È serrata l’attività di Procura e Guardia di finanza sulle tre “lettere di patronage”, spedite nel 2014 dalla Presidenza della Regione ad altrettanti istituti bancari creditori del Casinò, per un totale di 19 milioni di euro. Accompagnato da alcuni militari, il pm Luca Ceccanti si è recato oggi, venerdì 22 marzo, fuori Valle, per sentire – quale “persona informata sui fatti” – un consulente finanziario che, all’epoca, aveva trattato la pratica in una delle banche.
Nei confronti dell’unico indagato al momento, l’allora Capo dell’Esecutivo Augusto Rollandin, che ha sottoscritto quella corrispondenza, la Procura ipotizza l’abuso d’ufficio continuato. Per gli inquirenti, le missive inviate a Bccv, Banca popolare di Sondrio e Banca Passadore rappresentano delle vere e proprie garanzie patrimoniali, “sia pur atipiche”, emesse in assenza di atti di autorizzazione del Governo regionale, o del Consiglio Valle.
“Confermiamo che questa Amministrazione continuerà ad assistere la società ‘Casinò de la Vallée’ Spa, – si legge nel testo, uguale per ognuno dei tre destinatari – che farà fronte alle sue obbligazioni nei vostri confronti, dipendenti dalle linee di credito suindicate (10 milioni di euro verso la Banca Popolare di Sondrio, 4 alla Bccv e 5 alla Passadore, ndr.) o dai rinnovi o proroghe che in seguito eventualmente accorderete, così che le stesse vi siano rimborsate”.
“Dichiariamo di impegnarci altresì nei vostri confronti, – si legge ancora – qualora avessero a verificarsi eventuali future riduzioni della nostra partecipazione diretta nel capitale della società Casinò de la Vallée Spa, di darvi di ciò comunicazione scritta con 30 giorni di preavviso”. Le lettere recano le date del 5 marzo, 29 aprile e 9 maggio 2014 e gli inquirenti ne sono venuti in possesso dopo che gli istituti di credito hanno tentato di far valere, nei confronti della Regione (anche a seguito del concordato avviato dal Casinò), le “garanzie” in esse contenute.
All’emergere dei documenti (perquisizioni sono state effettuate, nell’ultima settimana, sia negli uffici regionali, sia al Casinò), due degli assessori del tempo, Antonio Fosson e Renzo Testolin, hanno preso le distanze pubblicamente: “non sono delle lettere che hanno avuto un passaggio in Giunta, non ne eravamo a conoscenza”. Ego Perron, da assessore alle finanze, aveva risposto diversamente, nell’ottobre 2014, ad un’interpellanza del consigliere di opposizione Elso Gérandin: “Non facevo parte della Giunta in quel periodo, ma penso di poter dire la verità dicendo che l’Esecutivo era assolutamente a conoscenza dell’atto in questione”.
L’esponente di Mouv’ e l’ex assessore di Fénis sono già stati sentiti dal pm Ceccanti e proprio sull’aspetto della consapevolezza, da parte del resto del governo su quegli atti, sembrano destinate a concentrarsi le convocazioni degli altri componenti della Giunta Rollandin del 2014, attesi in Procura nella mattinata di domani, sabato 23 marzo. La fitta pianificazione delle audizioni lascia supporre che gli inquirenti abbiano, in mente, poche domande per ognuno.