Dopo che la questione era stata rinviata per quattro volte nel corso delle precedenti sedute del Consiglio regionale, ieri, dopo una discussione in aula che ha vista impegnata tutta la mattinata, il Consiglio ha approvato una risoluzione con la quale la Regione autonoma Valle d'Aosta chiede di riaprire il negoziato con lo Stato sulla gestione del Parco Nazionale Gran Paradiso. La risoluzione è stata approvata con 24 voti favorevoli, 4 astenuti (Cdl) e 3 contrari (Arcobaleno).
Nel documento si impegna la Giunta regionale "ad avviare la negoziazione e approvazione di una specifica norma di attuazione ex art. 48 bis dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, che tenga conto di poteri e competenze della Regione, comprendendo anche l'esclusione del territorio valdostano del Parco Nazionale del Gran Paradiso". Oltre alla richiesta di nuove norme in materia di edilizia, la risoluzione impegna la Giunta ad operare "affinché sia approvato nel più breve tempo possibile il decreto ministeriale di approvazione delle modifiche dei confini del Parco nei territori di Aymavilles, Cogne, Introd e Champorcher, concordate dall'Ente Parco e dalle amministrazioni locali in esito ai negoziati avviati all'interno della Comunità del Parco".
Nel documento si impegna la Giunta regionale "ad avviare la negoziazione e approvazione di una specifica norma di attuazione ex art. 48 bis dello Statuto speciale della Valle d'Aosta, che tenga conto di poteri e competenze della Regione, comprendendo anche l'esclusione del territorio valdostano del Parco Nazionale del Gran Paradiso". Oltre alla richiesta di nuove norme in materia di edilizia, la risoluzione impegna la Giunta ad operare "affinché sia approvato nel più breve tempo possibile il decreto ministeriale di approvazione delle modifiche dei confini del Parco nei territori di Aymavilles, Cogne, Introd e Champorcher, concordate dall'Ente Parco e dalle amministrazioni locali in esito ai negoziati avviati all'interno della Comunità del Parco".
La questione è stata oggetto anche di una nota dello stesso presidente del Parco nazionale, Giovanni Picco, che evidenziando "Sui fatti, e non su questioni di principio, si misurerà l'impegno a favore del territorio" ha aggiunto che la stessa risoluzione del Consiglio regionale che “avviene nel corso dell'istruttoria degli strumenti di gestione del Parco, previsti per legge, con l'approvazione finale delle Regioni, distoglie l'attenzione su due punti fondamentali. Il Piano del Parco renderà chiara e trasparente l'azione di tutela e governo del territorio. L'azione dell'Ente per il sostegno dell'economia locale, perpetuata in modo continuativo da molti anni con fondi specifici, ha nello strumento operativo del Piano pluriennale economico e sociale la possibilità di un rilancio condiviso, su cui concentrare idee, finanziamenti e coordinamento dei vari soggetti operanti a vari livelli sul territorio, in modo programmatico e innovativo, con obiettivi chiari e verificabili" concludendo "Questo è l'impegno dell'Ente per il rilancio dell'area protetta, delle sue peculiarità ambientali, culturali e socio-economiche legate all'indubbia attrattiva del Gran Paradiso".
Sulla presa di posizione di Picco, si è detto stupito Luciano Caveri, presidente della Regione, che nel corso della discussione in Consigio regionale aveva evidenziato il rischio di desertificazione causato dallo spopolamento delle zone del Parco a causa delle norme che impediscono le attività umane.
"Stupisce che un documento del Consiglio Valle, che impegna il Governo regionale, venga 'commentato' dal presidente del Parco – ha detto Caveri – Si tratta di una prassi del tutto inusuale e francamente irrispettosa". Per Caveri "L'interlocutore politico del livello politico è e resta il Governo nazionale" ribadendo infine che "il Parco é e resta un ente strumentale e non un'istituzione locale".
"Stupisce che un documento del Consiglio Valle, che impegna il Governo regionale, venga 'commentato' dal presidente del Parco – ha detto Caveri – Si tratta di una prassi del tutto inusuale e francamente irrispettosa". Per Caveri "L'interlocutore politico del livello politico è e resta il Governo nazionale" ribadendo infine che "il Parco é e resta un ente strumentale e non un'istituzione locale".
