A Emarèse le “lingue che resistono” diventano immagini e suoni

Inaugurata al centro Le Milieu la mostra “Voci Nascoste”, dedicata alle minoranze linguistiche italiane. L’esposizione è visitabile fino al 5 settembre 2026.
Mine Festival giugno Emarese
Cultura

Una lingua può sopravvivere in una parola, in un volto, in un canto o in un gesto tramandato da una generazione all’altra. Sono queste tracce di memoria viva a comporre “Voci Nascoste. Le lingue che resistono”, la mostra inaugurata venerdì 12 giugno sulla terrazza del centro Le Milieu di Emarèse. All’inaugurazione hanno partecipato la fotografa Arianna Arcara, il curatore Giangavino Pazzola e il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Valle d’Aosta Laurent Viérin.

Il progetto, organizzato dall’Associazione La Clé sur la Porte ETS con il sostegno del Consiglio regionale della Valle d’Aosta, è ideato e curato da CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino, con la partnership culturale di Lavazza Group e Chora Media.

Mine Festival giugno Emarese sera concerti
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La mostra riunisce tre progetti fotografici commissionati ad Arianna Arcara, Antonio Ottomanelli e Roselena Ramistella, dedicati rispettivamente alle comunità francoprovenzali della Valle d’Aosta, al griko salentino in Puglia e alla comunità arbëreshe in Sicilia. Fotografie, materiali raccolti nei territori e podcast realizzati da Chora Media compongono un archivio in divenire sulle marginalità linguistiche e sulle questioni culturali, sociali e identitarie ad esse collegate.

“Portare “Voci Nascoste. Le lingue che resistono” a Emarèse consente a CAMERA di celebrare nuovamente il tema della diversità come valore identitario”, ha commentato il curatore della mostra, Giangavino Pazzola. “Dopo la mostra realizzata a Torino nel 2024, questo ulteriore passaggio segna la restituzione simbolica di quei valori e fiducia che ci sono stati consegnati dalle comunità durante le fasi di ideazione e produzione delle serie fotografiche. Il progetto nasce infatti per esplorare, mappare e articolare visivamente la complessità delle minoranze linguistiche che resistono nelle aree interne della penisola italiana. Attraverso tre progetti fotografici inediti, l’esposizione costruisce un ponte ideale tra la storia secolare di queste comunità e la loro vitale contemporaneità, raccontandoci come il tema migratorio sia presente da molto tempo nelle nostre regioni. Al centro della ricerca vi è un patrimonio fragile di conoscenze, usi e storie in continua trasformazione: il risultato di passaggi, coesistenze storiche e dispersioni geografiche che dimostrano come la marginalità numerica possa trasformarsi in una straordinaria centralità culturale”.

Mine Festival giugno Emarese
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Il lavoro di Arianna Arcara nasce dall’incontro con le comunità di lingua francoprovenzale e con il paesaggio dell’Alta Valle d’Aosta. Attraverso la presenza nei luoghi e le interviste agli abitanti, la fotografa ha ricercato nei volti e nelle storie una tensione emotiva capace di attraversare e unire le generazioni.

“Té, teins, ten, tén, teins raccoglie le diverse varianti della parola “tempo”, un elemento che è diventato centrale nella ricerca: una lingua si sviluppa nel tempo, si trasforma insieme ai luoghi e alle persone che la abitano e porta con sé tracce delle molte temporalità che attraversano un territorio”, ha spiegato la fotografa Arianna Arcara. “Attraverso fotografie, video, testi e materiali sonori, il lavoro prova ad avvicinarsi a una lingua come presenza viva e al tempo stesso fragile, osservando come memoria, oralità e trasformazioni contemporanee convivano all’interno di questi contesti. L’installazione raccoglie frammenti di questa esperienza e restituisce un paesaggio visivo e sonoro in cui la lingua continua a essere trasmessa, modificata e attraversata dalle trasformazioni del presente. Sono contenta di aver avuto la possibilità di presentare questo lavoro nel territorio da cui hanno avuto origine le immagini, le voci e le storie che lo compongono”.

Voci Nascoste” racconta le lingue minoritarie non come semplici tracce del passato, ma come presenze vive e patrimoni identitari da tutelare. Un invito a riflettere sulla ricchezza della diversità linguistica e sulle fragilità che minacciano queste comunità, dallo spopolamento delle aree interne all’invecchiamento della popolazione e alla progressiva omologazione culturale.

Mine Festival giugno Emarese
Mine Festival giugno Emarese

«Come Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale – ha dichiarato Laurent Viérinabbiamo sostenuto convintamente questo evento, proposto per la prima volta in una località come Emarèse, dove negli anni abbiamo investito molto sul Centre Abbé Trèves e sulla Maison Célestin. Sostenere le piccole realtà della Valle d’Aosta significa offrire loro l’opportunità di vivere anche attraverso la cultura e gli eventi culturali. La scelta di dedicare questa mostra, attraverso la fotografia e i contenuti audiovisivi e multimediali, alle minoranze linguistiche e in particolare al patois, proponendo uno sguardo esterno sulla nostra realtà linguistica, ha ulteriormente rafforzato la volontà di sostenere l’iniziativa”.

La mostra è visitabile fino al 5 settembre 2026 sulla terrazza del centro Le Milieu di Emarèse.

“Per un’organizzazione come la nostra – spiega Nicole Seris, Presidente dell’Associazione La Clé sur la Porte ETS – che dal 2021, su tutto il territorio regionale, organizza e cura rassegne culturali e festival al centro dei quali le arti visive e nello specifico la fotografia sono le protagoniste, la possibilità di organizzare un’esposizione fotografica in uno spazio emergente come il centro culturale Le Milieu di Emarèse, dedicata a un tema così contemporaneo, in collaborazione con un’istituzione come CAMERA – Centro italiano per la Fotografia di Torino è stato un grandissimo onore e un’occasione di crescita professionale decisamente importante”.

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