“La situazione della sanità valdostana ha ormai superato il livello di guardia”. A scriverlo, in una nota, la Fp Cgil Valle d’Aosta, che – dice – “da anni denuncia una crisi strutturale che coinvolge l’intero sistema sanitario regionale e che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta stessa dei servizi pubblici. denuncia una crisi strutturale che coinvolge l’intero sistema sanitario regionale e che rischia di compromettere il diritto alla salute dei cittadini e la tenuta stessa dei servizi pubblici”.
Alla base delle crescenti difficoltà – spiega il sindacato – “vi è una carenza cronica di personale che interessa tutti i profili professionali: operatori sanitari, tecnici, amministrativi e professionali. Gli organici insufficienti stanno progressivamente svuotando uffici e reparti, aumentando i carichi di lavoro e riducendo la capacità del sistema di garantire prestazioni adeguate e tempestive”.
“Questa situazione è il risultato di anni di finanziamenti insufficienti e di una programmazione incapace di affrontare le reali necessità della sanità valdostana – prosegue la Cgil –. L’insufficienza delle risorse disponibili limita gli investimenti in tecnologie, strutture e personale, ostacolando la piena garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza su tutto il territorio regionale. A ciò si aggiunge l’incertezza che continua a caratterizzare il progetto del nuovo ospedale, ancora lontano dal tradursi in una risposta concreta ai bisogni della comunità”.
Non solo: “Particolarmente grave è la situazione della sanità territoriale – si legge ancora nella nota sindacale –. Distretti, consultori, servizi di salute mentale e assistenza domiciliare integrata soffrono una progressiva riduzione delle risorse e del personale disponibile. I piccoli comuni di montagna, gli anziani, le persone fragili e i malati cronici rischiano sempre più spesso di rimanere privi di un’assistenza di prossimità adeguata. In assenza di una rete territoriale forte, il carico assistenziale si riversa inevitabilmente sull’ospedale Parini, che opera ormai in condizioni di forte pressione”.
Una crisi degli organici “aggravata da una gestione organizzativa che continua a muoversi in una logica emergenziale. Turnazioni costruite per tamponare le urgenze, carichi di lavoro distribuiti in modo disomogeneo, eccessiva burocratizzazione e insufficiente valorizzazione delle competenze professionali stanno rendendo sempre più difficile lavorare all’interno del sistema sanitario regionale. In questo contesto, la formazione e lo sviluppo professionale non ricevono l’attenzione necessaria, contribuendo ad alimentare la fuga di lavoratrici e lavoratori verso altre realtà.
Un elemento determinante è inoltre rappresentato dall’emergenza abitativa”.
Insomma, dice sempre la Cgil, “chi decide di trasferirsi in Valle d’Aosta per lavorare nella sanità si trova a fare i conti con un mercato immobiliare sempre più inaccessibile, caratterizzato da affitti elevati e da una disponibilità limitata di alloggi a lungo termine. Le misure di attrattività economica introdotte negli ultimi anni risultano spesso insufficienti poiché assorbite dall’aumento del costo della vita, delle locazioni e delle spese energetiche”.
Quindi, “senza una politica abitativa dedicata, attrarre e trattenere personale qualificato continuerà a essere estremamente difficile”.
Nel frattempo, “chi già opera nella sanità valdostana è chiamato quotidianamente a sostenere turni gravosi, accumulare ferie non godute, rinunciare ai riposi e farsi carico di responsabilità crescenti – prosegue la Cgil –. Una condizione che mette a rischio il benessere psicofisico dei lavoratori e aumenta il rischio di burnout, il personale ridotto è costretto a colmare con il sacrificio personale le storiche lacune programmatorie della sanità regionale con inevitabili ripercussioni sulla qualità dei servizi”.
Per questo, la Fp Cgil Valle d’Aosta “ritiene che non vi sia più tempo per rinvii o interventi parziali. Per evitare un progressivo smantellamento del welfare pubblico regionale chiediamo alla Giunta regionale, all’Assessorato alla Sanità e alla Direzione dell’Azienda Usl di assumere impegni concreti e immediati su tre priorità fondamentali”.
Quali? Il sindacato le elenca:
- Una riforma organizzativa immediata, che superi la gestione emergenziale, introduca una programmazione trasparente dei turni, riduca gli adempimenti burocratici inutili, garantisca flessibilità, garantisca misure di Age management e valorizzi pienamente tutte le professionalità presenti nel sistema sanitario.
- Un piano straordinario per l’abitare, attraverso la realizzazione di foresterie aziendali, l’attivazione di alloggi pubblici a canone calmierato per i neoassunti e misure di sostegno concreto nella ricerca di una casa.
- Risorse strutturali e misure contrattuali dedicate, con il consolidamento delle indennità di attrattività, investimenti nel welfare aziendale e l’avvio di un confronto con le sedi nazionali della contrattazione per riconoscere le specificità del lavoro sanitario nei territori montani.
“Il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, non può essere garantito senza investimenti adeguati e senza il riconoscimento del valore delle lavoratrici e dei lavoratori che ogni giorno assicurano il funzionamento della sanità pubblica – chiude il sindacato –. Difendere il personale significa difendere il servizio sanitario regionale e il diritto dei cittadini valdostani a ricevere cure di qualità, accessibili e vicine ai territori”.
