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Lo Camétran 2026: vince Entrèves con il “Nomadismo dell’hostellerie e della ristorazione”

Il carro poneva in maniera goliardica tema di forte attualità, quello della carenza di alloggi per i lavoratori stagionali impiegati in hotel e ristoranti.
Società

 

Risate, colori e riflessioni sociali ai piedi del Monte Bianco per l’edizione 2026 de Lo Camétran, il Carnevale di Courmayeur che nel pomeriggio di oggi, martedì 17 febbraio, ha richiamato residenti e turisti lungo le vie del centro.

Ad aprire il corteo sono stati i tradizionali Beuffon, icone del carnevale courmayeurien, accompagnati dalle note della banda musicale Courmayeur – La Salle. La festa era iniziata in piazza Abbé Henry con la distribuzione del minestrone di Carnevale, formaggi e salumi locali a cura della Proloco Comité de Courmayeur.

Il carro vincitore: una satira sul problema degli alloggi

A conquistare la giuria è stato il carro di Entrèves, intitolato “Nomadismo dell’hostellerie e della ristorazione”. Un tema di forte attualità, quello della carenza di alloggi per i lavoratori stagionali impiegati in hotel e ristoranti. Sul carro, dominato dalla ricostruzione simbolica di una struttura alberghiera cittadina, i dipendenti sono costretti a dormire in tenda o all’aperto. La provocazione si scioglie in una soluzione ironica e surreale: un maxi caravan da 100 posti letto, a sottolineare con leggerezza un problema reale e sentito dalla comunità.

Secondo posto a La Saxe: giovani artigiani contro la dipendenza da smartphone

Si è classificato secondo il carro di La Saxe, che ha portato in scena il tema della dipendenza da cellulare con lo slogan: “Et qui vive sait faire… mais… on est à la misère”. La rappresentazione racconta di giovani artigiani al lavoro in una ferramenta che, sedotti dal mondo digitale, abbandonano la manualità per trasformarsi in influencer dai nomi altisonanti. Il risultato? Un castello che cade a pezzi, perché nessuno è più capace di effettuare le necessarie manutenzioni. A salvare la situazione sono i nonni, con la loro cassetta degli attrezzi e il sapere degli antichi mestieri, simbolo di una tradizione che resiste.

Terzo posto a Courmayeur: sport e ironia in alta quota

Terzo gradino del podio per il carro di Courmayeur, “Courmapiadi, dilettanti ad alta quota”. Sotto i cinque cerchi, discipline sportive celebri si trasformano in gare improbabili e goliardiche, nello spirito del Carnevale. Tra fiamma olimpica e atleti “particolari”, il tema dell’attualità sportiva viene reinterpretato con ironia. La sfilata si è conclusa sulle note dell’Inno di Mameli, più volte ascoltato in queste settimane di Giochi olimpici 2026.

Dolonne: il Carnevale visto dai bambini

A chiudere la classifica – che classifica non è – il carro di Dolonne, “Un mondo a colori”. Protagonisti i bambini, con i loro costumi vivaci e un messaggio semplice ma potente: il Carnevale è il loro momento, un invito a staccare dalla routine, a ritrovare la comunità e la gioia di stare insieme, lontani da tablet e cellulari.

La giornata si è conclusa al Jardin de l’Ange con animazione per i più piccoli, baby dance e giochi di gruppo, seguiti da una merenda con bugie e tè caldo per tutti i partecipanti. Un finale dolce per una festa che, ancora una volta, ha saputo unire tradizione, satira e senso di comunità.

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