Bich e Florio abbandonano la commissione politica del PD

Critiche sono state rivolte nei confronti del segretario regionale Donzel, della gestione della campagna elettorale oltre alla una conduzione del partito poco trasparente e democratica. E sul risultato elettorale: 'fortissima sconfitta'.
Enrico Bich
Politica
Il risultato elettorale del 25 maggio scorso continua a determinare cambiamenti sul panorama politico regionale. Le scosse di assestamento all’interno dei partiti non sembrano attenuarsi. E’ il caso del Partito democratico e delle differenti visioni interne, sia rispetto all’analisi del voto, sia ad alcuni atteggiamenti. Proprio per questi motivi Enrico Bich e Vanni Florio si sono dimessi dalla Commissione politica del Pd della Valle d'Aosta, che nominata lo scorso gennaio era composta da Raimondo Donzel, Enrico Bich, Roberto Avetrani, Vanni Florio e Giovanna Zanchi.

Vanni Florio evidenzia che il 25 maggio ha rappresentato per il movimento una “fortissima sconfitta che ci deve far riconsiderare l'organizzazione sul territorio e la nostra azione politica". Una lettura del voto lontana da quella di Raimondo Donzel, neo-eletto consigliere regionale e segretario regionale del PD. Nel corso dell'Assemblea costituente del PD delle scorse ore, Florio ha espresso critiche al modo in cui è stata organizzata e gestita la campagna elettorale. "Poiché nel partito non è permesso che ciascuno, con le proprie responsabilità, possa esprime le rispettive posizioni preferisco – ha ribadito Florio – rimettere il mandato che mi è stato dato".

I motivi delle proprie dimissioni Enrico Bich li ha espressi in un comunicato stampa diffuso ieri nel quale evidenzia numerose criticità riscontrate nella gestione della campagna elettorale oltre ad una conduzione del partito poco trasparente e democratica. Per Bich sono mancate all’interno del movimento scelte politiche e organizzative condivise.
“Il risultato ottenuto alle elezioni regionali – dichiara tra l'altro Bich – dallo schieramento dell'alleanza autonomista e progressista è deludente, con una grave perdita di consensi rispetto all'esito delle elezioni politiche e, all'interno della coalizione, il Partito Democratico ottiene un risultato ancor più negativo, decisamente al di sotto degli obiettivi e delle speranze riposte nel nuovo soggetto politico". Per Enrico Bich diventa fondamentale, alla luce di queste considerazioni  “riflettere a fondo sulle ragioni della sconfitta: il gruppo dirigente del PD deve favorire questa fase di confronto serio ed approfondito, evitando chiusure difensive, mettendo mano a quelle necessarie modifiche sia sul piano del funzionamento del nuovo soggetto politico che sul piano della definizione degli obiettivi politico-programmatici, per recuperare un rapporto vero e fecondo con la società valdostana".

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