Più di cento persone, all’Espace Populaire, hanno ascoltato Sandro Ruotolo parlare di giustizia e legalità. Oltre al giornalista Rai doveva esserci il sostituto procuratore della Repubblica al tribunale di Catanzaro, Luigi De Magistris, balzato suo malgrado agli onori della cronaca recente, ma il magistrato non ha potuto partecipare per improrogabili impegni istituzionali.
Nonostante la sua assenza, De Magistris è stato comunque al centro della serata, in quanto Ruotolo, che lo ha intervistato per Annozero la scorsa estate, ha più volte evocato con dovizia di particolari il lavoro svolto dal magistrato nell’ambito delle molte inchieste, in particolare “Poseidone” e “Why not”, che hanno coinvolto personaggi di primo piano della politica, della pubblica amministrazione e dell’imprenditoria. All’inizio della serata sono state proiettate due interviste realizzate dallo stesso Ruotolo a Luigi De Magistris e a Luigi Annunziata, il dirigente dell’ospedale di Caserta le cui dichiarazioni sono state determinanti per l’accusa di tentata concussione a Sandra Lonardo Mastella, moglie dell’ex ministro della Giustizia e presidente del Consiglio regionale della Campania.
De Magistris, nell’intervista, trasmessa ad Annozero, ha rievocato le sue inchieste più importanti, e ha tratteggiato, con pochi cenni, il senso di solitudine istituzionale provato nell’esercizio della propria funzione. “Un tempo – spiega il magistrato – la devianza si contrapponeva al sistema, adesso è il sistema ad essere deviante, e si contrappone ai magistrati che fanno il loro lavoro, ai giornalisti che fanno inchieste serie, ai sindacalisti che cercano di lottare per un sano conflitto sociale, al prete coraggioso”.
Commentando il filmato, Sandro Ruotolo ha ricordato come spesso chi dovrebbe esercitare una funzione di controllo sia vincolato ad altri interessi. “Posso fare l’esempio di Nicola Mancino, ex compagno di partito di Clemente Mastella, tirato in ballo, senza essere però indagato, nell’inchiesta “Why not”, per la quale lo stesso Mastella è indagato per abuso d'ufficio, concorso in truffa e finanziamento illecito ai partiti. Ebbene, è proprio Mancino, già ministro dell'Interno, che ha deciso, in qualità di vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, e su esplicita richiesta di Mastella, di sottrarre l’inchiesta a De Magistris e ai suoi collaboratori. Un altro esempio – ha proseguito il giornalista – è quello del procuratore Mariano Lombardi, che ha revocato l’inchiesta “Poseidone” a De Magistris dopo che lo stesso de Magistris aveva inviato un avviso di garanzia al senatore Giancarlo Pittelli, coordinatore in Calabria di Forza Italia. Il senatore indagato, guarda caso, è socio in affari del figlio della moglie del procuratore Lombardi”.
L’intervista a Luigi Annunziata, proiettata all’inizio della serata, ha invece evidenziato la diffusione di quello che non è solo un fenomeno di malcostume, ma, per il codice penale, è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione, la concussione, che consiste nel farsi dare o promettere denaro o un altro vantaggio, come un lavoro, un appalto, una quota societaria, una partecipazione azionaria, abusando della propria posizione di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.
Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali sul “caso Lonardo”, che forniscono uno spaccato inquietante della gestione della sanità pubblica in Campania, si evince come le nomine lottizzate della classe dirigente, in quota all’uno o all’altro partito, possano costituire un terreno di coltura di tipo clientelare per il reato di concussione, fornendo facili pretesti per ricattare, corrompere ed esercitare pressioni indebite.
L’intervista a Luigi Annunziata, proiettata all’inizio della serata, ha invece evidenziato la diffusione di quello che non è solo un fenomeno di malcostume, ma, per il codice penale, è il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione, la concussione, che consiste nel farsi dare o promettere denaro o un altro vantaggio, come un lavoro, un appalto, una quota societaria, una partecipazione azionaria, abusando della propria posizione di pubblico ufficiale o di incaricato di un pubblico servizio.
Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali sul “caso Lonardo”, che forniscono uno spaccato inquietante della gestione della sanità pubblica in Campania, si evince come le nomine lottizzate della classe dirigente, in quota all’uno o all’altro partito, possano costituire un terreno di coltura di tipo clientelare per il reato di concussione, fornendo facili pretesti per ricattare, corrompere ed esercitare pressioni indebite.
“Non è vero che così fan tutti, come ha detto l’onorevole Mastella, citando Craxi, quando lo scandalo della sanità in Campania ha travolto sua moglie” ha sottolineato Sandro Ruotolo. “E non è vero che si vuole processare la politica: i reati, come dice la Costituzione, sono individuali, non collettivi, anche quando, come adesso, ci si trova davanti a un’illegalità diffusa che si è fatta sistema. Sarò di parte, ma la facilità con la quale saltano tutti i paletti, e si riscrivono le regole in continuazione per salvare i potenti – basti pensare a quanto è stato fatto per il falso in bilancio – favorisce un clima di arrogante impunità altamente dannoso e pericoloso”.
