Nasce “Ti metto in CC”, il nuovo progetto di comunicazione per avvicinare il Consiglio comunale di Aosta

Il progetto di comunicazione è promosso dalla Presidenza dell'Assemblea cittadina per "per aprire simbolicamente le porte del Consiglio e favorire una relazione più trasparente e partecipata con la comunità".
L'aula del Consiglio comunale di Aosta
Comuni

Rendere il Consiglio comunale di Aosta più vicino, accessibile e comprensibile. È questo l’obiettivo dell’iniziativa Ti metto in CC, il nuovo progetto di comunicazione promosso dalla Presidenza dell’Assemblea cittadina.

Ti metto in CC – dove “CC” richiama sia il Consiglio comunale sia lacopia conoscenza” – nasce per offrire a cittadine e cittadini uno strumento semplice e diretto per conoscere meglio il funzionamento dell’istituzione e le persone che la compongono – si legge in una nota. Un modo per aprire simbolicamente le porte del Consiglio e favorire una relazione più trasparente e partecipata con la comunità.

Il primo numero del documento, autoprodotto dalla Presidenza del Consiglio comunale, è dedicato alla presentazione dei consiglieri e delle consigliere, con biografie e contatti, per facilitare un primo livello di conoscenza e dialogo diretto.

La copertina del progetto nasce invece da un esercizio di scrittura collettiva che ha coinvolto i membri dell’Assemblea, ispirato all’idea della “porta della città” come spazio di incontro, passaggio e apertura. “Un testo corale che restituisce l’immagine di una città viva, plurale e in continua evoluzione” si legga ancora.

A partire dai prossimi numeri, il progetto vuole ampliare questo percorso, coinvolgendo in particolare le nuove generazioni nella realizzazione delle copertine, per aprire ulteriormente lo sguardo e costruire nuove forme di partecipazione e racconto della città.

“Con Ti metto in CC vogliamo fare un passo in più verso una istituzione più aperta e comprensibile – spiega il presidente dell’Assemblea Samuele Tedesco –. Il Consiglio comunale è il luogo del confronto democratico, ma spesso può apparire distante. Questo progetto nasce per ridurre quella distanza, per far conoscere meglio chi rappresenta la comunità e per invitare tutte e tutti a sentirsi parte dei processi decisionali”.

“La scelta del nome non è casuale – aggiunge Tedesco –. Mettere in CC significa includere, rendere partecipi. Vogliamo che ogni cittadino possa sentirsi coinvolto, informato e, quando lo desidera, attivo. Anche la copertina racconta questo spirito poiché è il risultato di un lavoro collettivo, un intreccio di parole che parte dall’idea di porta: una soglia che non separa, ma unisce. E dalle prossime edizioni vogliamo che questa porta sia attraversata sempre di più dalle nuove generazioni, perché una città si costruisce insieme, a partire dall’ascolto e dalla relazione”.

Ti metto in CC sarà uno strumento in evoluzione – chiude la nota da piazza Chanoux –, pensato per accompagnare nel tempo l’attività del Consiglio comunale e rafforzare il dialogo tra istituzioni e cittadinanza”.

Il primo numero di Ti metto in CC è sfogliabile qui.

Una risposta

  1. Avrei preferito che non si alzassero lo stipendio del 20% a questo ennesimo progetto di dubbia utilità.

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