WildAosta

Ultima modifica: 30 Marzo 2019 12:02

La costanza

Valtournenche - Perchè se è vero che è difficile essere costanti non fare nulla per provarci potrebbe esserlo ancora di più.

rifugio teodulorifugio teodulo

Oggi parliamo della costanza.

Tirino su le mani quelli che sanno darmi la definizione di costanza.

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Nulla si alza sopra la vostra testa, deduco che probabilmente sappiate metterla in atto, cosa peraltro molto difficile, ma che a stenti sappiate definirla, circoscriverla. Ebbene sono uno di voi, nemmeno io la so descrivere. Sorpresi? E perchè mai? Sono un semplice operaio con un paio di vizi, lungi da me l’insegnamento delle Lettere.

Dunque la costanza, da definizione Treccani è, oltre ad una città tedesca e una romena, una qualità. Personalmente pensavo fosse una caratteristica, nobile ma pur sempre una caratteristica, e invece no, è una cazzo di qualità, nella fattispecie la qualità di perseverare e di avere forza d’animo. Nel 2018. Dura eh? Ma perchè siamo qui a parlare di costanza con le foto dell’ascesa al rifugio Teodulo? Perchè ho avuto un’allucinazione associata. E perchè ho voglia di scrivere. Stavo andando a lavarmi i denti quando mi è apparsa questa parola e allora ho pensato che fosse giusto darle un senso, o perlomeno provarci. La mia verità è che nel 2018 pensiamo alla costanza nella maniera sbagliata, siamo costanti nelle nostre azioni quotidiane, nel far sapere agli altri dove siamo e come stiamo, almeno in apparenza, siamo costanti anche nelle azioni di parcheggio e in quelle di sorseggio, nei pregiudizi e nell’avercela con i vitalizi, nell’affitto e nel profitto, insomma, quasi come una preghiera siamo costanti nelle nostre azioni quotidiane, ma quella non è costanza, è abitudine. La realtà è che non siamo capaci ad essere costanti in quello che più ci fa star bene, non siamo costanti con le nostre passioni e con le nostre virtù, semplicemente ci accontentiamo di una realtà virtuale malata e di una realtà reale che punta dritta verso l’abisso, siamo spettatori del nostro incubo e riusciamo anche a farci un selfie mentre precipitiamo. Perchè se è vero che è difficile essere costanti non fare nulla per provarci potrebbe esserlo ancora di più.

E comunque un giro al rifugio Teodulo fatevelo, estate o inverno che sia, un bicchiere di vino bevuto su quel terrazzo ha un altro sapore.

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