Dopo una prima edizione di successo, torna anche quest’anno il progetto “I pomodori dell’Oratorio”, che invita persone di tutte le età alla coltivazione di piantine di pomodoro e alla trasformazione e condivisione del raccolto.

L’iniziativa nasce dal desiderio di far tornare a germogliare i tanti orti abbandonati nel territorio appartenente alle comunità del Grand Paradis. Terre un tempo coltivate dalle famiglie e oggi sempre più invase da sterpaglie, ma che, grazie all’iniziativa dell’Oratorio del Grand Paradis, tornano a essere curate da una comunità intergenerazionale e fraterna.

Chiunque sia interessato può partecipare al progetto, in due modi. Il primo è dando la propria disponibilità a curare gli orti. Quest’anno, ce ne saranno sei comunitari, ad Arvier, Avise, Villeneuve, Introd, Saint-Pierre e Aymavilles, a cui se ne aggiunge uno privato a Champlong e uno, simbolico, al Dormitorio Caritas.

In alternativa, è possibile piantare nel proprio orto delle piante di pomodori, consegnando il raccolto all’oratorio per la trasformazione. A tal fine, una collaborazione con l’azienda agricola IsaVivai consente di acquistare le piantine con il 10% di sconto fino al 4 maggio. Da metà luglio, inizierà nell’oratorio la trasformazione dei pomodori nella passata, che sarà poi venduta alla fine delle messe e nelle varie iniziative parrocchiali e comunitarie.

“Cerchiamo di coinvolgere anche soggetti fragili, perciò il progetto ha anche un risvolto sociale”, racconta il parroco Don Daniele Borbey. “Non a caso uno degli orti è al Dormitorio Caritas e un altro alla Casa Famiglia Saint-Léger. Giovani e adulti che non avevano mai coltivato prima si trovano a confrontarsi con anziani che hanno ognuno il proprio modo di fare l’orto. È quindi una grande occasione di incontro intergenerazionale, di creazione di nuovi legami e di comunità”.

Accanto agli obiettivi simbolici e sociali, c’è anche la necessità di autofinanziare le attività dell’oratorio. “La vendita non ha scopo di lucro, ma è finalizzata ad abbattere i costi delle tante attività che promuoviamo”, specifica Don Daniele.

La nuova edizione è stata presentata dal parroco ieri 21 aprile al castello di Introd. Accanto al lancio della nuova edizione, sono stati condivisi i risultati della precedente. Sono stati 570 kg i pomodori raccolti negli orti comunitari e 721 kg quelli donati all’oratorio. La passata prodotta ammontava a 623 kg, per un totale di 2831 vasetti da 220g.

Circa una quarantina di volontari sono stati coinvolti nella cura dell’orto e nella trasformazione dei pomodori in passata. La vendita di quest’ultima, al netto delle spese, ha fruttato 3237€. “Il progetto era fin dall’inizio pensato su due anni. Quest’anno, avendo già tutto il materiale, non dovrebbero esserci tante spese e dovremmo andare a regime”, auspica Don Daniele.

La presentazione si è svolta in un luogo e in una data non casuali. Introd era infatti un luogo caro a San Giovanni Paolo II, che scelse più volte la Valle d’Aosta per i suoi riposi estivi. Il 21 aprile, invece, è la giornata dedicata alla memoria di sant’Anselmo, figlio della terra e spiritualità valdostana. Due figure che accompagnano l’invito a ritrovarsi, come comunità, attorno ai valori essenziali della terra, del lavoro condiviso e della fraternità.
