La terza guerra mondiale

E’ nella solitudine di ognuno di noi che si manifesta la fine, lo spazio la amplifica e il tempo la misura. La sua realizzazione è solo un discorso da bar, un brindisi a chi ci è arrivato prima di noi.
pontboset @luca benedet
WildAosta

Amici e nemici ci siamo, seduti sul divano assistiamo ad una fine che sembra non aver mai fine, rumorosa si dilata su un pianeta ormai rassegnato ad essere teatro anziché casa. Una fine che tutti vorremmo evitare ma che risulta inevitabile, tangibile, addirittura condivisa e giustificata. Una fine affine ai pochi attori protagonisti, maestri dell’arte democratica, presuntuosi garanti dell’ordine e splendidi scenografi di un’opera che ormai va in scena da troppi anni, retorici oratori che con la loro arroganza si fingono rappresentanti di una giustizia travestita da verità. Una fine programmata, senza lasciar spazio a ripensamento alcuno, solo un grande desiderio di supremazia che non permette a nessuno di ostacolarlo, e nemmeno alla storia di esserle consigliera.

E’ nella solitudine di ognuno di noi che si manifesta la fine, lo spazio la amplifica e il tempo la misura. La sua realizzazione è solo un discorso da bar, un brindisi a chi ci è arrivato prima di noi. Sono sempre stato consapevole della sua presenza ma ora che sono gli altri a mostrarmela così chiaramente mi girano i coglioni. Vedere persone che decidono delle vite degli altri mi fa incazzare, e mi rattrista. Vedere altre persone che decidono di non mettere fine a questa fine mi fa incazzare ancora di più.

Tutto questo vedere mi fa sentire ancora più solo, impotente e molto poco propenso al dialogo. La casa sta diventando il luogo dove stare, una culla che condivido col mio gatto Syd Barrett, un bar aperto a tutte le ore, una biblioteca senza scadenza, una nave in tempesta. Un divano sul quale assistere alla fine, degli altri.

3 risposte

  1. I NUOVI PREDATORI .
    Abbiamo affidato il destino del pianeta terra e dei suoi abitanti nelle mani d’improvvidi governanti.
    Questi negli anni hanno concentrato ogni sforzo al raggiungimento e mantenimento del proprio interesse personale, rafforzando costantemente il proprio status quo. Un lavoro profondo atto a sfruttare l’intero pianeta delle sue non rinnovabili fonti energetiche. Con una sfrenata corsa agli armamenti d’ogni tipo, sempre più letali e forvieri di guerre sanguinose. Colpevolmente dimenticando il benessere delle genti, creando ad arte classi sociali sempre più divise ed impoverite, creando leggi internazionali ad esclusiva tutela dei grandi patrimoni finanziari; dimenticando nel contempo di incentivare e favorire la meritocrazia, di contrastare intensamente la lotta ad ogni organizzazione malavitosa, ad una energica lotta all’elusione finanziaria. È stato di fatto depotenziata l’istruzione e la ricerca pubblica, stessa sorte per la costruzione di ospedali, e annessa sanità pubblica, sino ad arrivare alla situazione odierna, dove di fronte ad un microscopico virus, questi fragili personaggi pretendono  di difenderci dal contagio con rimedi di valenza medioevale.
     Distanziamento personale, Mascherine Guanti, ed infine il Green Pass, ecco il mantra.
     Poi via, alla affannosa ricerca dell‘ antidoto del momento; mentre noi degli introvabili presidi proposti.
    Per non trovarci ancora in futuro impreparati ed indifesi, dobbiamo pretendere d’ora in poi, governanti lungimiranti che si impegnino a rendere il mondo più vivibile e giusto,  impegnando ogni futura risorsa a questo solo scopo, incentivando prioritariamente gli obbiettivi di progresso etico e prevenzione delle future malattie. Lo dobbiamo a chi è caduto, ai nostri posteri ed anche a noi stessi.

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