Polemica ‘Calepin’: il salone sarà concesso a Caveri come privato cittadino

Il Cerimoniale della Regione risponde alla polemica sollevata dai consiglieri regionali Ugo Venturella ed Enrico Tibaldi. 'il libro lo ha scritto e pubblicato in maniera autonoma, prescindendo da attività istituzionali legate al ruolo ricoperto'.
Politica
Ho fatto richiesta di utilizzo del salone come privato cittadino e mi preme dire che non un solo centesimo è stato speso dalla Regione per l’iniziativa”. Nei corridoi di Palazzo regionale il presidente della Giunta Luciano Caveri questo precisa alla domanda dei giornalisti che chiedono di commentare la lettera pervenuta ad Anna Fosson, cerimoniere della Regione, dai Consiglieri regionali Ugo Venturella ed Enrico Tibaldi. La polemica sollevata dai Consiglieri, secondo i quali  non sarebbe rispettato il regolamento per l’autorizzazione all’uso del salone di Palazzo regionale, è relativa alla presentazione da parte del Presidente della Regione della raccolta dei "Le Calepin" il prossimo 27 marzo.

Immediata la risposta degli uffici competenti alla polemica sollevata. Nel precisare, infatti, che il Presidente “non  è  l'organo che concede l'utilizzo dei locali del Palazzo regionale ma, ai sensi del vigente regolamento, l’autorizzazione è concessa dalla Direzione della Comunicazione istituzionale e del Cerimoniale” nella risposta ai due consiglieri si legge “Non si è dunque ritenuto opportuno negare a Luciano Caveri l’utilizzo del salone per la presentazione di un libro che lo stesso ha scritto e pubblicato in maniera autonoma, prescindendo da attività istituzionali legate al ruolo ricoperto”.

Detto regolamento – si legge ancora – prevede poi che “gli enti, le istituzioni scolastiche, le associazioni  ed  i  privati  possono richiederne l’uso in via occasionale, presentando apposita richiesta (…) alla Presidenza della Regione (…) per conferenze,   proiezioni,   dibattiti,  incontri  di  contenuto  culturale, scientifico,  informativo”.  Così  è  stato  fatto da Luciano Caveri, che, sempre in un contesto personale e separato sia dalle attività istituzionali sia da quelle politiche, si assume gli oneri (come qualsiasi altro ente, o privato  cittadino) delle  spese derivanti dall’utilizzo della sala, così come, seppur esuli dalla richiesta, delle spese di pubblicazione del libro (libro che  per altro non è stato sponsorizzato né  da partiti né dall’Amministrazione regionale)”.

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