Si è costituito ufficialmente il Comitato “Valle d’Aosta per il SÌ“, iniziativa nata – si legge in una nota – per sostenere la riforma costituzionale della giustizia e promuovere una corretta informazione in vista del prossimo appuntamento referendario del 22 e 23 marzo.
Si tratta del quinto a favore del “sì” alla riforma del governo Meloni, dopo il Comitato per il Sì, il Comitato Sì Riforma, il Comitato dei cittadini indipendenti per il Sì al Referendum costituzionale
ed il Comitato Democrazia Viva.
Il Comitato “Valle d’Aosta per il SÌ” vede alla presidenza l’avvocato Corrado Bellora, affiancato da un direttivo di alto profilo tecnico e accademico composto dai legali Alberto Jorioz e Nicoletta Spelgatti, e dal professor Alessandro Stanchi, docente di Scienze economiche e politiche all’Università della Valle d’Aosta.
L’obiettivo primario del Comitato – si legge ancora – è quello di “ristabilire la verità tecnica della riforma, contrastando le narrazioni distorte diffuse negli ultimi mesi”. Il presidente Bellora dice: “Dobbiamo fare chiarezza di fronte a vere e proprie falsità. Si è detto che la magistratura verrebbe sottoposta al controllo della politica, ma la realtà è l’esatto contrario: questa riforma punta a escludere la politica dalla magistratura, abbattendo finalmente il potere delle correnti interne”.
Sul sorteggio dei componenti del Csm, il Comitato spiega che “il passaggio dal criterio della spartizione politica al sorteggio è la chiave per l’indipendenza”. “Con il sorteggio, eliminiamo il controllo della politica sul Csm – sempre Bellora – La qualità resta altissima: il sorteggio avviene tra magistrati, soggetti già qualificati a decidere della libertà e dei beni dei cittadini. Se sono idonei a giudicare noi, lo sono certamente anche per decidere sulle carriere dei colleghi. La Giustizia torna finalmente a essere una ‘dea bendata‘: la scelta dei componenti diventa casuale e libera da ogni condizionamento”.
Altro pilastro è la creazione di due Csm distinti, uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri. Una modifica che il Comitato definisce come una garanzia essenziale per l’imparzialità. “Se un giudice deve decidere su una richiesta di arresto sapendo che la sua carriera dipende da un organo di cui fa parte la corrente del pm che ha avanzato quella richiesta, la sua serenità è compromessa,” sottolinea ancora Bellora –. Con due organi separati, il cittadino ha la certezza che sulla sua libertà deciderà un giudice non condizionabile da fattori esterni al processo”.
Non solo, il Comitato Valle d’Aosta per il SÌ ribadisce che “non si tratta di un attacco all’ordine giudiziario, ma di un atto di tutela per la società civile”. Chiude Bellora: “Questa riforma è una straordinaria conquista di civiltà. Votare SÌ significa garantire che la libertà personale sia limitata solo in caso di reale necessità. Non è una riforma contro la magistratura, è una riforma a favore dei cittadini”.
