Non ce l’ha fatta, malgrado i tentativi di rianimazione effettuati dai medici, Alexis Rassat, il 35enne francese, residente nell’area di Chamonix, estratto dalla valanga caduta ieri nel canale dei Vesses (sopra Courmayeur) e trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino. L’uomo, su cui erano state tentate tecniche di rianimazione e supporto extracorporea, è deceduto nella mattinata di oggi, lunedì 16 febbraio.
Il bilancio delle vittime sale così a tre. Ieri, erano morti altri due freerider trovati sotto la neve: il 29enne Quentin Philippe e il 31enne Hugo Neuville, anche loro della zona di Chamonix. Il distacco è avvenuto verso le 11. A segnalarlo, altri freerider che si trovavano nel canale che, dopo aver notato delle persone scendere, avevano sentito il “soffio” della valanga. Sul posto hanno lavorato i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e i militari della Guardia di finanza di Entrèves.
I freerider erano tutti dotati di Artva e sono rimasti sepolti, per almeno una quarantina di minuti, sotto circa un metro e mezzo di neve. Il distacco ha avuto proporzioni importanti.
Valanga in val Veny, una delle vittime è un 31enne di Chamonix
15 febbraio – Ore 18.34

E’ stata identificata una delle vittime della valanga che, nella tarda mattinata di oggi, domenica 15 febbraio, si è staccata nel canale dei Vesses, in val Veny (Courmayeur). E’ un 31enne di Chamonix, in Francia. L’assenza di documenti su di sé non ha, invece, ancora reso possibile dare un nome all’altra vittima.
Per il terzo freerider estratto dalla neve, in condizioni critiche (è rimasto sepolto per una 40ina di minuti), è scattato il trasferimento dal “Parini” al San Giovanni Bosco di Torino. Si tratta di un 35enne francese, in grave ipotermia e colpito da arresto cardiaco. I sanitari piemontesi stanno tentando la rianimazione in sala operatoria, mediante tecniche di supporto e riscaldamento extracorporee. Al lavoro ci sono le équipes dei cardiochirurghi, diretti dal dottor Matteo Attisani, e degli anestesisti rianimatori, guidata dal dottor Roberto Balagna.
Nel canale interessato dalla valanga, di dimensioni importanti, hanno operato i tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e i militari del Soccorso Alpino della Guardia di finanza di Entrèves. In prima battuta, anche all’apparecchio per la ricerca dei segnali di dispositivi Artva, sono riusciti a localizzare dapprima uno dei travolti.
Nelle fasi successive, sono stati individuati gli altri due sciatori. Gli accertamenti e le operazioni di riconoscimento delle vittime sono affidate al Sagf e alla Polizia di Stato. Nel pomeriggio di oggi, i finanzieri hanno raccolto anche la testimonianza di uno sciatore italiano che si trovava più a monte. Ha riferito di aver notato delle persone nel canalone e, poco dopo, di aver percepito il “soffio” della valanga, motivo per cui si è immediatamente fermato e ha dato l’allarme.
Complessivamente, sotto il coordinamento della Centrale unica del soccorso, sulla valanga sono intervenuti 15 soccorritori dei due corpi, con due medici e tre unità cinofile. Coinvolti, nelle operazioni, due elicotteri, due ambulanze del 118 ed è stato allestito, nell’hangar a Courmayeur, un posto medico avanzato per le azioni mediche in loco e per l’assistenza ad eventuali ulteriori persone coinvolte.
Nella val Veny, il bollettino valanghe segnalava per oggi rischio 3 (su 5) fino ai 2.400 metri e 4 sopra tale quota. E’ inoltre stata emessa, alle 11.53 di oggi, domenica 15 febbraio, un’allerta gialla, valevole su tutto il territorio regionale, per vento forte e valanghe.
