Per la Lidl Italia è stata raggiunta l’ipotesi di accordo integrativo aziendale. Soddisfatte Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs Uil che parlano di “risultato acquisito con la determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Lidl Italia, una delle catene principali di supermercati discount nel nostro Paese con oltre 780 punti vendita e più di 23.00 dipendenti, che hanno sostenuto la vertenza con diverse iniziative di sciopero”.
Anche in Valle d’Aosta, come dicono ancora i sindacati: “Per l’adesione alla mobilitazione massiccia dei lavoratori, l’azienda di Saint Christophe, in alcune occasioni, è stata chiusa al pubblico”.
L’ipotesi d’accordo sarà ora sottoposta all’approvazione dei lavoratori entro il 19 marzo 2026 e, in caso di esito positivo, avrà efficacia – retroattiva – dal 1° marzo. “Con tale accordo si apre una nuova fase di relazioni industriali che dovrà verificare l’attuazione degli impegni assunti, relativi al salario, al welfare ed all’organizzazione del lavoro”, spiegano ancora le parti sociali.
Proprio nell’ipotesi di contratto integrativo aziendale, su quest’ultimo punto “viene stabilito un sistema di confronto a livello territoriale per la verifica della corretta applicazione delle norme sull’organizzazione del lavoro”. Invece, “l’innalzamento del part-time a 25 ore settimanali andrà ad attenuare il fenomeno esistente in generale del part-time involontario che colpisce soprattutto le donne”.
Non solo: “Sul piano economico viene istituito un premio fisso di 650 euro, di cui 500 in buoni spesa e 150,0 in busta paga”. Il welfare aziendale, invece, “viene implementato – chiudono i sindacati –, i diritti relativi alla genitorialità, ai congedi all’assistenza, uniformando i diritti per tutti”.
