C’è un pregiudizio duro a morire, in Italia: quello secondo cui la commedia sarebbe un genere minore, buono per l’intrattenimento estivo e poco altro. La quinta edizione di “AIACE A Macchia d’Olio“, la rassegna itinerante di AIACE Valle d’Aosta che dal 4 luglio al 25 agosto porta il cinema gratuito nei prati e nei cortili di tredici comuni valdostani, vuole smentire questa idea proponendovi sei commedie sotto le stelle, da quelle in bianco e nero degli anni ’30 a quelle a colori del nuovo millennio. Perché nel programma di quest’anno, la commedia non è il riempitivo tra un capolavoro e l’altro, è spesso il capolavoro stesso.
Le sei commedie in programma
Si parte questa sera, giovedì 9 luglio, a Charvensod con Frankenstein Junior di Mel Brooks, forse il vertice assoluto della parodia cinematografica: un film che dimostra come si possa amare un genere – l’horror gotico Universal – proprio mentre lo si smonta pezzo per pezzo, con un rigore filologico che i suoi imitatori non hanno mai eguagliato. La proiezione è anticipata da uno spettacolo del gruppo folkloristico la Gaie Famille de Charvensod.
Tre settimane dopo, mercoledì 29 luglio a Gignod, arriva un’altra lezione di sovversione, ancora più radicale nel suo contesto storico: Vogliamo vivere! di Ernst Lubitsch, commedia sull’occupazione nazista della Polonia girata nel 1942, quando ridere del nazismo era un atto di resistenza prima ancora che una scelta stilistica. Il celebre “Lubitsch touch” – quella capacità di dire tutto suggerendo, di far ridere e gelare nella stessa battuta – trova qui la sua espressione più coraggiosa. L’appuntamento è anticipato alle 19.00 da una pastasciutta antifascista in collaborazione con Libera VdA e ANPI VDA: il menù, a 10 euro, comprende anche crêpes, acqua e vino. La prenotazione è obbligatoria alla mail liberavda@gmail.com o al numero 3315605702.
Il filone dello slapstick e della fisicità comica prosegue venerdì 17 luglio a Pollein con Un pesce di nome Wanda di Charles Crichton, gioiello anglo-americano scritto con John Cleese che innesta sull’eleganza british l’anarchia dei Monty Python, e il 6 agosto a Valpelline con Tre uomini e una gamba di Aldo, Giovanni e Giacomo, la commedia italiana più sperimentale degli anni Novanta, quella che ha capito prima di tutte come il nonsense potesse convivere con la malinconia esistenziale, proiettata qui in versione originale con sottotitoli inglesi.
Non manca la commedia romantica francese, con Bienvenue Chez les Ch’tis di Dany Boon, proposto due volte – martedì 14 luglio ad Arvier e lunedì 10 agosto a Oyace, quest’ultima accompagnata da una tartiflette offerta dalla Pro Loco – in collaborazione con l’Alliance Française de la Vallée d’Aoste: il film che ha riconciliato la Francia con il proprio Nord, ribaltando lo stereotipo attraverso l’affetto, e generando un ribaltato remake italiano, Benvenuti al Sud.
E mercoledì 5 agosto a Pollein tocca a La storia fantastica di Rob Reiner, fiaba metanarrativa che insegna come l’ironia postmoderna possa convivere con la sincerità più disarmata: un film che non ha mai smesso di essere citato, forse perché non ha mai smesso di essere amato.
Il vertice più alto arriva martedì 18 agosto ad Antey-Saint-André con Susanna! di Howard Hawks: la screwball comedy nella sua forma più pura, quella in cui il caos di Katharine Hepburn e il rigore di Cary Grant si scontrano fino a rivelare che l’amore, prima di essere sentimento, è una questione di ritmo. Difficile pensare a un film che dimostri meglio come la commedia classica hollywoodiana fosse, nel suo momento migliore, una forma di coreografia verbale prima che narrativa.
Guardando questo mosaico, dalla parodia gotica alla resistenza attraverso il riso, dalla fisicità slapstick alla screwball più sofisticata, la rassegna vuole anche dire che la commedia non non è un genere, ma un metodo. Un modo di guardare al mondo che, quando funziona davvero, non addolcisce la realtà ma la rende, paradossalmente, più sopportabile da attraversare. E forse è proprio questo che serve a un pubblico che guarda un film sotto le stelle, in un prato, con altre persone accanto: la compagnia. Che è, in fondo, ciò che il cinema comico ha sempre saputo offrire meglio di ogni altro genere: cosa c’è che lega più un gruppo di sconosciuti che ridere insieme, delle stesse cose, nello stesso momento?
