Sulla prossima chiusura, per lavori, delle gallerie Côte di Sorreley e Signayes prende posizione anche il Partito democratico della Valle d’Aosta. “Non è soltanto un problema infrastrutturale. – si legge in una nota – E’ la conseguenza di mesi di silenzio, di una gestione inefficace del ruolo di azionista pubblico e di una classe dirigente regionale che ha scoperto il problema quando ormai era troppo tardi per prevenirne gli effetti”.
Nell’intento di “fare chiarezza su responsabilità e priorità”, il partito ripercorre alcune tappe della vicenda. Il 3 settembre 2025 “SAV riceve il via libera dal Ministero delle Infrastrutture per i lavori”. Il successivo 5 novembre, “il tema ella chiusura totale viene discusso nel Consiglio di amministrazione della società, alla presenza dei rappresentanti regionali”. “Il presidente della Regione Renzo Testolin – sottolinea il partito – dichiara invece di averne avuto notizia soltanto il 14 aprile 2026”.
Per il Pd, tra la discussione in Consiglio d’amministrazione e la comunicazione al principale azionista pubblico sono “trascorsi mesi”, nei quali “si sarebbero potuti costruire piani alternativi, preparare le imprese, coinvolgere i sindaci e informare i cittadini”. Da qui, la “domanda resta semplice: a cosa servono i rappresentanti regionali nel CdA di SAV se non riferiscono tempestivamente alla Giunta su decisioni di questa portata?”.
“La chiusura del raccordo – puntualizza il partito – scaricherà sulla città di Aosta un flusso di traffico che la viabilità urbana non è oggi attrezzata ad assorbire senza conseguenze rilevanti”. Anche perché “sul percorso interessato dalla deviazione sono già programmati cantieri che rischiano di determinare situazioni di forte congestione del traffico urbano, con ripercussioni concrete sulla vita quotidiana dei cittadini, delle imprese e dei servizi”. In sostanza, “Aosta rischia di trovarsi ancora una volta a gestire quasi da sola le conseguenze di decisioni assunte altrove e comunicate troppo tardi”.
Per questo, il Pd “chiede che la Regione smetta di rincorrere gli eventi e inizi finalmente a pianificare”. “Serve prima dell’11 giugno un piano organico di viabilitò alternativa condiviso con il Comune di Aosta e con tutti gli enti locali interessati. – scrive il partito – Serve un tavolo permanente di coordinamento tra Regione e Comuni per tutta la durata dei lavori. Serve inoltre verificare immediatamente gli obblighi di mitigazione previsti dal contratto di concessione SAV”.
