Il Consiglio regionale ha approvato ieri – mercoledì 10 giugno –, il rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2025. Venti i voti a favore (Union Valdôtaine, Centro autonomista, Forza Italia) e 15 astensioni (Fratelli d’Italia, Lega, Pd-Fp, Avs, La Renaissance, Autonomisti di centro),
Il disegno di legge, depositato dalla Giunta regionale lo scorso 30 aprile, presenta un risultato di amministrazione – al 31 dicembre 2025 – pari a 461 milioni 850 mila euro che, al netto delle quote vincolate e accantonate per legge, porta ad un avanzo disponibile di 268 milioni che sarà destinato, con una legge di assestamento successiva, per spese di investimento.
Le critiche delle opposizioni

Come detto, contrarie le opposizioni. Per il Vicecapogruppo di Avs Eugenio Torrione, infatti “il rendiconto dimostra la solidità finanziaria della Regione, ma anche la difficoltà nel trasformare le risorse in investimenti concreti – ha spiegato –. Molte spese programmate vengono rinviate tramite il Fondo pluriennale vincolato: ciò significa opere finanziate ma non realizzate entro l’anno, una criticità già segnalata anche dalla Corte dei Conti nella passata relazione. Il mio auspicio è che il prossimo assestamento di bilancio che deriva dall’avanzo di bilancio 2025 di 268 milioni sia frutto di un confronto costruttivo tra tutti i consiglieri e non la solita pappa pronta, individuando insieme le priorità. Noi proponiamo di investire nel tema della casa, nella concreta attuazione della riforma della disabilità, nella sanità territoriale, nel contrasto alla povertà, nella transizione energetica e nel fotovoltaico”.
“L’accumulo eccessivo di risorse sul Fondo pluriennale vincolato è un problema ciclico, sintomo di qualcosa che non funziona: per le strutture regionali, già in affanno per la carenza di personale, è tecnicamente impossibile investire 273 milioni di euro in tre mesi – ha detto Marco Carrel, Autonomisti di centro –. Per rendere la macchina amministrativa più fluida e utilizzare al meglio le risorse serve una maggiore programmazione. Questo è il messaggio che avevamo già rivolto all’Assessore nella discussione del bilancio regionale. L’incapacità di ridurre l’avanzo di amministrazione ci preoccupa, perché all’esterno rischiamo di apparire come una regione ricca, quando in realtà abbiamo numerosi investimenti avviati o in partenza ma non conclusi. È un messaggio pericoloso. Servono idee e linee di investimento chiare, perché dobbiamo capire quali siano le priorità di questa legislatura”.
Jean-Pierre Guichardaz (Pd-Federalisti Progressisti) ha spiegato le ragioni dell’astensione del suo gruppo. Presto dette, difficile votare un rendiconto che si riferisce alla Giunta precedente, con il Pd in maggioranza: “Su questo provvedimento non voteremo contro, perché sarebbe difficile sostenere che il rendiconto descriva una situazione negativa, ma non voteremo nemmeno a favore, perché il 2025 è stato un anno particolare, segnato da una discontinuità politica intervenuta soltanto negli ultimi mesi dell’esercizio”.
“Si tratta quindi di un rendiconto che appartiene in larga misura a una stagione amministrativa e politica della quale abbiamo fatto parte e che abbiamo contribuito a costruire, ma che non abbiamo accompagnato fino alla sua conclusione – ha aggiunto –. Come ha riconosciuto lo stesso Assessore Baccega, la solidità finanziaria descritta nel rendiconto non nasce negli ultimi due mesi dell’anno, ma è il risultato di scelte politiche e amministrative portate avanti negli anni precedenti da una maggioranza che troppo spesso è stata descritta come immobile. Non lo diciamo per rivendicare meriti, ma per una questione di coerenza. La domanda resta quindi aperta: dov’è il vero elemento di discontinuità? Qual è il cambio di paradigma annunciato? Per ora, leggendo questo rendiconto e ascoltando le parole dell’Assessore, vediamo soprattutto la conferma di una strada già tracciata”.
Le repliche della Giunta

Tirato in ballo, l’assessore al Bilancio Mauro Baccega ha detto: “I conti sono in ordine, con una forte performance di bilancio e di liquidità, con una elevata capacità di investimento: un risultato riconosciuto dai giudizi di affermate agenzie di rating come Fitch e Moody’s. La dimensione conseguita dal bilancio 2025 è la più alta di sempre, con 1.772 milioni di euro di entrate accertate nell’anno, un avanzo disponibile strategico di 268 milioni di euro che rappresenta un polmone fondamentale per gli investimenti, che saranno orientati non solo al mantenimento dell’esistente ma allo sviluppo del territorio: un circuito virtuoso che testimonia che quando l’economia locale gira e le entrate proprie crescono buona parte di quella ricchezza rimane sul territorio”.
Poi, qualche numero: “Importante anche come la spesa corrente sia scesa al 75,69 per cento rispetto al 79,78 per cento del 2024, mentre la spesa per investimenti è salita del 18,94 per cento rispetto al 2024. Riguardo al fondo pluriennale vincolato, preciso che questo rappresenta le spese impegnate già finanziate con entrate, ma che al termine dell’esercizio non risultano esigibili e vengono così rinviate ai bilanci successivi, con contestuale spostamento delle entrate: si tratta di risorse che la Regione ha messo a disposizione per realizzare delle opere che fanno lavorare le imprese e fanno crescere la collettività valdostana. Dal punto di vista politico, si parte quindi da un risultato di buona efficienza e solidità, con l’obiettivo di migliorare e incrementare gli interventi sui vari Programmi, far crescere secondo una visione sempre più innovativa e moderna, senza dimenticare i percorsi virtuosi del passato. Ed è quello che faremo rinforzando il bilancio 2026 con interventi significativi su tanti temi: dal territorio alla sanità, alle opere pubbliche, all’agricoltura, allo sport, ai trasporti e con un sostegno importante all’edilizia in termini di mutui e di edilizia residenziale pubblica. Non si mira a tenere in piedi l’ordinario e questa nuova maggioranza dimostrerà con i prossimi atti che non è così”.
“Il rendiconto certifica uno stato di salute finanziaria positivo dell’Amministrazione regionale e una buona programmazione – ha spiegato invece il presidente della Regione Renzo Testolin –. Per quanto riguarda il Fondo pluriennale vincolato, abbiamo a che fare con norme che ci impongono di impegnare le risorse per la realizzazione di un’opera già prima dell’avvio del progetto. È un meccanismo, dal punto di vista tecnico, penalizzante per l’utilizzo delle risorse pubbliche, che incide in maniera pesante sulla capacità di spesa, perché obbliga a vincolare cifre importanti per lunghi periodi. Questo bilancio arriva da lontano e si consolida, e deve essere un vanto non solo per questa maggioranza ma per tutta l’Aula: una garanzia per poter operare bene in futuro, consapevoli del bisogno sempre maggiore di risorse, anche in parte corrente, per rispondere in modo adeguato alle esigenze del territorio”.
Bocciati due ordini del giorno

Sul rendiconto 2025 sono stati depositati in Aula due ordini del giorno, entrambi respinti.
Il primo, respinto con sei voti contrari, 14 astensioni e 15 favorevoli espressi con voto segreto, è stato depositato dai gruppi di minoranza (FdI, Lega VdA, Pd-Fp, Avs, Renaissance, AdC) e chiedeva la costituzione di una Commissione consiliare speciale con l’incarico di procedere all’analisi della situazione della Casinò de la Vallée spa a supporto delle determinazioni in merito alle criticità emerse nell’ambito del procedimento penale e del decreto di amministrazione giudiziaria, all’adeguatezza del sistema di governance, controllo interno e prevenzione dei reati, alle garanzie occupazionali per i dipendenti e al futuro assetto gestionale.
Il secondo, respinto con 31 voti di astensione (UV, CA, FI, FdI, Lega VdA, Avs, Renaissance) e quattro a favore (Pd-Fp, AdC), è stato presentato dal gruppo dem Guichardaz. L’ordine del giorno sollecitava un audit esterno e indipendente sul sistema di organizzazione e gestione e sulle procedure antiriciclaggio adottate da Casinò, con finalità esclusivamente organizzative e senza interferenza con le indagini penali in corso. Inoltre, l’atto chiedeva la convocazione dei soci della Casa da gioco per deliberare il passaggio dalla governance con amministratore unico ad un Consiglio di amministrazione composto da tre membri, come previsto dallo Statuto e dalla legge istitutiva della Casa da gioco, di cui almeno uno designato su indicazione delle minoranze consiliari, con mandato esplicito di cooperare con gli amministratori giudiziari.
Ma, con l’amministrazione giudiziaria e un’azione penale con tempistiche definite in corso, la maggioranza ha deciso di non istituire una Commissione speciale, né adottare altre iniziative.
