“L’incontro delle comunità” presenta al Forte di Bard una nuova visione di fare politica

Per dare il battesimo ufficiale a “Rete comunitaria” è stata scelta la Valle d’Aosta. In Valle vi aderiscono gli autonomisti progressisti. Sabato 26 settembre al Forte di Bard attese 300 persone tra nomi noti dell’economia, del lavoro e della politica.
Da sx Louvin, Dondeynaz, Massa, Moschietto e Gaiotti
Politica
“Per rimettere la persona al centro, per ridare un ruolo alle comunità di persone e per ridare un giusto ruolo all’etica, al valore del lavoro, e ancora per promuovere una finanza etica, per riformare lo stato e il sistema pubblico”. Sono gli obiettivi e i contenuti del manifesto dell’associazione “Rete comunitaria”  nata da circa un anno dall’unione di persone con diverse esperienze politiche e non, per cercare di “rimettere la persona e i suoi bisogni al centro dell’azione politica” grazie a nuove sensibilità “lontane dalla degenerazione politica odierna”.
Un nuovo partito politico che richiami persone di appartenenze diverse per scardinare l’attuale modo di fare politica e le sue reti? Verrebbe da dir di sì, in realtà il cammino intrapreso è di altro stampo. “Non si tratta di creare un partito politico nuovo, non ce n’è bisogno – ha spiegato Luigi Massa, presidente del Comitato etico di Rete Comunitaria e Deputato della 13° legislatura nel presentare brevemente l’associazione e l’incontro che si terrà al Forte di Bard il 26 settembre prossimo – ma di un movimento a rete che parte dal basso e che vuole contribuire a cambiare sì la politica del nostro Paese, esaltando il ruolo delle comunità e autonomie locali, professionali, associative, che nasce dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta per allargarsi alle altre regioni e Paesi, che cerca di attualizzare quello che fu il movimento nato dalla “grande utopia” di Adriano Olivetti (il movimento di Comunità degli anni ’50). L’incontro di laici, cattolici e credenti di altre fedi religiose sull’onda del personalismo comunitario di Emmanuel Mounier”. Ad aver aderito al movimento sono molteplici realtà, soprattutto del Nord Italia, ma anche del Mezzogiorno e di oltre confine, come in Francia.

L’associazione è al lavoro da circa un anno per creare un movimento a 360 gradi che non vuole schierarsi politicamente in maniera tradizionale ma che, in una logica di “governance a rete e federale, nel rispetto delle diverse identità, intende partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo della amministrazioni regionali e locali del prossimo anno, promuovendo liste indipendenti dai partiti politici nazionali e futuri, composte da donne e uomini che scelgono l’impegno diretto nell’interesse generale”. A base federale, il movimento si è già visto in occasione delle scorse elezioni europee con l’appoggio alla lista del “galletto”. “L’occasione della campagna per le elezioni europee – ha dichiarato Robet Louvin consigliere regionale di Vallée d’Aoste Vive – per gli autonomisti progressisti è stata l’occasione per incontrare esperienze con intenti comuni. In Piemonte in quell’occasione abbiamo raccolto numeri più alti che in Valle, cosa che poi ha avuto il suo eco e dato piccoli frutti”.
Questo gruppo coniuga presente e futuro e l’invito è proprio questo, chiudere la porta a vecchi metri di fare politica” ha aggiunto Guido Dondeynaz, segretario di VdA Vive.

A presentare l’associazione sarà ufficialmente la giornata del 26 settembre 2009 al Forte di Bard, dove a partire dalle ore 9,30 fino alle ore 17, relazioni, interviste, dibattiti, filmati saranno gli strumenti per presentare l’associazione e i suoi intenti. Molti saranno i portavoce di questo “nuovo” modo di intendere la politica: si tratta di personaggi di spicco e non impegnati nell’economia, nel lavoro, nella politica.  Proprio i nomi di spicco possono però diventare un problema: “Come si può un movimento dirsi innovativo quando al suo intero ci sono figure che da decenni appartengono a quel modo di fare politica che si vuole smantellare?”. Questa la domanda fatta in conferenza stampa e questo uno dei nodi centrali con cui “Rete comunitaria” si sta confrontando.  “E’ molto difficile dare una spiegazione politica a questa rete – ha risposto Mario Moschietto, sindaco di Pralormo e responsabile organizzativo di Rete Comunitaria – ma dobbiamo parlare prima di tutto con coloro che sono sul mercato politico ora, bisogna cercare gli interlocutori più opportuni. I grandi nomi della politica richiamano gente, questo è un fatto”.

In movimento non avrà tessere, ognuno sarà libero di aderire rimanendo nel proprio partito o movimento di appartenenza. "L’unico vincolo – ha aggiunto Luigi Massa – rimane la condivisione del manifesto”.

 

Vuoi rimanere aggiornato sulle ultime novità di Aosta Sera? Iscriviti alla nostra newsletter.

Fai già parte
della community di Aostasera?

oppure scopri come farne parte