Il Congresso dell’Union Valdotaine di sabato pomeriggio al Forum Sport Center di Courmayeur al quale hanno partecipato circa 500 iscritti si è caratterizzato per un clima disteso, molto diverso dalle tensioni, nervosismi e critiche del 2006, dopo “l’échec” delle politiche. “L’entusiasmo” rappresenta il “fil rouge” dei diversi interventi dei rappresentanti del movimento di maggioranza regionale. Nessun dibattito, l’incontro di Courmayeur ha avuto al centro dell’attenzione le candidature di Ego Perron, attuale presidente del Consiglio regionale, e di Antonio Fosson, assessore regionale alla Sanità, rispettivi portabandiera alla Camera dei deputati e al Senato per la lista “Vallée d’Aoste” (Uv, Stella Alpine e Federation). A catalizzare il pomeriggio di lavori sono stati i pochi interventi tra i quali quelli di Guido Césal, presidente dell’UV, del vice presidente Claudio Bredy, del candidato della Jeunesse alle regionali Rémy Herrin , di Manuela Zublena, Ego Perron e del presidente della Regione Luciano Caveri.
A confermare il clima disteso è stato lo stesso presidente del movimento, Guido Césal, che aprendo i lavori del Congresso ha affermato come l'alleanza di maggioranza centro autonomista tra Union Valdotaine, Fédération autonomiste e Stella Alpina "rappresenta una rottura rispetto ai grandi modelli della politica attuale, perché la Valle d'Aosta è l'unica regione d'Italia dove le maggiori componenti nazionali – Partito democratico e Popolo delle libertà – sono all'opposizione".
Césal ha poi ripercorso le ultime vicende politiche in casa agli avversari ribadendo come da una parte l’échec del 2006 abbia aiutato l’UV a riflettere e creato invece uno tsunami nel movimento del “Galletto”. “I nostri avversari, forti della vittoria, hanno creduto di poter far fuori l’UV – ha detto Césal – lanciando il Referendum. Noi abbiamo saputo contrastare questa azione”.
"Solo l'Union Valdotaine – ha aggiunto il presidente Césal – con i suoi alleati porta avanti un progetto politico chiaro e innovatore" ribadendo che proprio l’UV gioca da protagonista all’interno dell’alleanza con Stella Alpina e Fédération Autonomiste, movimenti che hanno confermato la volontà “di proseguire insieme il cammino intrapreso”. I due candidati della lista “Vallée d’Aoste” (Uv, Stella Alpine e Federation) Antonio Fosson ed Ego Perron, per il presidente Césal rappresentano pienamente la nuova impostazione che il movimento si è data. “Il risultato negativo del Referendum – ha concluso Césal – è da capitalizzare e da trasformare in vittoria elettorale sia ad aprile che a maggio”.
Il vice presidente dell’UV Claudio Bredy ha presentato il programma politico concentrato, oltre che sui temi consoni all’UV, anche su questioni all’ordine del giorno sulle quali “non possiamo non porre attenzione” ha evidenziato Brédy. Tra queste il lavoro, la fiscalità, la sicurezza, l’immigrazione, lo stato sociale. Rispetto ai temi più valdostani Brédy ha ribadito il tema della montagna, la difesa del territorio, la presenza di un parlamentare valdostano in Europa, l’Euroregione, le infrastrutture, il principio dell’Intesa, la Rai (più francese e ore di trasmissione), i servizi pubblici sul territorio soprattutto in montagna per evitare l’abbandono dei territori e infine la zona franca “con una visione più attuale”. Questi i grandi temi che i candidati Perron e Fosson dovranno portare all’attenzione del Governo.
Di “autogoverno” ha parlato Herin, candidato della Jeunesse valdotaine alle prossime elezioni regionali. “L’autonomia è a rischio, con attacchi continui che arrivano dal Governo e dalle altre regioni ordinarie”. “I 60 anni di autonomia che festeggiamo devono essere un punto di partenza”.
“Sono questioni legate a personalismi che hanno impedito un voto compatto nel 2006 e la conseguente sconfitta” ha evidenziato invece Manuela Zublena, ex presidente dell’UV, nel proprio intervento (l’unico oltre a quello di un rappresentante della “base del movimento” che ha voluto porre l’attenzione sui rischi di un atteggiamento troppo sicuro e vincente). La Zublena ha poi rilanciato alcuni temi tra i quali quello dell’Etica “Che deve essere ripreso in tutti i suoi aspetti”.
”Senza l’UV la storia valdostana avrebbe avuto lo stesso destino delle comunità povere del Piemonte” così ha esordito il presidente della Regione Luciano Caveri, per il quale il movimento dell’UV è l’unico ereditario di una storia lunga. Il presidente della Giunta ha affermato con forza come a Roma “non dovremo fare la carità e accontentarci di quel che il Governo offrirà, ma dobbiamo chiedere di rispettare i nostri diritti”. Questa la missione dei candidati per Caveri. I rischi cui si potrebbe andare incontro attraverso un atteggiamento accondiscendente verso il Governo, Caveri li ha espressi con tre termini: dinosauro (grande corpo ma piccolo cervello), Tropical (le foreste tropicali hanno alberi con grandi tronchi ma poche radici) e marmotta (che ha un atteggiamento sornione, tranquillo). Il tutto per evidenziare come sia l’Uv, e non altri movimenti, che si può far forte di una storia lunga, di radici e di una forte identità da rappresentare a Roma. “Tutti sembrano avere gli stessi programmi politici – ha detto Caveri – ma bisogna far comprendere a tutti che siamo noi gli unici portavoce dell’autonomia”.
Statuto speciale, montagna, francofonia sono infine i punti di forza della Valle d’Aosta. “Dobbiamo essere capaci di guardare alla Valle d’Aosta che verrà – ha concluso il Presidente della Regione – e quel “ni droite ni gauche” si giustifica perché noi prima di tutto siamo valdostani!”.
Nella giornata dell’8 marzo non sono mancati nel Congresso i richiami ad una maggiore presenza di donne nella politica. Lo ha evidenziato, dopo i saluti del sindaco di Courmayeur Fabrizia Derriard, Ego Perron nel proprio intervento, lo ha poi ribadito il presidente Caveri, affermando come nel tempo “La donna assicuri la memoria e la lingua di un territorio di montagna”, lo ha fatto in ultima analisi Anna Bioley dell’Entraide des Femmes Valdôtaines.






