Nuova sede per Vallée d’Aosta Vive che polemizza sull’utilizzo del ‘tesoretto’

Per il movimento indirizzare una parte dell'avanzo di amministrazione 2007 per alleggerire le bollette elettriche è un'azione 'volta all'acquisto della benevolenza degli elettori con tutti i mezzi'.
Una delle sedi di Vallée d'Aoste Vive
Politica
La nuova sede di Vallée d'Aoste Vive a Pont-Saint-Martin in via Chanoux 40, inaugurata sabato scorso “rappresenterà – si legge in una nota del movimento – un punto di riferimento durante le campagne elettorali per tutti quanti nella bassa valle si riconoscono nel progetto di cambiamento di Vda Vive. Inizialmente la sede sarà aperta tutti i sabato mattina dalle ore 10,00 alle ore 12,00 per incontri e confronti con i cittadini”.

"Questa iniziativa  – ha dichiarato il segretario regionale Paolo Louvinè un forte segnale della vitalità del nostro movimento al di là delle situazioni contingenti e personali. Le motivazioni che hanno portato tutti noi a costituire Vda Vive non sono certo venute meno. Il quadro politico della nostra regione purtroppo non è mutato e le criticità che abbiamo sottolineato si sono semmai accentuate. L'attuale maggioranza continua in una pericolosa deriva populista, quasi peronista. L'etica politica continua ad essere relegata non in secondo piano ma nel sottoscala".  

Il movimento di Vallée d’Aoste Vive ha polemizzato, inoltre, sulla decisione della Giunta regionale che, per le maggiori entrate registrate con relativo incremento dell’avanzo di amministrazione 2007, ha annunciato per tutte le utenze domestiche di prima abitazione uno sconto, sulle spese di energia elettrica, del 30%. Nell’evidenziare che “si tratta di extra gettito, cioè di soldi derivanti al nostro bilancio da maggiori trasferimenti dello Stato, conseguenti all’aumento delle attività anti-evasione messe in atto dal Governo” Vallée d’Aoste Vive giudica che il Governo regionale “ avrebbe il dovere di investirlo produttivamente, per creare condizioni permanenti di benessere per i cittadini, piuttosto che sperperarlo in elargizioni improduttive, ancorché assai gradite” accusando così la Giunta regionale di condurre un’azione “volta all’acquisto della benevolenza degli elettori con tutti i mezzi”.

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