Il percorso da prevedere, secondo Viérin, è quello di conglobare la normativa di riforma in una nuova norma di attuazione che superi le contraddizioni del DPR 861, che da una parte costituisce la fonte della potestà legislativa regionale dall’altra ne è anche un limite.
Sul tema scuola la politica dell’assessorato è poi quella di lavorare per salvaguardare le scuole di montagna “Al Ministro Gelmini ho evidenziato questo – continua l’assessore all’Istruzione – che per noi è una delle priorità. Abbiamo un modello che funziona, interamente finanziato da noi”. “In Valle d’Aosta abbiamo la fortuna di aver legiferato in materia con la legge 18 del 2005 che dà la possibilità di decidere annualmente sugli organici. Quest’anno abbiamo salvato la scuola di Champorcher, l’anno scorso di Valsavarenche, ora riapriamo, dopo tanti anni la scuola di Gressoney la Trinité”. Sull’agenda dell’assessore figura un altro tema: i corsi abilitanti per l’insegnamento sulla cui riforma si discute da tempo. “La normativa nazionale è un po’ un problema, qui cerchiamo di attivare corsi abilitanti per materia che hanno le maggiori adesioni. Rimane comunque un problema da affrontare”.
La creazione di una struttura che valorizzi i Beni culturali e sia di raccordo tra istruzione e formazione sui progetti, è una delle priorità dell’assessore Viérin in questi giorni. “Abbiamo lavorato tanto sulla sinergia tra i due settori, Cultura e Istruzione, e credo sia importante veicolare la parte cultura nelle scuole e viceversa, e riuscire a lavorare su questi capitoli con visioni univoche e progetti di sinergia che danno e daranno buoni frutti”. L’organismo, in definizione, si occuperà quindi della programmazione, del coordinamento e della promozione dei progetti e azioni delle due strutture dell’assessorato, facendo da trait d’union.
Tra le novità in campo culturale figura la valorizzazione del patois: “Dopo un periodo di sperimentazione partiranno ufficialmente da lunedì prossimo i quattro sportelli linguistici, relativi a quattro comunità montane. Vi lavoreranno i primi sette giovani in graduatoria usciti dai corsi di formazione in patois, e contiamo di ampliare in futuro l’offerta ad altri comuni".
Il capitolo “eventi” guarda poi oltre confine, con la programmazione di manifestazioni che abbiano un respiro più ampio, sull’impronta e sulla scia del Premio Mogol. “L'idea è di scindere la Saison Culturelle, rivolta ad un pubblico valdostano, dagli altri eventi. E’ un esempio di programmazione culturale che funziona bene. Dobbiamo ora lavorare su altri eventi, che portino alla ribalta nazionale e internazionale la Valle d’Aosta e i Beni culturali, perché credo nell’abbinamento “eventi e luoghi”. Il Premio Mogol è un esempio “Non è solo il personaggio – commenta Viérin – ma è un evento che ha radici profonde nella valorizzazione dei testi e della musica popolare, è un progetto molto articolato e rappresenta il lavoro di un anno con i giovani, che è stato anche premiato dalla SIAE”. Tra le altre priorità: l’ultimazione del Parco archelogico di Saint Martin de Corléans, la Pinacoteca regionale al Castello Baron Gamba di Chatillon e la valorizzazione e fruizione dei castelli “dobbiamo dare la possibilità di viverli attraverso percorsi differenziati dal punto di vista dei contenuti e territoriale – conclude l'assessore – a partire dal Forte di Bard che rappresenta la punta di diamante”.
