“Le nuove esigenze emerse – si legge in una nota del CPEL – impongono il ripensamento dell’organizzazione delle strutture, al fine di dare una risposta sempre migliore e sempre più individualizzata ai bisogni del singolo. In questa logica, sono stati previsti degli standard minimi strutturali dei servizi, che hanno permesso di individuare tre livelli, a seconda del tipo di assistenza fornita, in cui saranno classificate le microcomunità presenti sul territorio”.
Dalle riflessioni e dai gruppi di lavoro nati in occasione degli incontri sul territorio nascerà il programma di interventi operativi per la ristrutturazione delle strutture.
“Questi momenti di confronto – ha dichiarato Diego Empereur Presidente del Cpel – rappresentano un ulteriore passo verso l’organizzazione di un nuovo sistema di pianificazione ed erogazione dei servizi integrati socio-sanitari e socio-assistenziali. È una grande sfida, un importante lavoro di adeguamento delle strutture che intendiamo realizzare entro il 2015”.
