Per il verde pubblico di Aosta ora lo “spauracchio” arriva dall’Europa

Si chiama "Nature restoration law", il Regolamento UE nato per salvaguardare e ripristinare la biodiversità e la salute degli ecosistemi. Un provvedimento che, ha detto in Consiglio comunale l'assessore Cometto, "condiziona lo sviluppo urbanistico della città”.
L'inaugurazione della nuova area verde alla scuola Ramires di Aosta, realizzata da Italgas
Comuni

Fino ad ora, la questione è passata un po’ sottotraccia. Anche su Aosta, però, incombe la cosiddetta Nature restoration law, ovvero il Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura, un atto normativo dell’Unione Europea nato per salvaguardare e ripristinare la biodiversità e la salute degli ecosistemi.

L’occasione è una mozione, nel Consiglio comunale cittadino di oggi, presentata da Katya Foletto che chiedeva il rispetto della legge – in questo caso nazionale – che obbliga i Comuni sopra i 15mila abitanti piantare un albero per ogni neonato residente o minore adottato entro sei mesi dalla registrazione anagrafica.

Sul punto, l’assessore alla Cura della città e del territorio – che ha la delega al verde pubblico – Corrado Cometto, ha detto che l’Amministrazione “non ha le forze per un’operazione del genere, che è anche una complicazione amministrativa. Ma cerchiamo di fare le cose sostanziali: realizzare parchi e piantare alberi”. Il tutto, elencando le piantumazioni fatte finora e i progetti in itinere per il parco Puchoz, quello che prenderà il posto dei grattacieli del quartiere Cogne e quello – legato al Pnrr – del quartiere Dora.

“Confidiamo che, con queste grandi aree, riusciremo a trovare nei cinque anni il modo di rispettare la legge, che non è generalmente molto rispettata. Anche perché di difficile attuazione”, ha detto ancora l’Assessore.

Il nodo europeo

Ma, all’orizzonte, c’è dell’altro. “Pongo un’altra questione – ha aggiunto Cometto –: abbiamo un altro vincolo molto più importante che porta a possibili sanzioni dall’Europa nei confronti dello Stato. Si tratta del Regolamento UE 2024/1991, entrato in vigore nell’agosto 2024, la cosiddetta Nature restoration law che in Valle coinvolge Aosta e altri otto comuni. Si tratta di un provvedimento che vincolerà in maniera molto pesante perché ci saranno sanzioni se non si rispettano dei target fotografati dall’Unione europea, via satellite, nel 2021”.

Di cosa si tratta? Stando al Ministero dell’Ambiente, “il Regolamento crea un quadro giuridico comune per il ripristino di ecosistemi, habitat e specie degradati su tutto il territorio terrestre e marittimo dell’UE, basandosi e integrando la legislazione UE esistente”. Quattro gli obiettivi di fondo, ma uno quello generale: “mettere in atto misure di ripristino su almeno il 20 per cento della terra e su almeno il 20 per cento delle aree marine europee entro il 2030, e in tutti gli ecosistemi che necessitano di ripristino entro il 2050”.

Secondo le informazioni dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, “il Piano di ripristino è richiesto ad ogni Stato Membro dalla Commissione Europea entro il 1° settembre 2026 e sarà il risultato di un monitoraggio del territorio e dell’individuazione delle misure da adottare per raggiungere gli obiettivi stabiliti in accordo con le diverse tipologie di habitat da ripristinare e sui quali intervenire”.

In soldoni, dice in aula Cometto, “in funzione della norma, se vuoi coprire 100 m2 con un parcheggio devi realizzare 100 m2 di verde. Dobbiamo concentrarci su questo Regolamento perché le sanzioni UE potrebbero ‘ribaltarsi’ sullo Stato portando anche a mancati finanziamenti statali. Focalizzerei gli sforzi, anche in termini di risorse umane, su questo provvedimento che, comunque, va a favore di un miglioramento della qualità della vita, evitando anche le ‘isole di calore’”.

Insomma: “Se la Stato riceverà delle sanzioni sul mancato rispetto del Regolamento da parte dei Comuni, probabilmente si farà in modo che queste sanzioni stesse vengano ribaltate sulla Regione o sugli Enti locali. E tutto diventa molto complicato. Per questo, sul verde serviranno ragionamenti di questo tipo, perché diventa una componente molto importante che condiziona lo sviluppo urbanistico della città”.

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