L’Ambulatorio per i Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione dell’Azienda Usl, coordinato dalla dottoressa Lorella Champrétavy, “ha potenziato i percorsi di cura per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie”.
A comunicarlo è la stessa Azienda sanitaria che spiega come negli ultimi anni il servizio, inserito all’interno del Centro di Salute Mentale, sia stato “oggetto di un’importante riorganizzazione, resa necessaria per far fronte all’evoluzione dei disturbi alimentari e alle caratteristiche di un’utenza sempre più giovane e con bisogni assistenziali complessi. L’obiettivo è stato quello di migliorare l’efficacia dei trattamenti e ampliare le modalità della presa in carico, garantendo interventi sempre più personalizzati”.
La dottoressa Champrétavy dice: “Stiamo lavorando da tempo per rendere il servizio sempre più flessibile e capace di adattarsi ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiedono interventi tempestivi e percorsi di cura integrati. Il potenziamento dei ricoveri specialistici, la sperimentazione del Day Hospital e le nuove modalità di supporto dopo il ricovero ci permettono oggi di offrire trattamenti più intensivi quando necessario, mantenendo però i pazienti il più possibile nel proprio contesto familiare e sociale. Un risultato importante è stato quello di riuscire a evitare invii fuori regione, garantendo alle persone cure specialistiche qualificate vicino a casa”.
Uno degli aspetti centrali della riorganizzazione – spiega l’Usl – riguarda il rafforzamento del lavoro con le famiglie. Per questo, a livello ambulatoriale sono stati potenziati gli spazi dedicati alla terapia per i genitori che vengono sempre coinvolti nei percorsi di cura. “Il supporto familiare rappresenta infatti una componente fondamentale nel trattamento dei disturbi alimentari, soprattutto quando coinvolgono adolescenti e giovani”, dice ancora l’Azienda.
Tra le novità, il potenziamento dei ricoveri riabilitativi specialistici gestiti dall’équipe DNA nei reparti di Pediatria e Psichiatria. Si tratta di ricoveri mirati, pensati per i casi in cui il trattamento ambulatoriale non sia sufficiente e si renda necessario un intervento più intensivo.
“Il rafforzamento di questi percorsi ha prodotto un risultato importante – dice ancora l’Azienda –: è stato possibile azzerare il ricorso a invii esterni in strutture residenziali fuori regione, evitando così alle famiglie trasferte lunghe e difficili e ai pazienti periodi prolungati di degenza lontano da casa. L’obiettivo è quello di garantire cure specialistiche direttamente sul territorio mantenendo il più possibile la rete relazionale e familiare che rappresenta una risorsa fondamentale nel percorso di recupero”.
Negli ultimi anni, inoltre, sono stati sperimentati anche dei percorsi in regime di Day Hospital al Dh della Psichiatria. C’è però anche un’altra innovazione: la sperimentazione di nuove modalità di supporto nel periodo successivo al ricovero. “Una fase particolarmente delicata del percorso terapeutico – dice sempre l’Usl –. Nel corso dell’anno sono state avviate forme di assistenza domiciliare e un servizio di supporto telefonico, pensati per offrire un accompagnamento flessibile ai pazienti e ai loro familiari anche al di fuori degli incontri ambulatoriali”.
Strumenti che “permettono all’équipe di mantenere un contatto più stretto con le famiglie, intervenendo precocemente in caso di difficoltà e sostenendo la continuità del percorso di cura”, si legge ancora nella nota aziendale.
Qualche dato
Per quanto riguarda l’andamento dell’attività, il numero complessivo dei pazienti seguiti dal Centro si mantiene tendenzialmente stabile, attestandosi intorno al centinaio di persone in carico ogni anno. Dopo il picco registrato nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, negli ultimi due anni la situazione si è stabilizzata.
Nel 2025 sono stati seguiti complessivamente 117 pazienti. Di questi, 101 sono attualmente in carico nell’Ambulatorio. Il numero dei nuovi percorsi di cura avviati si mantiene costante: 39 nel 2024 e 40 nel 2025. Nei primi due mesi del 2026 sono già state valutate 16 persone, di cui 11 hanno iniziato un trattamento.
Per quanto riguarda la tipologia di disturbo, il 32,5 per cento dei pazienti nel 2025 presentava una diagnosi di anoressia nervosa, il 17,9 per cento di bulimia nervosa, mentre il 20,5 per cento dei pazienti aveva una diagnosi di disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder).
“Il 25,6 per cento degli utenti presentava un quadro di disturbo alimentare sottosoglia – sottolinea ancora Champrétavy –. L’Ambulatorio Dna garantisce la presa in carico anche di questa tipologia di utenza in quanto, in un’ottica di prevenzione, risulta fondamentale fornire una risposta terapeutica tempestiva e adeguata anche ai casi che non soddisfano completamente i criteri per una diagnosi più specifica al fine di prevenire una possibile evoluzione verso quadri clinici più gravi e conclamati”.
Numeri stabili, ma si abbassa l’età di esordio dei disturbi
Tra gli aspetti che emergono anche dai dati 2025 con maggiore evidenza si nota invece l’abbassamento progressivo dell’età di esordio dei disturbi, “fenomeno osservato a livello nazionale e confermato anche a livello locale”, dice l’Usl. Infatti, l’anno scorso il 28,2 per cento dei nuovi utenti aveva meno di 18 anni e il 12,8 per cento meno di 14. Complessivamente, 51 dei 117 pazienti seguiti nel 2025 avevano un’età pari o inferiore ai 21 anni, pari al 43,5 per cento dell’utenza totale.
Qualche informazione utile
Il Centro i trova al piano -1 di via Guido Rey, 1, ad Aosta. Si può contattare direttamente la segreteria tutti i giorni, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 16 chiamando il numero 0165 54 46 92 per ricevere informazioni o per prenotare una prima visita (prenotabile anche tramite Cup) o, ancora, scrivendo una email all’indirizzo centro.dca@ausl.vda.it. Il percorso di cura prevede progetti individualizzati condivisi dall’équipe e dal paziente, e possono prevedere psicoterapia individuale e, o, familiare, visite psichiatriche, riabilitazione nutrizionale dietistica e consulenze mediche. Al Centro Dca lavora un’équipe multidisciplinare di professionisti con esperienza e formazione specifica nel trattamento dei disturbi alimentari, formata da quattro psicologi psicoterapeuti, un medico psichiatra e due dietisti.
