La III Commissione regionale "Assetto del territorio", che si è riunita mercoledì scorso ha espresso parere favorevole a maggioranza sulla possibilità di aumentare il limite massimo di veicoli adibiti al trasporto merci di massa complessiva superiore a 7,5 tonnellate, autorizzato al transito in entrata e uscita attraverso il Tunnel del Monte Bianco e il Traforo del Gran San Bernardo. L'atto, che sarà sottoposto all'esame del Consiglio regionale in una delle prossime riunioni, prevede 1.600 veicoli per il Tunnel del Monte Bianco e 300 per il Gran San Bernardo. A questa decisione si aggiunge quella, deliberata dalla Giunta regionale, che vedrà l'ARPA Valle d'Aosta incaricata di realizzare il monitoraggio della qualità dell'aria e la valutazione dei dati acquisiti (anche per quanto riguarda la sistematicità di eventuali superamenti della media massima giornaliera di transiti autorizzati); di impostare una modalità di acquisizione dei dati di transiti ai trafori dalle società di gestione e la realizzazione dei controlli dell'opacità dei gas di scarico relativamente ai due citati assi di transito internazionale. Ilimite massione dei Tir consentito era stato individuato dal Consiglio regionale in 1050 per il Traforo del Monte Bianco. L'aumento preventivato del numero dei mezzi pesanti, alla luce dei uno studio della società T-Bridge, individuava che ad un aumento dei TIR non corrisponde un aumento dell'inquinamento perché trattasi di mezzi meno inquinanti.
Polemico sulla decisione è stato il Coordinamento valdostano contro il ritorno dei TIR che in una nota evidenzia come “L’aspetto più inquietante" della vicenda sia "che la proposta di delibera che sarà discussa dal Consiglio non definisce alcun piano di intervento qualora venissero superati i nuovi limiti – come in realtà accade già in alcuni mesi dell’anno”. Nel commentare negativamente anche il confronto che l’Amministrazione regionale ha avuto con le associazioni ambientaliste “convocate dai Consiglieri regionali con scarso preavviso e ad un orario impossibile che si è risolto in un semplice passaggio rituale” il Coordinamento NO Tir evidenzia che “E’ dunque lecito aspettarsi che quando questi saranno nuovamente travolti, “bafoués”, la Giunta farà come ha fatto fino ad oggi: pagherà un consulente per dimostrare che i polmoni dei valdostani e il loro territorio possono tollerare un po’ più di veleno, nell’attesa di mitici TIR che non inquineranno più”.
“Per dare una patina di scientificità alla decisione – specifica ancora il Coordinamento – è stata pagata la solita consulenza (alla solita TBridge), infischiandosene del principio di precauzione rispetto alla questione delle nanopolveri e delle polveri fini, che tanto danneggiano la salute come si evince dalle prese di posizioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Ordine dei Medici Francesi, così come degli obiettivi di qualità ambientale che tanto servirebbero alla promozione turistica della Valle d’Aosta”.
