La ferrovia ha da sempre costituito un elemento critico del trasporto pubblico valdostano. Nata sostanzialmente per usi industriali, la linea valdostana non ha mai realmente saputo riadattarsi alle nuove esigenze dei passeggeri. Rimasta praticamente come cento anni fa, la ferrovia è oggi in Valle d'Aosta un argomento di dibattito pubblico pressoché quotidiano. L'esasperazione tra i viaggiatori é tanta, la pazienza é finita da tempo e in molti sono già passati alle carte bollate per chiedere i danni, perfino quelli morali. La cosa emblematica è però il fatto che sull'inadeguatezza della ferrovia concordano davvero tutti: studenti, pendolari, gli stessi lavoratori che prestano servizio sulla tratta non hanno certo nascosto le carenze, ormai troppo note; perfino le Amministrazioni locali si battono da tempo contro il sostanziale abbandono da parte della compagnia nazionale di una linea che, nell'era dell'alta velocità sembra non interessare proprio a nessuno.
Posto che il treno è da sempre stato un mezzo cruciale per lo sviluppo del turismo e che una ferrovia degna sarebbe utile non solo ai valdostani ma anche al turismo, abbiamo provato a fantasticare pensando quale contributo un trasporto ferroviario rinnovato potrebbe dare al settore turistico. In effetti le risposte sono piuttosto immediate, ad esempio con un treno che dalle grandi città raggiungesse Aosta (un tempo c'era!) in tempi rapidi, il nostro capoluogo diventerebbe una delle poche città culturali al mondo "sci ai piedi" vale a dire con un collegamento diretto dal centro città agli impianti di risalita. I giovanissimi e le famiglie potrebbero così evitare il traffico e le insidie del maltempo invernale, dare una mano all'ambiente, posto che le motrici non funzionino più a gasolio, e risparmiare non pochi soldi considerato che la nostra autostrada resta inspiegabilmente tra le più onerose al mondo.
Spostandoci verso il Monte Bianco il discorso cambia notevolmente in quanto il bacino di traffico è estremamente ridotto rispetto al numero di passeggeri che si spostano verso Ivrea, Chivasso e Torino. D'altro canto potenziare a livello infrastrutturale la linea sarebbe un discorso complesso che comporterebbe peraltro impatti ambientali notevoli. Molto più intrigante sarebbe invece trasformare il servizio pubblico in linea turistica (a patto di evitare una riedizione della fiction "Trenino di Cogne") oppure riconvertire la linea ad altre destinazioni d'uso quali piste ciclabili o di fondo come hanno fatto con successo altre località turistiche.
In Italia e nel mondo esistono, infatti, tantissime ferrovie dedicate al turismo, la vicina Svizzera ne ha fatto il punto di riferimento per molte offerte turistiche. Si tratta di linee dismesse o di linee convertite ad altri utilizzi per vari motivi. Alcuni tracciati e treni sono diventati un vero e proprio mito come nel caso dell'Oriente Express, tutt'ora in circolazione tra Parigi e Istanbul; esso rimane per molti un sogno proibito (si pagano fino a 6.000 a persona). Stesso discorso per la famosissima Transiberiana, anche in questo caso si tratta di un viaggio non propriamente low cost. Ma viaggiare in treno può essere possibile e altrettanto emozionante anche con meno soldi ed in tratte brevi ma a dir poco mozzafiato. E' recente lo straordinario successo dei festeggiamenti del centenario del famoso Trenino rosso del Bernina che circola tra St.Moritz e Tirano su binari a oltre 2.000 slm. Turisti di tutto il mondo hanno approfittato delle numerose offerte commerciali ancora in vendita per vivere un'esperienza straordinaria.
La lista sarebbe ancora lunga ma per questioni di spazio ci limitiamo a inserirci anche noi in un dibattito che vede coinvolti numerose persone con tante, forse troppe proposte di recupero del patrimonio rotabile, fino ad'ora rimaste sulla carta.
A cura di Turismok

