L’associazione è al lavoro da circa un anno per creare un movimento a 360 gradi che non vuole schierarsi politicamente in maniera tradizionale ma che, in una logica di “governance a rete e federale, nel rispetto delle diverse identità, intende partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo della amministrazioni regionali e locali del prossimo anno, promuovendo liste indipendenti dai partiti politici nazionali e futuri, composte da donne e uomini che scelgono l’impegno diretto nell’interesse generale”. A base federale, il movimento si è già visto in occasione delle scorse elezioni europee con l’appoggio alla lista del “galletto”. “L’occasione della campagna per le elezioni europee – ha dichiarato Robet Louvin consigliere regionale di Vallée d’Aoste Vive – per gli autonomisti progressisti è stata l’occasione per incontrare esperienze con intenti comuni. In Piemonte in quell’occasione abbiamo raccolto numeri più alti che in Valle, cosa che poi ha avuto il suo eco e dato piccoli frutti”.
“Questo gruppo coniuga presente e futuro e l’invito è proprio questo, chiudere la porta a vecchi metri di fare politica” ha aggiunto Guido Dondeynaz, segretario di VdA Vive.
A presentare l’associazione sarà ufficialmente la giornata del 26 settembre 2009 al Forte di Bard, dove a partire dalle ore 9,30 fino alle ore 17, relazioni, interviste, dibattiti, filmati saranno gli strumenti per presentare l’associazione e i suoi intenti. Molti saranno i portavoce di questo “nuovo” modo di intendere la politica: si tratta di personaggi di spicco e non impegnati nell’economia, nel lavoro, nella politica. Proprio i nomi di spicco possono però diventare un problema: “Come si può un movimento dirsi innovativo quando al suo intero ci sono figure che da decenni appartengono a quel modo di fare politica che si vuole smantellare?”. Questa la domanda fatta in conferenza stampa e questo uno dei nodi centrali con cui “Rete comunitaria” si sta confrontando. “E’ molto difficile dare una spiegazione politica a questa rete – ha risposto Mario Moschietto, sindaco di Pralormo e responsabile organizzativo di Rete Comunitaria – ma dobbiamo parlare prima di tutto con coloro che sono sul mercato politico ora, bisogna cercare gli interlocutori più opportuni. I grandi nomi della politica richiamano gente, questo è un fatto”.
In movimento non avrà tessere, ognuno sarà libero di aderire rimanendo nel proprio partito o movimento di appartenenza. "L’unico vincolo – ha aggiunto Luigi Massa – rimane la condivisione del manifesto”.
