Ghiacciai del mondo in arretramento, nello studio anche Timorion e Rutor

Per il World Glacier Monitoring Service nel 2025 i ghiacciai terrestri hanno perso 408 miliardi di tonnellate di massa. Allo studio hanno partecipato anche Umberto Morra di Cella e Federico Grosso di ARPA Valle d’Aosta.
Il ghiacciaio di Timorion
Ambiente

Per il quarto anno consecutivo tutte le 19 regioni glaciali del pianeta hanno perso massa e i ghiacciai continuano ad arretrare. Dal Canada occidentale alle Alpi, dall’Islanda alle regioni polari, il 2025 conferma una tendenza ormai sempre più marcata.

Il dato emerge dall’articolo scientifico Global glacier mass change in 2025, pubblicato su Nature Reviews Earth & Environment e coordinato dal World Glacier Monitoring Service, che raccoglie e analizza i risultati dei monitoraggi condotti sui ghiacciai di tutto il mondo. Tra questi rientrano anche due ghiacciai valdostani: il Timorion, in Valsavarenche, e il Rutor, a La Thuile che sono al centro di un monitoraggio annuale da parte di Arpa Valle d’Aosta.

Secondo lo studio, “durante l’anno idrologico 2025, i ghiacciai terrestri hanno perso una massa netta di 408 ± 132 gigatonellate, corrispondente ad un incremento di 1,1 ± 0,4 mm di livello del mare equivalente

Il 2025 è stato il quarto anno consecutivo in cui tutte le 19 regioni glaciali monitorate in cui si registra un bilancio negativo. Un segnale che, secondo gli autori, conferma l’accelerazione della crisi dei ghiacciai: i tassi di perdita osservati nell’ultimo decennio, se messi in rapporto alla massa glaciale ancora presente, indicano che molti singoli ghiacciai potrebbero scomparire in tempi brevi e che intere regioni rischiano di perdere la loro copertura glaciale entro pochi decenni.

In controtendenza alcune sottoregioni come la Scandinavia settentrionale, dove l’accumulo invernale record ha compensato la forte fusione estiva, e alcune aree delle Ande cilene, con bilanci positivi per i ghiacciai Echaurren Norte e Mocho.

Il monitoraggio continuo dei ghiacciai, spiegano gli autori, resta fondamentale per misurare i cambiamenti in corso e stimare quelli futuri. Le osservazioni sul campo, integrate con i dati da telerilevamento, permettono infatti di valutare non solo l’evoluzione dei ghiacciai, ma anche gli impatti a valle: dalla disponibilità idrica agli ecosistemi, fino al contributo all’innalzamento del livello del mare.

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