Basta un po’ di educazione di Licia Coppo |

Ultima modifica: 13 Ottobre 2020 16:09

Scuola, se il sistema non regge è perché non conta

Aosta - La scuola va a singhiozzo, ci sono già classi in quarantena, docenti non ancora nominati, cattedre scoperte: l'analisi di questi primi giorni di scuola alle prese con il Covid-19 al centro della rubrica "Basta un po' di educazione" di Licia Coppo

primo giorno di scuola

Okay, ne prendo atto, un mese fa mi ero lanciata con un impavido ottimismo! Ma eravamo alle soglie della riapertura, si vedeva che l’impianto era traballante, ma sembrava esserci. Sembrava…poi, in queste ultime settimane, stiamo assistendo ad un discreto sfacelo.

Docenti non ancora nominati, cattedre scoperte (dopo un mese, diamine!); scopriamo che un confronto con l’associazione nazionale dei pediatri lo hanno fatto circa 10 giorni dopo che era iniziata la scuola (eh?), capiamo che questi ultimi non fanno il certificato senza il tampone, che la scuola non riammette senza tampone, che per un banale raffreddore devi fare il tampone, e che per fare il tampone ormai spesso aspetti 5 giorni. Se va bene.

La scuola va a singhiozzo, ci sono già classi quarantenate, e questo perché, principalmente, non abbiamo smembrato quegli istituti dove gravitano giusto 1000 studenti, che guarda caso sono adolescenti, che guarda caso continuano ad uscire, trovarsi, fare mini assembramenti ignari di ciò che rischiano di generare. Colpa dei giovani? Ma anche no!! Loro stanno solo facendo i giovani! Se li educhiamo, se spieghiamo, se li mettiamo alleati, capiscono e le regole le rispettano.

Ma io questo lavoro educativo non l’ho visto fare, quest’anno, alla scuola superiore. Non abbastanza. Vedo solo ansia, ovunque, nei docenti, dei dirigenti, nelle famiglie. Ma soprattutto vedo, ancora una volta, la conferma che la scuola non è una priorità nel nostro paese, senno avrebbero strutturato molto meglio questa riapertura, soprattutto in termini di numeri (che non hanno ridotto) e di spazi (che non hanno trovato).

C’è poi un terzo fattore, di cui parlo nel mio blog: le relazioni!  Su quelle ancora possiamo fare qualcosa, possiamo fare meglio, possiamo capire come non chiudere del tutto questa benedetta scuola, perché soprattutto alla primaria e alle medie quelle relazioni del gruppo classe sono vitali. Non togliamo l’ossigeno relazionale della scuola ai nostri figli! Non un’altra volta…
In attesa del DPCM, io qualche idea l’ho buttata giù…https://liciacoppo.it/blog/scuola-3-fattori-per-intervenire-in-un-sistema-che-non-sta-funzionando/:

3 commenti su “Scuola, se il sistema non regge è perché non conta”

  • Sono anch’io una mamma di due ragazze di 14 e 18 anni e sono terrorizzata dalla chiusura totale della scuola anche perché finalmente quest’anno la piccola va volentieri si trova bene e togliere tutto mi sembra di punirla perché lei è dislessico e da sola non c’è la fa invece di presenza si impegna ora abbiamo fatto due giorni di dad speriamo domani rientrino a scuola la grande per ora non ha grossi problemi a scuola le classi sono tutte presenti

  • Teniamo conto che il sistema scuola si sta inceppando anche nelle scuole con piccoli numeri perché basta uno studente positivo per mettere in quarantena classi intere con relativi docenti che non possono fare DAD e che spesso non si riescono a sostituire ….

Commenta questo articolo

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>