Con la fine dell’estate e l’arrivo dell’autunno lo spettro delle località deserte in ottobre e novembre torna a farsi vivo. Destagionalizzare ad ogni costo diventa il must di tutti gli addetti ai lavori del settore turistico. Posto che ormai non è più semplice riempire le strutture, nemmeno nei periodi di alta stagione (l’estate del tutto esaurito in Valle d’Aosta si riduce sostanzialmente ai primi 15 giorni di agosto), farlo nelle stagioni intermedie appare quasi una mission impossibile.
La realtà dei fatti è che destagionalizzare è in genere difficile ma anche non sempre possibile poiché alcuni fattori che consentono questa condizione non sono direttamente controllabili. Ad esempio una delle variabili principali, forse anche addirittura l’unica, che non consente e non consentirà mai la destagionalizzazione, perlomeno in Italia, è il sistema scolastico e lavorativo. L’Italia è uno dei pochi paesi in Europa e forse nel mondo dove il calendario scolastico prevede ancora una sosta lunghissima in estate e qualche giorno e poco più a discrezione delle scuole durante il resto dell’anno. Allo stesso modo le imprese perseverano nella chiusura estiva di agosto. Finché questo scenario persisterà in Italia sarà pressoché impossibile destagionalizzare il mercato leisure.
Tuttavia vi sono realtà che hanno saputo rigenerare il turismo in maniera interessante, ad esempio Rimini è oggi una località frequentata tutto l’anno grazie ad un nuovo centro fieristico molto ben sviluppato. In Valle d’Aosta non si è ancora riusciti a trovare una soluzione degna di nota nonostante i numerosi progetti turistici che parlano imprudentemente di destagionalizzazione. Come fare allora? Che l’Italia abbia un calendario scolastico pressoché identico in tutte le regioni è un dato di fatto tuttavia altri mercati hanno calendari, usanze e feste ben differenti dalle nostre. Un lavoro indispensabile di un buon destination manager è quindi quello di organizzare il calendario suddiviso per mercati. Ad esempio il mercato russo, tra i più ricercati dalla Valle d’Aosta, festeggia il Natale Ortodosso il 7 Gennaio periodo nel quale per noi italiani le vacanze sono già terminate. In altre parole ciò significa che per l’Italia è un periodo di bassa occupazione mentre per il mercato russo è esattamente il contrario. Per tale motivo le offerte dei nostri alberghi risulterebbero senza dubbio più vantaggiose. Ecco allora che la programmazione strategica dovrebbe tenere conto dei calendari in modo tale da organizzare promozioni mirate nei periodi di alta stagione dei vari mercati.
Soluzioni alternative o complementari per destagionalizzare provengono da altri segmenti di mercato come il già citato settore business o come il mercato incentive delle aziende, da sempre piuttosto remunerativo e meno legato alla stagionalità, oppure ancora da alcuni target che dispongono di maggiore tempo libero come gli anziani. Infine, in bassa stagione è auspicabile un uso più dinamico delle strategie di promozione e delle tariffe, ancora troppo orientate alla stagionalità classica, prezzi che invece dovrebbero trovare un’applicazione molto più flessibile (che non significa svendita) in virtù dell’occupazione dell’impresa.
Gli argomenti discussi, se applicati correttamente, possono rappresentare una soluzione concreta in ogni località turistica a patto che vi siano strutture aperte. Questo è un tema di non facile soluzione poiché comprensibilmente le imprese rimangono chiuse nei periodi in cui non c’è richiesta, ma altrettanto comprensibilmente chi volesse venire in autunno avrebbe difficoltà – perlomeno in alcune località (non solo valdostane) – anche a bere un caffè. Si crea quindi un circolo vizioso che può essere superato solo attraverso un investimento da parte degli operatori turistici e non: questi potrebbero impegnarsi a fornire i propri servizi anche in alcuni periodi in cui normalmente non lo fanno, a fronte però di uno sforzo anche in fase di comunicazione e promozione, per informare i potenziali visitatori dell’opportunità ed attirarli con condizioni particolarmente favorevoli.
