E’ stato rinviato a giudizio, ed affronterà quindi il processo con dibattimento ordinario, l’es sindaco di Châtillon, Camillo Dujany. Dovrà rispondere, in qualità di privato (e non di pubblico amministratore), dello smaltimento non autorizzato di circa 500 metri cubi di terre e rocce da scavo.
Assieme a lui, andranno a giudizio anche l’impresario Alex Fabiano e l’ingegnere Michel Grosjacques, collega di studio di Dujany. L’udienza è in calendario per il 17 marzo prossimo. Il pubblico ministero ha chiesto di archiviare la posizione di un altro libero professionista che lavora nello studio dell’ex Sindaco.
Si sono invece avvalsi della possibilità di patteggiare una pena pecuniaria, e di chiedere la “messa alla prova” (una modalità alternativa di estinzione del reato), i proprietari del terreno di destinazione dei rifiuti al centro del procedimento.
Dagli accertamenti della stazione forestale di Châtillon era emerso che Dujany era committente e direttore lavori dell’intervento. Terra e rocce da scavo, provenienti dal cantiere di un’immobile della sua famiglia in corso di ristrutturazione, sarebbero stati trasportati in un sito per il quale era stata presentata una segnalazione certificata di inizio attività per una bonifica agraria.
Per l’accusa, l’operazione non sarebbe stata quindi autorizzata. I fatti oggetto del processo risalgono al marzo 2023, con gli accertamenti partiti circa un anno dopo. L’attenzione degli inquirenti era nata dopo un controllo ad un impresario impegnato nel trasporto, diretto al sito di Chätillon, di terre e rocce da scavo non autorizzate.
Gestione di rifiuti non autorizzata, chiusa un’inchiesta: 7 indagati
5 maggio 2025, ore 18.01

Sono sette gli indagati in un’inchiesta, chiusa di recente dalla Procura di Aosta, riguardante un’ipotizzata gestione di rifiuti non autorizzata a Châtillon. Nell’impostazione accusatoria, del materiale da scavo (terre e rocce) sarebbe stato smaltito senza la prevista “dichiarazione di utilizzo” su un terreno per cui era avvenuto il deposito di una segnalazione certificata di inizio attività recante una bonifica agraria.
Tra i sette indagati vi è anche Camillo Dujany, di professione ingegnere e attualmente sindaco del Comune della media valle. La Procura gli contesta, in qualità di privato (e non di pubblico amministratore), uno smaltimento non autorizzato di circa 500 metri cubi di terre e rocce. Materiale proveniente da un intervento condotto su un immobile di parenti di Dujany.
Dagli accertamenti della stazione forestale di Châtillon è emerso che Dujany era committente e direttore dei lavori dell’intervento, mentre la scia relativa alla bonifica agraria sul terreno ove sarebbero avvenuti, secondo gli inquirenti, gli smaltimenti non autorizzati è stata curata da un suo collega di studio.
Gli altri indagati sono i due proprietari del terreno, due colleghi di studio dell’ingegnere Dujany e due impresari. La stima della Procura è che siano stati smaltiti, su quel fondo, tra i duemila e i tremila metri cubi di materiale senza autorizzazione. L’indagine, che ha visto anche una perquisizione e accertamenti su scambi di e-mail, è coordinata dal pm Giovanni Roteglia.
Con la chiusura dell’inchiesta, avvenuta nelle scorse settimane, gli indagati hanno a disposizione un periodo in cui gli è possibile presentare memorie difensive, chiedere al pm ulteriori atti d’inchiesta o farsi interrogare. Al riguardo, Camillo Dujany sottolinea trattarsi di una vicenda che lo “coinvolge come privato” e che, con il suo legale (l’avvocato Adriano Consol) “stiamo approfondendo gli atti d’indagine, valuteremo” eventuali istanze difensive.

2 risposte
Che un sindaco, nella sua sfera privata e sfruttando le sue competenze lavorative, aggiri le leggi non è proprio un bel biglietto da visita.
Capisco che ormai movimentare e depositare terra è considerato come trattare rifiuti… ma è terra, non siamo la terra dei fuochi!