Il 1° luglio nomi e cognomi della nuova Giunta regionale e l’insediamento del Consiglio Valle

Si provvederà all'insediamento del nuovo Consiglio regionale, alla convalida degli eletti, all'elezione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, all'elezione del Presidente della Regione, della sua Giunta e delle Commissioni Consiliari permanenti.
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Nessuna modifica sostanziale rispetto ai dati ufficiosi emersi dalle urne il 25 maggio scorso in occasione delle elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale. L’unica variazione riguarda i voti di preferenza nella lista dell'Union Valdôtaine: Diego Empereur, sindaco di Sarre, ultimo dei 17 eletti, ha qualche voto in più e un margine maggiore quindi nei confronti del sindaco di Verrès Piero Prola, primo degli esclusi della lista dell’UV. E’ quanto emerge dalla convalida degli eletti del Consiglio regionale, da parte dell’Ufficio elettorale regionale presso il tribunale di Aosta che ha proceduto in questi giorni alla verifica dei voti.

Al Presidente della Regione uscente, Luciano Caveri, non resta ora che emanare il decreto di convocazione della prima adunanza della XIII legislatura che si svolgerà, da quanto anticipato dallo stesso Caveri ieri, martedì primo luglio, una settimana dopo il 24 giugno, data inizialmente indicata. Il primo luglio quindi, si provvederà all’insediamento del nuovo Consiglio regionale, alla convalida degli eletti, all'elezione dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio, all'elezione del Presidente della Regione, della sua Giunta e delle Commissioni Consiliari permanenti.

Intanto, ieri pomeriggio, si è svolto nella sede centrale dell’Union Valdôtaine, in Avenue des Maquisards ad Aosta, l’incontro tra i rappresentanti dell’UV e le delegazioni del Partito Democratico e del Partito della Libertà, forze di opposizione in Consiglio regionale. Un incontro ritenuto soddisfacente dai diversi interlocutori, tra cui lo stesso Augusto Rollandin, prossimo presidente della Giunta regionale, sempre parco in commenti. L’andamento dell’incontro segnato "dalla disponibilità al confronto e alla collaborazione sui singoli problemi per lavorare ad una soluzione comune" per il vice presidente dell'Union Valdotaine, Ugo Voyat segnerebbe “la fine della politica del no e delle posizioni intransigenti"

 

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