Gestione del lupo, stop delle Regioni al decreto ministeriale

Lo schema di decreto definiva il tasso massimo di prelievi per non pregiudicare il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente della specie.
Lupo Arvier
Ambiente

Gli Assessori all’Agricoltura dicono “no” allo schema di decreto per la gestione del lupo che definiva il tasso massimo di prelievi per non pregiudicare il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente della specie. Il parere negativo è arrivato nell’ambito della Commissione Politiche agricole ed è motivato “dalle criticità evidenziate nel documento tecnico predisposto, nel quale vengono puntualmente richiamati gli elementi di preoccupazione in merito all’impostazione del provvedimento e alle possibili ricadute sui territori”.

Le Regioni chiedono, in particolare di esser coinvolte maggiormente nella determinazione delle soglie di prelievo, ma anche nell’adeguamento del piano, così come per il recepimento del “protocollo sperimentale” elaborato da Ispra. L’altra criticità segnalata dagli Assessori all’agricoltura è che il provvedimento non tiene conto delle specificità territoriali e delle ricadute concrete sulle attività agricole, zootecniche e sulla sicurezza delle comunità locali.

Nel corso della seduta è stato inoltre concordato l’invio di una specifica nota al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, al fine di richiedere un incontro istituzionale di approfondimento sul tema.

“È fondamentale un confronto costruttivo con il Ministero competente – ha dichiarato l’Assessora Speranza Girod – nella consapevolezza della necessità, ormai urgente, di coniugare la tutela della specie con la salvaguardia delle attività agricole e zootecniche, nonché della sicurezza e della sostenibilità delle comunità di montagna.”

Come spiegato dall’Assessora in Consiglio Valle nelle scorse settimane, alla Valle d’Aosta nel 2026 erano stati assegnati fino a 3 possibili prelievi di lupi, ma solo se accertata la presenza di esemplari confidenti o dannosi.

La Valle d’Aosta si dota di un protocollo per la gestione del lupo: possibile l’abbattimento in casi estremi

28 luglio 2025

In casi estremi, ovvero quando esiste un pericolo per la sicurezza pubblica e un’elevata probabilità di danno grave, la Regione potrà chiedere una deroga per catturare dal territorio e abbattere uno o più lupi. E’ quanto prevede il protocollo sperimentale per la gestione del lupo in Valle d’Aosta, approvato oggi dalla Giunta regionale.

Redatto dall’ufficio per la Fauna selvatica dell’Assessorato regionale, con l’aiuto di un tecnico esterno, l’atto è uno strumento operativo per affrontare situazioni di criticità legate alla presenza del lupo, “specie protetta tornata a popolare stabilmente il territorio valdostano dagli anni 2000”. Nel 2023, come ricordato dalla delibera, erano undici i branchi identificati nella nostra regione.

Il documento recepisce e adatta le linee guida elaborate a livello nazionale dal progetto europeo LIFE WolfAlps EU, e in particolare il “Protocollo operativo per la gestione degli individui confidenti di lupo” predisposto dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) nel dicembre 2024.

Il protocollo fornisce una procedura per valutare e, se necessario, intervenire su singoli esemplari considerati “confidenti” , cioè non più timorosi dell’uomo, o “urbani” , presenti abitualmente in ambito antropizzato. Situazioni, ricorda la delibera, già verificatesi in passato, in particolare ad Arvier e Valgrisenche, che avevano destato preoccupazione e proteste fra la popolazione.

L’atto individua quattro livelli crescenti di criticità, valutati sulla base di specifici comportamenti: livello 1 – presenza occasionale in aree antropizzate: il lupo viene avvistato una tantum, senza segni di familiarità con l’ambiente umano; livello 2 –presenza ricorrente: il lupo frequenta regolarmente aree urbane o turistiche, anche di giorno, senza mostrare paura; livello 3 – comportamento confidente: l’animale si avvicina deliberatamente a persone, si alimenta con rifiuti umani o tenta l’ingresso in edifici agricoli e livello 4 – comportamento aggressivo: lupo che manifesta atti di aggressione o insegue persone.

Ogni livello prevede un insieme graduato di interventi, che vanno dalla sensibilizzazione della popolazione e degli amministratori; alla dissuasione attiva con l’impiego di strumenti acustici o visivi (sirene, luci lampeggianti) o di proiettili in gomma o palle di vernice, sparati da personale autorizzato, per indurre nel lupo un’associazione negativa con l’uomo, fino al collocamento di radiocollari GPS per tracciare gli spostamenti del lupo e alla possibile cattura temporanea, con rilascio dopo accertamenti sanitari o comportamentali.

Il livello 4, per i casi estremi, prevede la rimozione dell’esemplare confidente dal territorio mediante abbattimento selettivo, previo nulla osta ministeriale.

La procedura si attiva con una relazione tecnica del Corpo forestale, supportata dagli uffici del Dipartimento risorse naturali. Ottenuto il parere positivo dell’Ispra, sarà la Presidenza della Regione ad autorizzare con decreto, in deroga alle norme di tutela vigenti, l’intervento sul singolo esemplare. L’eventuale cattura o abbattimento spetterà al Corpo forestale.

21 risposte

  1. Sicuramente il voto dei cacciatori vale molto di più di qualsiasi altra scelta di buon senso..

  2. … se il lupo non ha più nulla da mangiare, selvaggina, selvatici, chiamateli come volete perché è meglio lasciare le prede ai cacciatori umani (gli stessi che potrebbero andare direttamente in Iran a sparare… così… “per vedere l’effetto che fa!” (cit.))… dove vanno??? Al “fast food”! Perché sbattersi se si possono cibarsi di una capra o di una pecora quasi aggratiss??? XD
    Lo stato o la regione dovrebbero fornire agli allevatori CANI DA GUARDIANIA e aiutarli con il mantenimento (cibo, costi ecc…). Fine.

    1. Il fatto è che il lupo non fa distinzioni tra preda selvatica e bestiame allevato, per lui è tutto cibo. Se è facile da predare, meglio ancora. Non ragiona certo come certe anime verdi che darebbero la precedenza al cervo e poi si terrebbero di scorta la pecora belante.

  3. “prelievo” eh…
    quindi i boschi saranno come dei bancomat e i lupi come il contante,
    che vergogna 👎🏻

  4. Io farei il tiro a segno con certi umani più che hai lupi visto che siamo il primo problema nel mondo intero, ma ormai ci riteniamo talmente onnipotenti e così ignoranti da continuare a sbagliare…è la storia che si ripete.

  5. Ciò che mi stupisce non è tanto il contenuto ma l’efficienza e la velocità con la quale vengono fatti questi provvedimenti. Ci fosse la stessa efficienza nella sicurezza stradale qui in Valle salveremmo sicuramente delle vite ….umane e anche animali

  6. in effetti sono molto frequenti gli episodi in cui il lupo manifesta atti di aggressione o insegue persone

    1. Ad Arvier già qualche anno fa, i bambini non venivano più fatti uscire da scuola il pomeriggio perché una coppia di lupi confidenti scorrazzava in centro al paese in pieno giorno. Avrebbero dovuto lasciali uscire in modo che venissero aggrediti e sbranati, per avere la certezza di aggressioni?
      Il lupo è un predatore, e come tale aggredisce e sbrana. Se non ha più paura dell’uomo, a breve aggredirà le persone. A lei sta bene?

      1. Eh sì, infatti in Abruzzo tutti i giorni riferiscono di poveri umani mangiati dai feroci lupastri, tra un po’ i paesi del Parco saranno spopolati 😀

        1. Ma risposta è la tua? Riferisco fatti concreti di bambini che non possono uscire da scuola per la presenza di lupi in centro al paese e ti metti a straparlare di Abruzzo? Ma che cosa c’entra? Attieniti ai fatti, La Valle d’Aosta è piccola e molto antropizzata, molto più dell’Abruzzo, i lupi in dispersione diventano confidenti perché sennò muoiono di fame, si avvicinano troppo agli umani. Vogliamo davvero che succeda qualche aggressione o peggio per toglierci il salame dagli occhi? I lupi predano, e se sono confidenti possono sbranare un uomo o peggio un bambino, come qualunque altro canide.

        2. Forse certe battute te le dovresti tenere a casa tua e pensare non tanto alle aggressioni agli umani che sono finora sporadiche ma a tutti gli allevatori che perdono il bestiame e gli ovini e il loro profitto ottenuto faticosamente.
          Fra un po’ berremo solo latte in polvere e formaggi di plastica

          1. Per secoli in tutto il mondo i pastori hanno protetto le loro bestie con recinti, cani ben addestrati e sorveglianza, certo che se si vuole una natura morta intorno per allevare bovini e ovini senza pericolo…

      2. Gentilmente può riferire di un attacco del lupo all’uomo o a un bambino? Anche tutti i cani vengono allontanati nel suo paese?

          1. In Trentino la pensano come te? Hai presente il runner assassinato da un’orsa? Perché non vai a raccontarlo ai suoi famigliari?

      3. Esattamente, gli animali selvatici sono delle risorse per l’ ambiente e fauna. Ma purtroppo non lo capiscono.

  7. A quando riconoscere che siamo una Valle di miserabili? Cime bianche e adesso il lupo, passando per un’inerzia legislativa durata anni. Segnarsi i nomi e non votarli mai più.

  8. Complimenti, un inizio soft e poi… Vai col tiro al lupo cattivo. Mi vergogno di essere un umano.

    1. L’abbattimento selettivo è previsto, basta leggere l’articolo, come extrema ratio, nel caso di pericolo per l’uomo.
      E mi sembra pure sacrosanto.

      1. Ma di che parla , anche l’ altra che i bambini non possono uscire, perché vengono sbranati da i lupi 🤦🏻‍♀️. I lupi hanno paura degli umani e hanno ragione, e non sbranano x mangiare, come gli orsi,ma solo x difesa. Studiate invece di pensare alla favola di Cappuccetto rosso.

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