poi, dopo l’ennesima litigata, una ha tenuto il tablet e l’altra il cellulare di mamma. Ovvio. Per 2 ore. Guardandole, credo avessero 5 e 7 anni. È normale? Ma dove sono finiti quei genitori che si portavano nei viaggi lo zainetto con bamboline, macchinine, pennarelli, fogli, domino da viaggio, forza 4 in miniatura, libri cartonati e chi più ne ha più ne metta! Io viaggiavo così, sempre, anche in pizzeria o a casa di amici. Oggi no, pare basti avere in tasca il proprio cellulare o un tablet nella borsa.

Lo so, penserete che sono più vecchia di mia nonna, forse dopo aver letto mi bannerete dai vostri contatti, ma ho il dovere, morale e deontologico, di segnalarlo: stiamo abbassando troppo l’età dei primi accessi alla tecnologia da parte dei bambini! So bene che Natale è un momento a rischio, vuoi per quel malefico zio o nonno che regala il cellulare a nostro figlio anche se noi non vorremmo, e quindi “eh, come facciamo ora a toglierglielo, glielo hanno regalato altri!” (ma per ovviare a questo basta mandare messaggi preventivi e minatori ai parenti), vuoi perché ormai l’offerta di giochi tecnologici, dalle console di videogiochi da casa o portatili, ai tablet che tra un po’ ti fanno anche il caffè, è fitta e variegata e ci attira come il canto delle sirene di Ulisse.

Ma ricordiamoci che i bambini hanno bisogno di gradualità, di certi tipi di giochi per sviluppare la loro intelligenza, e prima di usare tanto il digitale devono passare per i giochi manipolativi, devono costruire, usare il corpo, devono stare in relazione tra bambini e non con un Bot.

La mia risposta al titolo è evidente: se avete bambini piccoli, andate suigiochi tradizionali”. C’è tempo per la tecnologia, che non è una nemica da demonizzare, ma va introdotta nella vita dei figli al momento giusto. Soprattutto l’agognato primo cellulare: “Glielo prendiamo già a questo Natale?” si staranno chiedendo alcuni.

Qui trovate la mia risposta https://liciacoppo.it/blog/a-natale-puoi-scegliere-meno-tecnologia-e-piu-relazione/

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