Le ragioni del commissariamento di Pontboset e, quindi, delle elezioni anticipate restano al centro della campagna elettorale appena iniziata. Dopo la lettera dell’ex sindaco Illo Chanoux, sono arrivate a stretto giro le repliche dell’ex vicesindaco e ora candidato sindaco Marco Larocca e dell’ex assessore Massimo Rosa.
Proprio Rosa definisce “lesive della mia dignità personale e politica” le affermazioni dell’ex primo cittadino, secondo cui le dimissioni sarebbero state legate a un’insoddisfazione per l’entità delle indennità. “Se il problema fosse stato di natura economica, la questione si sarebbe potuta affrontare nelle sedi opportune, insieme agli altri membri della giunta; tuttavia, il denaro non ha mai rappresentato il motore del mio impegno per la comunità”, scrive Rosa.
L’ex assessore collega invece il proprio passo indietro alla “totale assenza di comunicabilità” con l’ex sindaco.
“Un’amministrazione efficace deve basarsi sulla trasparenza e sulla condivisione, elementi che sono venuti progressivamente a mancare — scrive ancora Rosa —. Spesso ci siamo trovati di fronte a decisioni già prese, informazioni comunicate con colpevole ritardo o, peggio, taciute, rendendo di fatto impossibile la realizzazione dei lavori e dei progetti necessari per il nostro Comune”.
Secondo Rosa, da parte degli altri componenti dell’esecutivo non sono mancati i tentativi di “cercare un dialogo costruttivo per appianare le divergenze e ritrovare quella trasparenza necessaria”.
Venuti meno “l’armonia di squadra, la sincerità e il rispetto per il ruolo degli assessori”, le dimissioni sono state, sempre secondo Rosa, il passaggio conseguente, definito “un atto di responsabilità verso i cittadini”.
“Spiace constatare che, invece di una riflessione onesta sul fallimento del progetto politico e amministrativo, si sia preferito ricorrere a illazioni personali nel tentativo di screditare chi, con onestà, ha deciso di non essere più complice di una gestione poco chiara e priva di spirito collaborativo”, conclude.
Toni duri anche da parte del candidato sindaco Marco Larocca.
“Chiavette Usb nella buca delle lettere, file Pdf, documenti riservati… siamo sul set di un film di 007? Una denuncia su qualcosa che non esiste e non è mai esistito la trovo alquanto ridicola…”, scrive l’ex vice di Chanoux.
Larocca racconta di aver chiesto più volte “un incontro urgente per chiarire”, senza però ottenerlo. Secondo quanto riferisce, nella chat dell’ex giunta comunale il sindaco avrebbe risposto: “Se volete dirmi qualcosa venite a sfiduciarmi in Consiglio, e non si può convocare una Giunta dall’oggi al domani così, improvvisata, senza tener conto di chi lavora; di norma ci si trova a porte chiuse per fare il punto della situazione e chiarire il tutto prima”.
Nel difendere “i miei ex colleghi Massimo, Luca e Arianna”, che “hanno sempre portato avanti iniziative per il bene della comunità”, Larocca ribadisce che le proprie dimissioni erano “legate al venir meno della fiducia nell’ex sindaco”, come già spiegato nella lettera presentata all’epoca.
“Ci è stato più volte ripetuto di non parlare con determinate persone in paese, cosa che io ho rifiutato. Ho giurato, in qualità di vicesindaco, sulla Costituzione italiana e sullo Statuto della Regione autonoma. In qualità di amministratore devo parlare e ascoltare tutti: per me i cittadini sono tutti uguali, non esistono né amici né nemici. Trovo quindi una banalità l’affermazione secondo cui le dimissioni non sarebbero state chiarite”.
Larocca conclude con una stoccata finale: “Per il resto preferisco non aggiungere altro: un silenzio vale più di mille parole. Da amico posso consigliargli qualche lettura di Kant, Nietzsche o Sant’Agostino: un po’ di cultura non guasta mai, fa sempre bene a qualunque età”.

Commissariamento di Pontboset, parla l’ex sindaco Chanoux: “Le motivazioni delle dimissioni non sono state chiarite”
27 aprile ore 12.08 – di Silvia Savoye
Due mesi dopo il “fattaccio”, con la Giunta di Pontboset finita a pezzi dopo una pioggia di dimissioni che hanno lasciato l’ex sindaco Ilo Claudio Chanoux solo in un Comune destinato ad un inevitabile commissariamento, l’ex Primo cittadino prende carta e penna e racconta la sua versione dei fatti. Versione che arriva oggi, aspettando le nuove elezioni indette per il 24 maggio. Oggi, tre giorni dopo la chiusura dell’unica lista che vede candidato Sindaco l’ex vice di Chanoux, Marco Larocca.
“Ritengo doveroso intervenire per chiarire alcuni aspetti legati al commissariamento del Comune di Pontboset, nel rispetto della trasparenza verso i cittadini” scrive l’ex Primo cittadino che approfitta anche per “ringraziare tutte le persone che in questi giorni mi hanno espresso vicinanza e sostegno”.
Chanoux spiega: “La vicenda trae origine da una presunta chiavetta usb anonima, rinvenuta nella cassetta delle lettere dal vicesindaco Marco La Rocca. Nel corso della giornata, tale elemento è stato inizialmente ridimensionato come una verifica interna sull’attendibilità del segretario comunale, per poi riemergere la sera sotto forma di un presunto documento pdf diffuso tramite WhatsApp, e non più come supporto fisico”.
“Di fronte a questa situazione – prosegue l’ex Sindaco –, ho richiesto chiarimenti e invitato a procedere con una denuncia alle autorità competenti, considerando la natura estremamente riservata dei documenti, inerenti a una causa presso la Corte dei Conti relativa a un evento calamitoso del 2000 e riguardante 12 persone. Coerentemente con questa posizione e con l’obiettivo di garantire la massima trasparenza, sono stato io per primo a procedere con la segnalazione alle autorità, non avendo nulla da nascondere, in quanto a questo punto la mia fiducia verso il vice sindaco era venuta a mancare”.
Non solo: “Era già prevista una riunione di giunta due giorni dopo, nella quale l’interessato avrebbe potuto e dovuto fornire spiegazioni sull’accaduto ed eventualmente chiarire possibili responsabilità di terzi. Con sorpresa, il giorno precedente alla giunta, senza alcun preavviso né comunicazione, sono pervenute le dimissioni dell’interessato, seguite due ore dopo da quelle dell’assessore Massimo Rosa, anch’egli senza alcun preavviso”.
Ad oggi – dice sempre Chanoux –, le motivazioni di tali dimissioni non sono state chiarite. L’unico malumore di cui ero stato messo a conoscenza riguardava il compenso ritenuto troppo basso dall’assessore Rosa e la percezione, dopo quattro mesi di attività, di aver concluso poco se non l’approvazione del bilancio. Va comunque ricordato che, di questi quattro mesi, uno è stato da me trascorso in ospedale”.
“Questi sono i fatti per come li conosco e che hanno portato al commissariamento del Comune di Pontboset. Questo sarebbe stato il mio ultimo mandato. Per questo motivo avevo scelto una squadra eterogenea, giovane e orientata alla continuità amministrativa. Proprio per questo, le dimissioni a catena risultano per me particolarmente anomale, anche alla luce della mia esperienza trentennale nell’amministrazione comunale”.
“Desidero infine sottolineare che con l’ultima amministrazione abbiamo lasciato i conti del Comune in ordine, con un avanzo di amministrazione significativo e con due importanti finanziamenti già approvati: uno per il recupero delle vecchie scuole e uno per l’ingresso a nord del capoluogo, oltre a interventi sulle strade interne delle frazioni. Il Comune, inoltre, è stato riconosciuto come uno dei più virtuosi d’Italia. L’auspicio è che tali progetti possano essere portati a termine”.
Con una chiusa: “Oggi, parte delle persone coinvolte si presenta con una nuova lista. Lascio a ciascuno le proprie riflessioni. Buona luna di miele”.

Una risposta
Ma io mi chiedo:
Perché tutti voi scrivete lettere prive di contenuti specifici e farcite di riferimenti generici?
Ma voi credete veramente di fare politica parlando a vanvera e cercando di vendere fumo ai vostri concittadini?
Se avete qualcosa da dire parlate a chiari lettere, lanciate accuse precise, altrimenti tacete.
In questo nodo non fate altro che insultare la poca ( così credete voi) intelligenza di chi legge queste cose.