Per certi versi, si direbbe che è inevitabile. Ad essere più formali, invece, il dato è fisiologico. Il numero dei ricorsi al Tar in Valle d’Aosta nel 2025 è aumentato rispetto al numero degli scorsi anni.
A sottolinearlo, la presidente Giuseppina Adamo durante la sua relazione che inaugura l’anno giudiziario 2026 del Tribunale amministrativo regionale: “Nel 2025 sono pervenuti a questo Tar 63 ricorsi, in controtendenza rispetto al calo registrato negli ultimi anni. Infatti, i nuovi ricorsi nel 2023 e nel 2024 ammontavano a 45”.
Il perché è presto detto: “Il dato più recente si spiega anche per l’effettuazione delle elezioni regionali e comunali che ha dato luogo a otto contenziosi, quattro relativi alle esclusioni di lista e quattro alle operazioni elettorali, tutti definiti rispettivamente nel mese di settembre 2025 e di gennaio 2026”.
Con un “però”, che la Presidente sottolinea: “La loro misura, del tutto fisiologica considerate le amministrazioni coinvolte, non può certo essere reputata un indice di forte litigiosità, ma al più testimonia la partecipazione dei cittadini valdostani alla vita di comunità”.
Le sentenze elettorali
Riguardo le sentenze elettorali la presidente Adamo spiega come “pur nella celerità del rito, hanno affrontato in modo approfondito ed equilibrato le controversie. Si tratta di un contenzioso che, incentrato su casi concreti assai vari e a volte eccentrici, difficilmente suscettibile di essere convertito in massime giurisprudenziali, è connotato da un forte tasso di formalità, necessario per soddisfare le esigenze di certezza congiunte con quelle di estrema speditezza” ma che – aggiunge – “allo stesso tempo deve ispirarsi al principio del favor participationis, per il quale non possono comportare l’annullamento delle operazioni le mere irregolarità, ossia quei vizi da cui non derivi alcun pregiudizio per le garanzie o compressione della libera espressione del voto”.
Aumentano ancora i numeri dei ricorsi nell’edilizia

“Il numero e la percentuale dei ricorsi in materia edilizia, del resto storicamente uno dei settori principali del contenzioso, sono ancora aumentati attestandosi al 30 per cento, contro il 24,4 dell’anno precedente – ha aggiunto Adamo –. È un livello notevolmente superiore al dato medio nazionale del 9 per cento”.
Anche qui, le cause sono individuate con chiarezza, ovvero “per un complesso di ragioni dal quale emergono le caratteristiche fisiche del territorio congiunte alla vocazione turistica della Valle d’Aosta”, spiega ancora la presidente del Tar. Inevitabile, quindi. O fisiologico.
Pochi cambiamenti ma aumentano i ricorsi sugli appalti
Anche gli altri settori hanno subito qualche scostamento: “Ad esempio – spiega sempre Adamo –, i ricorsi proposti da militari e forze di polizia e da dipendenti pubblici, attinenti a riconoscimenti economici, trasferimenti o sanzioni disciplinari, così come quelli in materia di sicurezza pubblica”. Anche se “la modestia dei numeri non rendono queste oscillazioni statisticamente rilevanti”.
A proposito di numeri esigui, è facile dire che i ricorsi sugli appalti sono più che raddoppiati. Numeri alla mano è vero, essendo passati dai due soli del 2024 ai cinque del 2025.
Dei ricorsi pervenuti, esattamente come per l’anno precedente, 20 prevedevano richieste cautelari.
I ricorsi del 2025

Nel corso del 2025 sono stati chiusi 52 contenziosi. Di questi, 47 hanno avuto sentenza, quattro sentenza immediata e un è finito con un decreto decisorio. Il Tar, lo scorso anno, ha anche emesso sei decreti e 10 ordinanze cautelari.
“I tempi medi di definizione sono inferiori all’anno – ha aggiunto Adamo –. Nei pochi casi cui si è superato questo limite o era stata accolta l’istanza motivata di rinvio delle parti o era stata disposta la cancellazione dal ruolo seguita a distanza di tempo da una nuova istanza di discussione della causa”.
Dei ricorsi definiti nel 2025, 17 si sono conclusi con una sentenza di accoglimento, 25 sono stati respinti. Il resto – si legge nella relazione – ha avuto esiti multipli o in rito.
Tra questi, “uno è stato di cessazione della materia del contendere, che implica il riconoscimento da parte dell’amministrazione delle ragioni del ricorrente – aggiunge la Presidente –, e sette d’improcedibilità, indicativa, nella maggior parte dei casi, del conseguimento stragiudiziale di un risultato utile in pendenza del ricorso, con cui frattanto si era impedito il consolidamento di un atto sfavorevole”.
Gli esiti delle 20 domande cautelari di cui sopra, hanno visto due accoglimenti, sette reiezioni (ovvero respingimenti), una fissazione dell’udienza pubblica. Il resto è rappresentato da prese d’atto della rinuncia all’istanza. In questo preciso momento, invece, risultano appellate tre delle 51 sentenze emesse.
Nello scorso anno, inoltre, sono stati decisi dal Consiglio di Stato 12 appelli su sentenze emesse dal Tribunale della Valle d’Aosta. Nel secondo grado della giustizia amministrativa, di questi 12 appelli ne sono stati accolti tre.
Un “ridimensionamento” del primo grado?

Una certa qual idea che il Tar sia sottovalutato c’è. La presidente Adamo non lo nasconde affatto: “Dei successi e dei risultati conseguiti dalla Giustizia amministrativa a cui mi lega forte senso di appartenenza sono molto orgogliosa – ha detto –. Ciò non cancella il disagio nel constatare che è in atto un certo ridimensionamento del ruolo del primo grado”.
Infatti, “i tribunali amministrativi hanno svolto sin dagli albori, nel 1974, quella funzione che era stata loro affidata in sede costituente, cioè quella di farsi strumento propulsivo della democrazia nel nostro Paese grazie anche alla capacità, in quanto tribunali territoriali, di intercettare sul nascere fenomeni ed esigenze che dovrebbero essere oggetto di attenzione nel loro complesso da parte delle istituzioni”.
Forze, però, qualcosa è cambiato: “La spinta propulsiva esercitata da questi organi giurisdizionali mi sembra oggi sottovalutata e frenata in nome di una visione più centralistica, se non verticistica, e contemporaneamente più produttivistica della giustizia amministrativa che induce anche orizzontalmente ad un certo conformismo”.
“È un tema che meriterebbe un’attenta riflessione, perché la funzione del giudice di primo grado non può essere ridotta ad una fase meramente interlocutoria del processo amministrativo – chiude la Presidente del Tar valdostano –. Al contrario, i tribunali amministrativi regionali rappresentano il presidio territoriale della giustizia amministrativa e costituiscono il primo punto di contatto tra cittadini e pubblica amministrazione. Proprio per questo motivo, la loro funzione dovrebbe essere valorizzata e rafforzata, anche alla luce delle profonde trasformazioni che interessano l’azione amministrativa e le esigenze di tutela dei diritti e degli interessi legittimi”.
