Dal mattino di oggi, 29 giugno, le dichiarazioni che appaiono sull'Ansa confermano l'impressione che i 20 componenti presenti all'incontro di analisi del quadro politico regionale non abbiano preso parte allo stesso incontro.
Nel documento uscito dall'incontro di ieri sera si legge, tra l'altro, che il Coordinamento Regionale del Popolo della Libertà "ha riconfermato,commentando le posizioni assunte in Consiglio Regionale dal Gruppo Consigliare rispetto alla manovra in atto da parte del Governo nazionale, la piena condivisione di quanto espresso da gran parte dei governatori regionali del PdL oltre ad coerente prosecuzione della strategia in atto allo scopo di perseguire gli obiettivi di presenza costruttiva del PdL delineati sia a livello locale che nazionale". E ribadisce infine "Che le trattative presenti e future di coalizione a livello regionale, alle condizioni che verranno via via espresse e negoziate con i futuri partner delle forze autonomiste e regionaliste , saranno in linea con la strategia intrapresa".
Massimo Lattanzi, capogruppo del Popolo della Libertà in Consiglio regionale, afferma poi che "il coordinamento ha ribadito il senso di responsabilità del partito che in questo momento di crisi vuole contribuire a dare risposte concrete alla crisi e dare più forza alle istanze della Valle d'Aosta in rapporto alla recente manovra finanziaria''. Il riferimento è al confronto "costruttivo" con le forze autonomiste al Governo (UV, Stella Alpina e FédérationAutonomiste) con le quali il PdL sembrerebbe avvicinare in vista di un'entrata in maggioranza regionale.
Parole che hanno lasciato perplessi altri componenti del coordinamento valdostano del Popolo delle libertà, a partire dal consigliere regionale Enrico Tibaldi che evidenzia ''I contenuti della riunione riportati non corrispondono al vero, sono falsi, abbiamo solo chiacchierato, non c'e' stata alcuna votazione''.
Cinque voci secondo quanto si è appreso avrebbero espresso critiche sulla linea politica espressa dal PdL: Dario Frassy, Orlando Navarra, Eddy Ottoz, Giancarlo Borluzzi e Pasquale Siciliano.
Borluzzi, nel criticare quanto emerso dalla riunione, evidenzia che "Esiste un'ampia opposizione non all'avvicinamento del PdL valdostano verso l'UV, ma nei confronti della metodologia di tale approccio. Opposizione che all'interno del direttivo regionale pidiellino è più ampia di quanto indicato ad arte da qualcuno e che tra i cittadini ha fatto scendere in Aosta il centrodestra dai 2900 voti del 2008 ai 1700 del mese scorso".
Borluzzi poi precisa ''alla riunione del direttivo i presenti erano 20 e non 24; non si e' svolta alcuna votazione, ma solo abbozzi di discussione in un clima da souk nordafricano; viene ritenuta fuorviante l'affermazione di Massimo Lattanzi secondo cui chi non approva le modalità attuali di avvicinamento all'Uv sarebbe fautore di una "sicura eterna opposizione". ''Infatti – continua Borluzzi" l'ingresso in una maggioranza e' un mezzo per conseguire il fine del caratterizzare anche con i propri valori il territorio in cui si opera: non e' cioe' un fine, da conseguire accettando supinamente visioni altrui opposte alle proprie e tali da dover essere discusse approfonditamente in un tavolo che veda impegnati in un disegno strategico PdL e Uv. La formale rivisitazione del programma regionale di fine legislatura non puo' dunque rilasciare imprimatur a un accordo necessariamente limitato all'ambito del Consiglio regionale, e quindi di respiro limitato, che allineerebbe le caratteristiche del PdL a quelle di Stella Alpina e Federation".
Dario Frassy, componente del coordinamento ed ex consigliere regionale, in una nota aggiunge "Nessuna votazione e soprattutto nessun "progetto politico di collaborazione" è stato approvato dal Coordinamento regionale del PdL riunitosi ieri sera, ove le differenti vedute sul ruolo del partito in Valle hanno animato sino a tarda notte la discussione. Quanto ai numeri – dichiarati se riferiti alle tendenze emerse nel dibattito interno sono sicuramente differenti dal rapporto indicato.
Le affermazioni di senso contrario rilasciate alla stampa sono una inquietante mistificazione della realtà ed evidenziano un aspetto patologico da parte di coloro che hanno contratto la sindrome da maggioranza a tutti i costi e a prescindere da tutto, anche dai recenti e deludenti risultati elettorali aostani".
Per Frassy parlare di "progetto politico di collaborazione" è politicamente errato. Il compito del PdL in un'ipotesi di coalizione di governo è semmai l'opposto, ossia dare evidenza della nostra differente visione e gestione della cosa pubblica".


