L’adesione allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori della Società di servizi dello scorso 21 aprile ha avuto una “elevatissima adesione”.
A dirlo, in una nota, i segretari regionali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Savt. Le organizzazioni sindacali, infatti, comunicano che “l’adesione allo sciopero è stata del 69,71 per cento”, e la partecipazione “fortemente rappresentativa del disagio delle lavoratrici e dei lavoratori e dell’esigenza di dare riscontro alle loro rivendicazioni”.
Ora, i sindacati spiegano che “proseguiranno con ogni forma di mobilitazione concessa per tutelare i diritti e le giuste condizioni di lavoro”. Questo perché – si legge ancora – “garantire dignità e diritti alle lavoratrici e ai lavoratori rappresenta la garanzia dei servizi erogati alla popolazione”.
I lavoratori dei servizi socio-assistenziali della Società di servizi sono scesi in piazza
21 aprile 2026
I lavoratori della Società di servizi di tutti i servizi socio sanitari assistenziali – assistenti sociali, educatrici ed educatori professionisti, Oss – e del sostegno alle persone disabili nelle scuole (quindi operatrici ed operatori di sostegno), sono in sciopero. Sono scesi in tanti, in piazza Deffeyes nella mattinata di oggi – martedì 21 aprile – a fianco di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt.
Diverse le rivendicazioni che i sindacati hanno messo nero su bianco, come “la totale assenza di un meccanismo di riconoscimento della carriera e dell’anzianità per tutti”, ma anche “l’obbligo di usufruizione delle ferie esclusivamente nei periodi di chiusura degli istituti scolastici ed il mancato riconoscimento del tempo lavoro e del rimborso chilometrico tra un istituto e l’altro per operatrici e operatori di sostegni”.
“Protestiamo per ribadire i nostri diritti ed il nostro ruolo che vogliamo venga riconosciuto a livello regionale– ci dice al nostro microfono Sylvie Chanoine, operatrice di sostegno della Società di servizi –. Sicuramente mancano gli scatti di anzianità e vederci riconosciute le trasferte. Già non veniamo pagati d’estate e lo sopportiamo, ma chiediamo che almeno i diritti fondamentali vengano riconosciuti”.
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Lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi dei servizi socio sanitari assistenziali
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Lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi dei servizi socio sanitari assistenziali
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Lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi dei servizi socio sanitari assistenziali
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Lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi dei servizi socio sanitari assistenziali
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Lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi dei servizi socio sanitari assistenziali
Le fa eco un collega, Maurizio Nocerino: “Da diversi anni non veniamo ascoltati, partendo banalmente dal discorso degli scatti di anzianità che non ci vengono riconosciuti, aggiungendo il fatto che non possiamo prendere ferie durante l’anno scolastico e che quando ci spostiamo sul territorio per andare da un’istituzione scolastica all’altra non ci viene riconosciuto niente. Poi, noi abbiamo sempre il problema che d’estate non percepiamo lo stipendio ma essendo assunti non possiamo neanche ricorrere alla disoccupazione”.
Non solo: “Non capiamo perché, visto che la Regione Valle d’Aosta ha agli operatori di sostegno nelle scuole, questi non possano essere distaccati in tutti i servizi sul territorio, dai soggiorni nei centri estivi dove, comunque, i nostri utenti passati aderiscono. E noi saremo comunque personale formato dalla Regione proprio per questo”.
Proclamato lo sciopero per i lavoratori dei servizi socio-assistenziali della Società di servizi
10 aprile 2026

Prima lo stato di agitazione, ora lo sciopero. Dopo aver ricevuto mandato dal personale, durante le assemblee del 9 ed 11 marzo scorsi, infatti, i sindacati proclamano lo sciopero dei lavoratori della Società di Servizi all’interno tutti i servizi socio sanitari assistenziali – ssistenti sociali, educatrici ed educatori professionisti, Oss – e del sostegno alle persone disabili nelle scuole (quindi operatrici ed operatori di sostegno).
Lo sciopero – dice una nota Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt – è previsto per martedì 21 aprile, per l’intera giornata o turno lavorativo.
Diverse le motivazioni che hanno portato alla dichiarazione dello sciopero, dicono ancora le parti sociali. Tra queste, i sindacati citano “la totale assenza di un meccanismo di riconoscimento della carriera e dell’anzianità per tutti”, ma anche “l’obbligo di usufruizione delle ferie esclusivamente nei periodi di chiusura degli istituti scolastici ed il mancato riconoscimento del tempo lavoro e del rimborso kilometrico tra un istituto e l’altro per operatrici e operatori di sostegni”.
Rivendicazioni per le quali “non vi è stato alcun riscontro formalmente accettabile dalla Società di Servizi – scrivono ancora i sindacati –. In data 20 marzo 2026 è stato proclamato lo stato d’agitazione. La procedura di raffreddamento chiusa il 7 aprile 2026, dopo che l’interlocuzione del 3 aprile con il socio unico della Società, ovvero la Regione, ha dato esito negativo”.
Allo sciopero ha dato la propria adesione anche lo Snals.

Proclamato lo stato di agitazione per i lavoratori dei servizi socio-assistenziali della Società di servizi
23 marzo 2026
Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Savt hanno proclamato lo stato di agitazione del personale che, per la Società di Servizi, lavorano ai servizi socio sanitari assistenziali (quindi assistenti sociali, educatrici ed educatori professionali, Oss) e del sostegno ai disabili nelle scuole (operatrici e operatori di sostegno).
Non solo, dal momento che i sindacati – in una nota – preannunciano già l’intenzione di indire uno sciopero, chiedendo la formale attivazione della procedura di raffreddamento repventiva e la conciliazione delle controversie.
Diverse – spiegano ancora le parti sociali – le motivazioni che hanno portato all’apertura dello stato di agitazione. Nelle assemblee del personale del 9 e 12 marzo “il dibattito ha prevalentemente discusso sulle disapplicazioni contrattuali”, ovvero “la totale assenza di un meccanismo di riconoscimento della carriera e dell’anzianità per tutti”, ma anche “dell’obbligo di usufruire delle ferie esclusivamente nei periodi di chiusura degli istituti scolastici ed il mancato riconoscimento del tempo lavoro e del rimborso chilometrico tra un istituto e l’altro” per quanto riguarda operatrici e operatori di sostegno. A questo si aggiunge “lo scorretto inquadramento delle assistenti sociali”.
Secondo i sindacati, “su tali rivendicazioni non vi è stato alcun riscontro formalmente accettabile. L’istanza delle ferie è stata collettivamente rivendicata in assemblea ed espressamente richiesta come tematica integrativa”.






2 risposte
Rischiamo di fare chiudere la società di servizi e rimanere a casa… Che la politica ci aiuti.
E pensare che è stato presentato un ente strumentale come rimedio per colmare le differenze contrattuali che subiscono questi lavoratori …
Nulla fa, invece, presagire che ci sarà un miglioramento, con il passaggio all’ente strumentale, se le logiche e le nomine che gestiscono sono le stesse della società dei servizi.