Per l’annessione di Noasca e Carema tutto da rifare, compreso referendum

Con la fine della legislatura è decaduto anche il relativo disegno di legge del Governo. I comuni interessati dovranno quindi riprendere da capo l'intero iter della richiesta per il distacco e l'annessione, compreso lo svolgimento del referendum.
Carema
Politica
L’unica cosa sicura è che l’iter parlamentare per l’annessione di Noasca alla Valle d’Aosta termina qui. I disegni di legge presentati cadono con la fine della legislatura”. Tutto da rifare dunque per i due comuni piemontesi, Carema e Noasca, che da tempo chiedono di essere annessi alla Valle d’Aosta. Tutto da rifare compreso il referendum popolare. E’ quanto è emerso nel primo pomeriggio a seguito dell’incontro tra il presidente della Regione, Luciano Caveri, e l’avvocato costituzionalista della Regione, Francesco Saverio Marini, per fare il punto sulla richiesta di annessione di Noasca e altri comuni piemontesi.
L’udienza per esaminare il ricorso della Regione contro l'annessione dei comuni piemontesi è in calendario alla Corte Costituzionale nel mese di aprile. “L'udienza però sarà molto probabilmente annullata – ha spiegato Marini – perché, con la fine della legislatura è decaduto anche il relativo disegno di legge del Governo. I comuni interessati dovranno quindi riprendere da capo l'intero iter della richiesta per il distacco e l'annessione, compreso lo svolgimento del referendum”.

Se da una parte il presidente della Giunta apre la porta ad una maggiore collaborazione con i comuni piemontesi, verso i quali si è reso disponibile ad un "rafforzamento dei rapporti su temi di interesse comune", dall’altra la porta si chiude proprio rispetto al discorso dell’annessione “D’altronde è come un matrimonio – commenta Caveri – entrambe le parti devono essere d’accordo”. Per il Presidente della Regione si tratta di una battaglia sull’identità geografica della Valle che e non di una battaglia contro i paesi piemontesi.

Tra i primi atti del nuovo Consiglio Valle – ha poi precisato Caveri ci dovrà essere una proposta di legge costituzionale per modificare l'articolo 132 della Costituzione introducendo in principio dell'intesa delle Regioni interessate alla richiesta di distacco e di annessione. E’ bene sapere, inoltre, che non esiste un solo caso applicativo nella storia”.

L’avvocato Marini ha poi elencato i diversi contenziosi in materia costituzionale tra Regione e Governo, che si basano per la maggior parte su problemi di competenze, cioè fino a dove si può spingere il Consiglio regionale nelle sue azioni legislative e dove invece il confine viene superato. Tra i ricorsi in atto i principali riguardano il tema dei rifiuti e la disciplina sui maestri di sci. Nel mese di aprile si attende anche la sentenza per il contenzioso sulla legge 34/2006 in materia di Parchi faunistici.

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